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Carta di Verona (Newsletter della Storia dei Sordi n. 670 del 27 marzo 2009)

Carta di Verona sul salvataggio delle Persone con la disabilità in caso di disastri.

Esiste un rinnovato interesse riguardo ai problemi delle persone con disabilità alla luce di un aumentato coinvolgimento su argomenti come la sicurezza, la prevenzione del rischio e l’intervento in caso d’emergenza. Mentre nel passato le persone con disabilità ricoprivano un ruolo secondario nella pianificazione delle attività e nella ricerca di soluzioni per la riduzione del rischio nelle situazioni di disastro, di recente questa parte della popolazione è stata riconosciuta essere un target privilegiato nella risposta immediata ad interventi d’emergenza in caso di disastri naturali e guerre. Questo approccio riveduto e corretto ha avuto implicazioni a diversi livelli, soprattutto per il riconoscimento alla protezione secondo la legislazione in materia di sicurezza e protezione civile.

Secondo l’art.11 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, gli Stati Membri si sono impegnati a prendere “…tutte le precauzioni necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, di emergenze umanitarie e disastri naturali”.

Inoltre, il Parlamento Europeo in una risoluzione del 4 settembre 2007 sui disastri naturali, all’art.19 “Sottolinea la necessità in caso di disastri naturali di tenere in considerazione soprattutto i bisogni specifici delle persone con disabilità in tutte le azioni svolte usando i Meccanismi della Protezione Civile”. In aggiunta, uno degli obiettivi operativi del Piano d’Azione per i Disabili dell’UE prevede di rendere prioritari i problemi delle persone con disabilità nelle relative politiche della Comunità, fra i quali quello sulla protezione civile. In questo contesto, nel 2005 e 2006 la Commissione Europea ha co-finanziato due progetti contemplati dal Programma d’Azione della Comunità per aumentare la preparazione per gruppi particolarmente vulnerabili in caso d’emergenza, come segue:

Salvataggio di Persone con disabilità ferite in caso di Disastri – la Sfida nella Sfida della Protezione Civile” (Contratto di Sovvenzione 07.030601/2005/423643/SUB/A5) e

Inondazione:  Risposta Rapida & Schemi di Simulazione per la Sicurezza delle Persone con disabilità” (Contratto di Sovvenzione 07.030601/2006/448102/SUB/A3).

Le persone con disabilità corrono un rischio molto più grande in caso di disastri naturali o causati dall’uomo rispetto alle persone senza disabilità. Si avverte la necessità di garantire una maggiore comprensione dei bisogni delle persone con disabilità e di tutte le varie forme di disabilità in situazioni di rischio. Inoltre, è necessaria una preparazione maggiore all’intervento garantendo che i bisogni specifici delle persone con disabilità vengano presi tutti in considerazione. Ciò implica l’esigenza di assicurare finanziamenti per garantire che tali aspetti siano completamente integrati nella progettazione e realizzazione di qualsiasi intervento.

Il bisogno di proteggere le persone con disabilità implica una nuova visione del contesto culturale di gestione dell’emergenza dove il rispetto dei diritti degli esseri umani si dimostra essere la base di ogni strategia d’intervento. In futuro, importanti istituzioni locali, nazionali e internazionali modificheranno sempre più il loro approccio secondo questo principio. In particolare, la Comunità Europea e gli Stati Membri saranno consultati per elaborare nuove strategie, politiche e interventi che tengano conto della legislazione e documentazione Europea e Internazionale in evoluzione.

Una maggiore conoscenza di questa materia porterà ad una nuova competenza tecnica e ad ulteriori capacità di progettazione che contribuiranno ad una definizione più accurata dei bisogni e dei diritti delle persone con disabilità.

La Carta di Verona sul salvataggio delle persone con disabilità in caso di disastri intende essere una pietra miliare in tutto questo processo e dare un contributo concreto all’impatto della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Resta inteso che la Carta non è concepita per identificare dei nuovi diritti con valenza legale. Piuttosto, lo scopo della Carta è di collegare le libertà fondamentali esistenti e la protezione civile l’una con l’altra e di portarle maggiormente a conoscenza dei cittadini e delle istituzioni.

PER SAPERE DI PIU’

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 670 del 27 marzo 2009

Carta di Verona