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Che cosa significa oggi soffrire di ipoacusia? ( Newsletter della Storia dei Sordi n. 715 del 16 settembre 2009)

Che cosa significa oggi soffrire di ipoacusia?

L’audiologia moderna, fra imaging funzionale, elettrofisiologia e psicoacustica

Gli esperti riuniti a Parigi per il convegno internazionale di otologia promosso
dal Centro Ricerche e Studi Amplifon, fanno il punto sulle innovazioni più significative che riguardano la diagnosi e il trattamento dei problemi uditivi.

Parigi, 18 settembre – Gli esperti mondiali riuniti a Parigi in occasione del convegno “Psychoacoustics, electrophysiology and functional imaging of the auditory system” organizzato dal Centro Ricerche e Studi Amplifon fanno il punto sulle cure di ultima generazione per la cura della sordità o dell’ipoacusia (perdita non completa dell’udito). Attualmente si può contare su impianti cocleari innovativi e apparecchi acustici di ultima generazione, capaci di separare la voce e far sentire i suoni anche in ambienti rumorosi (chi soffre di ipoacusia spesso ha problemi ad udire soprattutto quando ci sono rumori di sottofondo). “Oggi si sta dando molta importanza all’ascolto binaurale (come avviene nel soggetto normale) e quindi si raccomanda, quando possibile, la stimolazione di entrambe le orecchie. Anche nei casi di sordità grave, si può procedere per esempio a impianto cocleare in un orecchio e a protesizzazione nell’altro. In casi particolari è possibile abbinare nello stesso orecchio l’uso dell’impianto cocleare e della protesi acustica” spiega il Professor Alessandro Martini, professore ordinario di Audiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara.

A Parigi non si parla solo di cure, ma anche di diagnosi. Innanzitutto, di imaging funzionale, ossia di Risonanza Magnetica Funzionale e di PET (Positron Emission Tomography). “La PET ci ha permesso di scoprire meccanismi prima sconosciuti, come la plasticità delle vie uditive centrali in caso di balbuzie o l’attivazione delle aree centrali del sistema uditivo nei bambini ipoacusici, trattati precocemente con gli impianti cocleari. E’ anche grazie a queste ricerche, dunque, se oggi siamo a conoscenza dell’importanza di una stimolazione acustica precoce (protesi o impianto cocleare) quando un bambino è ipoacusico.” – aggiunge il Prof. Martini. Nel prossimo futuro l’importanza strategica di questi esami potrebbe aumentare ulteriormente. “Quelle appena accennate sono scoperte recenti e ancora incomplete: è probabile che nei prossimi anni l’imaging funzionale porterà alla luce ulteriori meccanismi e ci aiuterà ad approfondire le nostre conoscenze, per esempio sullo sviluppo del linguaggio e sull’ipoacusia in campo pediatrico.” – specifica il Professor Olivier Sterkers, co-chairman del convegno, Direttore del Dipartimento di Otorinolaringologia Hôpital Beaujon (AP-HP) e Professore della Facoltà Xavier Bichat, Università di Parigi.

Un ruolo altrettanto importante è ricoperto dell’elettrofisiologia, che studia il funzionamento dell’organismo dal punto di vista elettrico. “Si tratta di una parte essenziale del percorso di inquadramento di un paziente perché permette di capire meglio la funzionalità del sistema uditivo. Una caratteristica che diventa fondamentale soprattutto per la diagnosi precoce.” – chiarisce il Professor Bruno Frachet, co-chairman del convegno e Direttore del Dipartimento di Otorinolaringologia Hôpital Avicenne(AP-HP) di Bobigny e Professore Université Paris.

Oggi, dunque, i progressi ottenuti in campo diagnostico permettono di arrivare a un inquadramento preciso della situazione. Tuttavia, secondo gli esperti tutto questo non basta. “Abbiamo a disposizioni tanti esami diversi: sono tutti fondamentali, ma non del tutto sufficienti. Il prossimo step è riuscire a capire come sente realmente il paziente.” – spiega il Professor Sterkers. In questo viene in aiuto la psicoacustica, la branca della medicina che tenta di dare una definizione e un inquadramento alle percezioni uditive dei singoli. Ma in che modo agisce? La psicoacustica si avvale di una serie di test ed esami che aiutano a capire meglio i tipi di difficoltà sperimentate dalla persona. Fra i test più all’avanguardia, c’è Amplifit®, un innovativo sistema psicoacustico ideato da Amplifon per la scelta, l’adattamento e la regolazione dell’apparecchio acustico.

Ufficio Stampa Hill & Knowlton

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 715 del 16 settembre 2009