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Convenzione Onu, eletto il Comitato internazionale per la sua attuazione (Newsletter della Storia dei Sordi n. 618 del 5 gennaio 2009)

Convenzione Onu, eletto il Comitato internazionale per la sua attuazione
Mentre l’Italia è ancora alle prese con il processo di ratifica del documento sottoscritto un anno e mezzo fa a New York, sono stati nominati i membri del Comitato che dovrà valutare il monitoraggio e l’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Dodici i membri, ma nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri sei

ROMA – E’ in programma a Ginevra nel febbraio del 2009 il prossimo incontro del Comitato internazionale per il monitoraggio dell’attuazione della Convenzione Onu sulle persone con disabilità. Intanto, il 7 novembre a new York sono stati eletti i dodici membri deputati a farne parte. Rappresentano tutte le aree del mondo e provengono da Bangladesh, Cile, Kenya, Cina, Qatar e Tunisia. Per l’Europa gli esperti provengono da Spagna, Ungheria e Slovenia. Nessun italiano, non avendo il nostro Paese ratificato in tempo la Convenzione.

Quali i compiti dei dodici esperti? Monitorare, su scala internazionale, circa l’attuazione dei princìpi contenuti nel testo della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità e vegliare sull’implementazione della stessa negli Stati che l’hanno ratificata, come previsto dall’articolo 34 dello stesso documento, nonché sulle attività di cooperazione internazionale legate ad essa: una realtà che riguarda 650 milioni di persone nel mondo. Il Comitato duerà in carica quattro anni e sarà operativo dal 1° gennaio 2009.  Ad oggi sono 136 i Paesi che hanno firmato la Convenzione e 41 quelli che l’hanno ratificata. Il protocollo opzionale invece è stato firmato da 79 paesi e ratificato da 25.

Questi gli eletti, cinque donne e sette uomini, di cui nove con disabilità: György Könczei (Ungheria), membro governativo del comitato per la European Social Charter presso il Consiglio d’Europa; Amna Ali Al Suweidi (Qatar), consulente alla People with Disabilities Management; Mohammed Al-Tarawneh (Giordania), responsabile del progetto di sviluppo delle politiche sulla disabilità del governo giordano; Lotfi Ben Lallahom (Tunisia), docente di medicina e direttore generale dell’Institute for the Promotion of Persons with Disabilities; Monsur Ahmed Choudhuri (Bangladesh), responsabile del progetto governativo per lo sviluppo di una società inclusiva, senza barriere e basata sui diritti; María Soledad Cisternas Reyes (Cile), direttore del Programma sulla disabilità della facoltà di diritto della Diego Portales University; Edah Wangechi Maina (Kenya), Chief Executive Officer della Kenya Society for the Mentally Handicapped; Ronald McCallum (Australia), Professore di Diritto del lavoro all’Università di Sydney; Ana Peláez Narváez (Spagna), responsabile delle relazioni internazionali della Spanish Organization of the Blind; Germán Xavier Torres Correa (Ecuador), Vice-Presidente del National Council on Disabilities; Cveto Uršič (Slovenia), direttore generale dell’Ufficio per le Persone con Disabilità del Ministero del lavoro, della famiglia e degli affari sociali; Jia Yang (Cina), direttore e fondatrice del comitato femminile della China Association of the Blind.

I criteri di scelta. I componenti dell’organismo – che naturalmente non rappresentano i Paesi di provenienza, ma operano “a titolo personale” – vengono scelti «tenendo in considerazione i principi di equa ripartizione geografica, la rappresentanza delle diverse forme di civiltà e dei principali sistemi giuridici, la rappresentanza bilanciata di genere e la partecipazione di esperti con disabilità», come recita l’articolo 34 della Convenzione.

Il Comitato prevede una squadra di diciotto persone: nei prossimi sei mesi, quindi, saranno scelti altri sei membri, che dovranno essere scelti tra quelli proposti dagli Stati che in questo periodo di tempo riusciranno a concludere l′iter di ratifica della Convenzione. Tra questi potrebbe rientrare anche l′Italia, se «i tempi abbastanza rapidi» annunciati dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella per giungere alla ratifica anche nel nostro Paese lo consentiranno.

Al Comitato per i diritti delle persone con disabilità ciascun Paese che abbia ratificato la Convenzione dovrà fornire periodicamente dei report in cui verranno segnalati gli sforzi, l’impegno e le attività messe in campo per l’implementazione della Convenzione sui diversi territori.

Il Comitato, che si riunirà a Ginevra, potrà a sua volta avanzare delle raccomandazioni per migliorare la situazione di determinati Stati, oppure potrà accogliere – da gruppi o singoli – e valutare reclami di violazioni di principi contenuti nel testo. Inoltre, i membri del Comitato potranno promuovere giornate di confronto e discussione con e tra gli Stati, la società civile e qualsiasi organizzazione. (ep)

(11 novembre 2008 SUPERABILE)  – nw618


 

Newsletter della Storia dei Sordi n. 618 del 5 gennaio 2009