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Monsignor Terruzzi: un ricordo vivo a 60 anni dalla dipartita (Newsletter della Storia dei Sordi n. 681 del 22 aprile 2009)

Monsignor Terruzzi: un ricordo vivo a 60 anni dalla dipartitaIl 6 maggio 2009 ricorre il 60° anniversario dalla morte di Monsignor Giovanni Terruzzi, ricordato come il «Monsignore dei Sordomuti», perché fu un profondo pensatore, uno studioso e un maestro innovatore della scuola speciale dei sordi del suo tempo.
Nato a Sovico Brianza (MI) il 15 ottobre 1877, il giovane Terruzzi fece i suoi primi anni di studi ginnasiali alla scuola “Zucchi” di Monza e poi studiò teologia nel Seminario Maggiore di Milano. Era ancora diacono quando Monsignor Luigi Casanova, Rettore del Pio Istituto Sordomuti poveri di Milano, che aveva avuto modo di conoscerlo, gli propose di collaborare con lui, ottenendone l’assenso, dopo di che ben volentieri l’arcivescovo Card. Ferrari lo destinò a quel compito, che prese particolarmente a cuore dopo che, il 20 dicembre 1902, fu ordinato sacerdote. Don Terruzzi, presso il Pio Istituto di Milano, che al tempo si trovava in Via Galvani, si occupò di Patronato e fu anche incaricato dell’insegnamento in una classe di sordi, e contemporaneamente egli era portato allo studio e alla meditazione. Lesse tutte le opere di rilievo che trattavano di pedagogia speciale e di otorinolaringoiatria. Assistente religioso dei sordi, amava intrattenersi con essi alla sera e nei giorni festivi, richiamandoli all’occorrenza ai loro doveri, e sempre pronto ad aiutarli in tutti i loro bisogni.
Quando il 2 ottobre 1910, in Via Copernico, a Milano, fu inaugurata la prima «Casa del Sordoparlante», don Terruzzi fu lieto che quel luogo fosse a totale disposizione dei sordi, ma sapeva che era una sistemazione provvisoria così quando, nel 1926, poté disporre di fondi sufficienti, li mise a disposizione per costruire la nuova «Casa del Sordoparlante» in Via Boscovich 38, ultimata nel 1927, che per volontà di Terruzzi ospitò anche uno studio di consulenza legale, uno di consulenza professionale per collocamento al lavoro per i sordomuti, e un reparto medico-pedagogico per le malattie dell’orecchio e la cura della sordità progressiva. Medici e specialisti da tutta la provincia e altrove inviavano a quel centro i loro pazienti per un giudizio e un consiglio.
Maestro, padre, ma soprattutto sacerdote – a quel tempo fu elevato alla veste di Monsignore – Terruzzi si preoccupa pure di conservare negli ex-allievi i frutti dell’educazione cristiana avuta e di elevarli di più moralmente e socialmente, poiché essi erano la sua ragione di vita.
Durante il conflitto 1940-45, quando l’Istituto fu sfollato a Verzago di Alzate Brianza (CO), Monsignor Terruzzi tornava in Via Boscovich tutte le feste, affrontando ogni volta i disagi e i pericoli del viaggio, per stare vicino a quei pochissimi sordi che erano rimasti per forza maggiore in città, perché, diceva, «… Gesù si sarebbe immolato anche per la salvezza di un’anima sola!».
Questa fu la vita di Monsignor Giovanni Terruzzi in quella «Casa» che lui aveva tanto voluto e aveva aperto a tutti i sordi, sino alla sua morte, avvenuta la sera del 6 maggio 1949.
Pochi anni dopo la «Casa» di Milano fu intestata al suo nome, «Casa del Sordoparlante Monsignor Giovanni Terruzzi» e più tardi, nel 1959, decimo anniversario della dipartita, nell’atrio di quella Casa fu collocato un busto di bronzo con sulla lapide la dedica «A Mons. Giovanni Terruzzi, Padre e Maestro dei Sordoparlanti», e ancora oggi, sessanta anni dopo la morte del «Monsignore dei Sordomuti» chi entra nell’atrio della Sede ENS di Milano, è attratto da quel segno di amore e di dedizione per quel sacerdote che esortava a «santificare la sordità e non speculare mai sulla sordità, santificandola nel senso umano e divino»
Dopo gli eventi bellici, vivendo un momento di estrema difficoltà, delicato per il futuro Ente Nazionale dei Sordi, fu deciso di costituire una Commissione Nazionale dei sordomuti per la revisione della  ex legge 12 maggio 1942, n. 889 e la gestione dell’ENS, composta di dieci Persone Sorde (Francesco Rubino, Vittorio Ieralla, Giovanni De Carlis, Edgardo Carli, Vincenzo Ali, Leopoldo Sebasti, Carlo Comitti, Antonio Magarotto, Enrico Brogi e Gino Brocchi, più due consulenti udenti, il dott. Cesare Magarotto e il mons. Giovanni Terruzzi, che svolsero convenientemente il loro compito, culminato con l’adozione della legge 698 del 1950, quando Giovanni Terruzzi, che tanto aveva collaborato per quell’impresa, ormai se n’era andato da questa vita, ma, rimarcava la Direzione della rivista Rinascita, a cui monsignor Terruzzi collaborava: «… sentiamo un gran vuoto attorno a noi, sentiamo di aver perduto un amico sincero e sicuro, ma la guida no, non l’abbiamo perduta, la guida è rimasta, perché noi ricorderemo Monsignore, i suoi insegnamenti, le sue patrole d’incoraggiamento che anche nei momenti più tristi, per noi sapeva trovare per ridarci fede e volontà». E ancora oggi quella dedica al Monsignore dei Sordomuti appare attuale e ben appropriata.

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 681 del 22 aprile 2009