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Lingua dei Segni, ancora ritardi

Lingua dei Segni, ancora ritardi

La legge è ferma in commissioneIl progetto riconosce e allarga l’utilizzo del linguaggio gestuale (Lingua dei Segni, n.d.r.)in diversi settori della pubblica amministrazione. Da un anno le organizzazioni che rappresentano 70mila non udenti, attendono il provvedimento che continua a incontrare difficoltà

ROMA – L’approvazione del progetto di legge che riconosce la Lingua dei Segni Italiana (LIS), l’idioma gestuale col quale la maggior parte dei non udenti comunica, appare ancora lontana. Assegnato ormai più di un anno fa alla commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, proprio al fine di garantire tempi più rapidi, il testo sta avendo un iter quantomeno travagliato.

Infatti, dopo aver atteso per circa nove mesi il via libera della commissione Bilancio, giunto lo scorso ottobre soltanto dopo una mobilitazione nazionale di protesta organizzata dall’ Ente Nazionale per la protezione e per l’assistenza dei Sordi, i membri  della Prima commissione di Palazzo Madama hanno giudicato necessari, prima della votazione e della trasmissione del testo alla Camera, ulteriori emendamenti e nuove audizioni, dilatando così l’attesa dei circa 70.000 non udenti italiani che da anni aspettano questo provvedimento.

L’esigenza di un intervento normativo in tal senso sembra essere unanimemente riconosciuta: il testo unificato del relatore Antonio Battaglia (Pdl) è il frutto di sei proposte di legge delle quali alcune presentate  dalla maggioranza e altre dall’opposizione.

Il testo in esame rappresenta un significativo passo verso l’integrazione. L’uso della LIS, del computer e di ogni altro mezzo tecnico idoneo alla  comunicazione dei non udenti sarà consentito nei tribunali in sede di giudizio  e negli uffici della Pubblica amministrazione.

L’insegnamento dell’idioma sarà promosso nelle università e nelle scuole. In queste ultime, anche al fine di arginare fenomeni di dispersione scolastica. Per ciò che riguarda la comunicazione e l’informazione, particolare riguardo è rivolto alle trasmissioni televisive, rispetto alle quali si cercherà di estendere il più possibile il sistema dei sottotitoli, al momento prerogativa di veramente pochi programmi.

Inoltre saranno incentivate e garantite  su tutto il territorio nazionale le diagnosi neonatali al fine di eventuali installazioni di protesi e per precoci interventi logopedici e riabilitativi.

La Lingua dei Segni è presente, strutturata in forme diverse, in ogni Paese ed è stata riconosciuta dal Parlamento Europeo con due successive risoluzioni. L’Unione Europea dei Sordi ne ha più volte sollecitato la legalizzazione negli Stati membri.

Nei bambini non udenti dalla nascita che  ignorano completamente il linguaggio parlato, oltreché necessaria, essa appare particolarmente efficace: la sua modalità visivo gestuale la rende una  lingua naturale e acquisibile in modo semplice e spontaneo.

Fonte: repubblica.it