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VII^ Commissione Camera su ddl C4207 sul Lis … verso la bocciatura

Camera dei Deputati. Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione)
Mercoledì 15 febbraio 2012. Presidenza del vicepresidente Luigi NICOLAIS. La seduta comincia alle 11.50.

La Commissione prosegue l’esame del nuovo testo in esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 1° febbraio 2011.

Luigi NICOLAIS, presidente, in sostituzione del relatore, illustra una proposta di parere contrario sul provvedimento in esame (vedi allegato). La Commissione approva all’unanimità la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 12.05.

Ecco il testo allegato:
Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva (Nuovo testo C. 4207, approvato in un testo unificato dalla 1a Commissione permanente del Senato e abbinate). PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione),

– esaminato il nuovo testo della proposta di legge C. 4207 e abbinate, recante «Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana», approvata in un testo unificato dalla 1a Commissione permanente del Senato;

– considerato che, come emerso anche nella discussione sull’esame del provvedimento, la proposta di legge interviene su una materia molto delicata, riguardando la sfera della salute delle persone e che richiede pertanto grande attenzione e cautela;

– rilevata l’opportunità di tenere conto degli sviluppi delle nuove tecnologie, al fine di mettere a disposizione di ogni persona non udente in modo efficace tutti gli strumenti che la scienza offre per aiutare i non udenti;

– considerato che l’obiettivo comune da perseguire nella materia in esame, pur in presenza di diversi punti di vista, debba essere costituito dall’esigenza di produrre la massima inclusione nella società delle persone prive di udito, e che il riconoscimento della lingua dei segni, già peraltro di fatto pienamente utilizzata, potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli, precludendo loro di esprimersi attraverso la stessa lingua circolante;

– preso atto, quindi, del rischio di non completa inclusione dei non udenti che potrebbe derivare da un uso prevalente o esclusivo dello strumento della lingua dei segni,

esprime PARERE CONTRARIO.


Quando il Parlamento é contro la lingua …
di Renato Pigliacampo

Nota introduttiva. La VII Commissione della Camera dei Deputati, all’unanimità (!), ha respinto la proposta di legge come  specificato nell’articolo che segue. Renato Pigliacampo, sordo profondo dalla fanciullezza, già Consigliere direttivo dell’ENS nazionale, per sette anni – durante la presidenza lungimirante della Grand’Uff. Ida Collu – è stato componente della Consulta del MIUR per l’ENS nazionale.

Parla con voce comprensibile, conosce e utilizza, in diversi contesti, la LIS. Ha vinto, per due volte, il Premio della Cultura del Consiglio dei Ministri e 50 primi premi in concorsi di poesia nazionale e internazionali.

Ha fondato e organizza il Premio del Concorso Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», giunto alla XXII edizione nel 2012. Ha pubblicato,   fra narrativa, poesia e ricerca scientifica, venti libri. Pubblichiamo la sua lirica come risposta ai componenti della Commissione che dichiarano, nel comunicato ufficiale di rigetto della LIS, cose insensate.

Premesso che, il Nostro autore, è plaudito, nel suo lavoro poetico e letterario, da letterati e scrittori, giornalisti quali: Diego Valeri, Cesare Zavattini, Giuseppe Pontiggia, Mario Luzi e innumerevoli docenti di letteratura delle più importanti Università.

Renato Pigliacampo, nostro vero amico, ha voluto inviarci la poesia che pubblichiamo, come auspicio – per le mamme con bambini sordi o ipoacusici – che è la LIS (comunicazione visuomanuale) favorisce l’interrelazione col mondo. Dandole l’ostracismo è solo (come ha fatto la VII Commissione – Cultura, Istruzione e Scienza) azione di politici dappoco: negligenti sulla conoscenza di processi psicolinguistici dei sordi, sulla potenzialità delle emozioni del “segno”, sulla forza dei processi  cinestetici. Sacrosanta è l’affermazione del filosofo del linguaggio, L. Wittgenstein: È bene tacere quando non si conosce una cosa!. Che noi fossimo discriminati dalla Scuola ufficiale lo sapevamo da tempo, che ci si mettesse anche la Politica, è un pianto!)

SEGNARE AMORE

Quando mi spoglio ai giorni
nello stimolo risposta
d’infanzia sonora vissuta a valle
aperta a vita, al narrare al canto,
mi accorgo abbarbicarmi al segno.
Cinestetica mano ara parole sul corpo
in spazi cognitivi consentiti.
La gente mira l’imago-movimento e
la mente disistima l’uomo verbum.

Stasera capisco l’abuso violenza
dell’uomo cianciante. Nullità.
Sul litorale alla necessaria flebile luce
osservo motilità di labbra di donna e
le mie mani che le segnano amore.

QUANDO IL PARLAMENTO E’ CONTRO LA LINGUA…

La VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) della Camera è stata chiamata per esaminare il nuovo testo della proposta di legge C. 4207, recante per oggetto: «Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana». Il testo, unificato, proviene dalle varie proposte legislative di quasi tutti i Partiti presenti in Parlamento, e licenziato dalla Commissione permanente del Senato durante il Governo Berlusconi, ha avuto, in data 16 febbraio, il «parere contrario» dalla VII Commissione della Camera dei Deputati.

Il verbale finale della Commissione, che non dice proprio niente sui processi linguistici della lingua  visuomanuale plaudita, per darvi un’idea, da  geni del linguaggio come Noan Chomsky e, in Italia, dall’ex-ministro dell’istruzione, Prof. Tullio De Mauro, che tuttavia ha la “colpa”  di non averla favorita  nell’insegnamento nella scuola  si ogni ordine e grado (…). Il parere contrario della Commissione recita, con ipocrisia, di ottemperare «grande attenzione e cautela» (sic), come dire che, “segnare” con le mani sarebbe come se, i bambini o gli scolari siano loro sordi o udenti, maneggiassero coltelli….

Sorge l’interrogativo, ma che parlamentari abbiamo? Infatti, costoro sono deputati «normali», pensano con gli orecchi (sic) che, molto probabilmente, non  favoriscono un processo di analisi di tematiche del visivo e della motilità. L’ipocrisia della VII Commissione è massima, direi offensiva (!). Si dice, nello strampalato comunicato di rigetto della LIS, che occorre «produrre la massima inclusione nella società delle persone prive dell’udito, e che il riconoscimento della lingua dei segni, già peraltro, di fatto, pienamente utilizzata (??? gli interrogativi sono nostri), potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli…» (sic). Allora la nostra riflessione conduce a questo: se la LIS utilizzata nella società condurrebbe all’esclusione, si affermino i contesti in cui avverrebbe! Portate argomenti scientifici! Confrontatevi con quei sordi capaci di ribattere in possesso di titoli scientifici! Non vi avvedete, signori Onorevoli, che siete ridicoli?  Wittgenstein afferma, lapidario: «Non prendere mai posizione su un argomento che non conosci bene!»

Andiamo in una classe dove frequenta la scuola un bambino sordo o ipoacusico, verifichiamo l’attività didattica della sua “insegnante di sostegno”, facendo attenzione alla  comunicazione e vi avvedrete, esimi  onorevoli…. Non ci siamo proprio: e non si uscirà MAI dal tunnel in cui siamo precipitati perché, nelle nostre Università, prevale ancora un insegnamento psittacistico della conoscenza della comunicazione dei sordi o ipoacusici. Sono frasi per lo più orecchiate dagli udenti dappoco, non da studiosi del linguaggio e della mente!. A questo punto si potrebbe dire che, la 1^ Commissione del Senato che aveva approvato l’iter della legge sulla LIS, è composta di uomini e donne fuori dal mondo, a meno che, la Presidente dell’ENS precedente, Ida Collu, sia stata molto abile, molto intelligente, molto ferrata nella conoscenza dei processi psicolinguistici dei sordi portando argomenti forti per convincere i senatori.

Qualcosa non torna, signori! Allora chiudete tutto ciò che è gestito dagli udenti per i sordi, affidando ogni realtà alla loro gestione diretta, a partire dai telegiornali della LIS. Come fanno le TV statali in alcune Paesi! Gli utenti sordi si autogestiscano l’informazione… Qui, se qualcuno non l’ha ancora intuito, si apre una diatriba senza fine. Ci stimiamo abbastanza intelligenti e colti da tenere testa, in un dibattito pubblico, alla presenza di giudici imparziali, sulla validità o meno della LIS, nei processi di apprendimento. Questo non vuol dire che respingiamo la parola verbale.

L’imbroglio è evidente: da una parte operatori per i sordi formati, o presenti a livello volontaristico, che agiscono con una formazione  «pressappochistica», tipica in Italia; dall’altra  professionisti  superformati, che si credono vessilli della  «normalità», della sanitizzazione, prendendo a modello Apollo, prototipo di vedere/ascoltare/deambulare alla perfezione…Il bambino deve imitarlo: e sarà tanto più «normale» (!) quanto più saprà immedesimarsi nel suo corpo.  Altro imbroglio allora: il corpo considerato come oggetto di lucro? Con quale coraggio un parlamentare afferma che approvare la LIS significa distogliere risorse per la riabilitazione eccetera? Non ci siamo! E’ la lingua verbale propria degli udenti che, blaterando in continuazione, finiscono per riempirsi la bocca di vuote parole, confondendo proprio tutti. Il pregiudizio sarà eliminato quando riusciremo, in uno Stato democratico, valutando la meritocrazia, avere programmi specifici di formazione e ciò che effettivamente gli operatori, che si dedicano alla scolarizzazione, alla cognitività e all’abilitazione dei sordi hanno l’obbligo di studiare.

 Visualizza il sito di Renato Pigliacampo


Quella legge deve garantire la prevenzione e la diagnosi

Alla luce dei pareri espressi dalle Commissioni Bilancio e Cultura della Camera, la Fiadda chiede ufficialmente il ritiro della pdl C4207. Vediamo perché.

La proposta di legge C.4207 contenente le “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva” ha regolarmente proseguito il suo iter alla Camera nei mesi scorsi e recentemente è stata al vaglio della Commissione V Bilancio prima (1 febbraio) e della Commissione VII Cultura (15 febbraio).

Entrambe le Commissioni hanno espresso dei pareri dirimenti che darebbero un forte impulso alle scelte future della Commissione XII Affari Sociali ed oggi orientano sensibilmente l’opinione generale e l’analisi del testo da parte delle istituzioni, della FIADDA e di altri portatori di interessi.

Seppure favorevole al testo, la Commissione Bilancio e Tesoro ne vincola la promulgazione alla “condizione che l’articolo 1, comma 1, sia modificato al fine di precisare che la garanzia di forme di prevenzione, diagnosi e cura della sordità rappresenta una disposizione di carattere meramente programmatorio, che, quindi, non comporta oneri a carico della finanza pubblica”.

A fronte di un simile parere, la FIADDA ha inviato una lettera alla Commissione Affari Sociali della Camera auspicando il ritiro della pdl C4207 piuttosto che vedere promulgata una legge che non contempli la garanzia di prevenzione e diagnosi e quindi la certezza e l’esigibilità di un diritto ineludibile per il buon esito del progetto di vita nei casi di sordità preverbale. Bisogna oggi più che mai, garantire lo screening neonatale audiologico universale recuperando quella quota pari a circa il 39% attualmente non garantita in Italia.

La FIADDA ha molto apprezzato invece i fondamentali passaggi che la Commissione VII Cultura ha espresso in un articolato parere contrario, per molti versi di portata storica,  sulla base “del rischio di non completa inclusione dei non udenti che potrebbe derivare da un uso prevalente o esclusivo dello strumento della lingua dei segni”, evidenziando ed esplicitando il bisogno di autonomia ed indipendenza personale di alunni ed adulti sordi, come da sempre sostenuto anche dalla FIADDA. Questo importante parere dovrebbe fare riflettere tanti che con facili entusiasmi si lasciano sedurre dal buonismo di superficie quando confondono la realtà delle persone sorde ed i loro reali bisogni di inclusione sociale, il bisogno di acquisizione della lingua italiana come fattore imprescindibile.

Fonte: fiadda.it


Camera dei Deputati. Parere della V^ Commissione (Bilancio) il 1° febbraio …

(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizione, volta a garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 25 gennaio 2012.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), presidente, ricorda che sul provvedimento è stata da ultimo trasmessa una relazione tecnica, verificata positivamente dalla Ragioneria generale dello Stato, a condizione che venisse modificato l’articolo 1, comma 1, in modo da precisare il carattere meramente programmatorio delle disposizioni riferite alla prevenzione e alla diagnosi anche precoce della sordità.
Formula, pertanto, la seguente proposta di parere, in sostituzione del relatore:

«La V Commissione,
esaminato il nuovo testo della proposta di legge C. 4207, recante disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva;
considerato che la relazione tecnica sul provvedimento è stata positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, a condizione che l’articolo 1, comma 1, sia modificato al fine di precisare che la garanzia di forme di prevenzione, diagnosi e cura della sordità rappresenta una disposizione di carattere meramente programmatorio, che, quindi, non comporta oneri a carico della finanza pubblica,
esprime

PARERE FAVOREVOLE»
con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione: all’articolo 1, comma 1, sostituire le parole: e garantisce con la seguente: , nonché

Il sottosegretario Gianfranco POLILLO concorda con la proposta di parere formulata dal presidente in sostituzione del relatore.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) annuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere.

La Commissione approva la proposta di parere formulata dal presidente, in sostituzione del relatore. La seduta termina alle 14.20.


Lo strano no della Camera alla Lingua dei segni
La Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei Deputati ha opposto un secco no al riconoscimento della Lingua dei segni italiana. La lingua che usano i sordi. La Commissione ha infatti esaminato nei giorni scorsi ed espresso parere contrario al nuovo testo della proposta di legge che riguarda le «Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana».

A far propendere per il no, spiega la Commissione, è il fatto che «il riconoscimento della lingua dei segni potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli, precludendo loro di esprimersi attraverso la stessa lingua circolante».

Insomma, la Commissione ritiene che l’uso della Lingua dei segni potrebbe risolversi in un danno. Meglio che i sordi, con l’uso delle tecnologie oggi disponibili, usino esclusivamente la lingua parlata.

Cosa sia la Lingua dei segni lo ha spiegato Olga Capirci, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive del Cnr nel corso di un convengo – Dialoghi su Scienza e Società – che si è tenuto al Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma nei giorni scorsi. È una lingua che utilizza la modalità visivo-gestuale (i segni, appunto), anziché quella uditivo-vocale (le parole) come forma primaria di espressione. La lingue dei segni (il database Ethnologue ne ha classificate 114 differenti nel mondo) non sono un insieme caotico di gesti, proprio come le lingue parlate non sono un insieme caotico di suoni. Sono un insieme organizzato, con tutti i tratti, spiega Olga Capirci: «che vengono considerati distintivi delle lingue naturali, con strutture funzionalmente analoghe alle strutture fonologiche, lessicali e morfosintattiche proprie delle lingue vocali».

Le lingue dei segni sono uno straordinario strumento che consente ai sordi e ai muti di comunicare con tutta la complessità delle lingue che usano la parola. Di più: secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (giugno 1988): le lingue dei segni sono uno dei mezzi mediante il quale i sordi possono accedere alla vita quotidiana e sociale. Per questo le Lingue dei segni sono state riconosciute in diversi paesi sia in Europa (Francia, Spagna, Danimarca, Svezia) sia fuori dall’Europa, in America latina, negli Stati Uniti, in Canada.

Il riconoscimento è fondato su risultati scientifici consolidati che dimostrano come, spiega ancora Olga Capirci, l’apprendimento di una lingua dei segni non interferisce affatto con l’apprendimento della lingua orale, ma, al contrario, può fornire un grosso aiuto ad apprendere le lingue orali: «La ricerca scientifica ha dimostrato che, come ogni tipo di bilinguismo, anche quello fra una lingua dei segni e una lingua vocale, permette al bambino (udente o sordo) di raggiungere una maggiore flessibilità cognitiva e migliori abilità di attenzione e di memoria visiva».

Insomma, la scienza consiglia di utilizzare la Lingua dei segni non come alternativa ma in aggiunta alla lingua orale, per due motivi: perché offre un vantaggio cognitivo e perché è un potente strumento di integrazione sociale.

In definitiva la decisione del Commissione VII della Camera appare molto debole sotto il profilo del merito. Perché le motivazioni del secco no al riconoscimento della Lingua dei segni sono in assoluta contraddizione sia con quanto sostengono le Nazioni Unite e i Parlamenti di tanti altri paesi sia con le evidenze scientifiche.

Ma la decisione è criticabile anche per motivi di metodo. Perché la Commissione VII entra nel vivo dei contenuti scientifici. Sostenendo che la Lingua dei segni produce effetti opposti a quelli documentati nella letteratura scientifica internazionale. È un po’ come se la Commissione avesse deciso che il primo principio della termodinamica non è valido. Nessun Parlamento può decidere sulla validità delle leggi della fisica. O della psicologia. Quando qualche Parlamento lo fa viola il buon senso oltre che il corretto del rapporto tra scienza e politica.
Pietro Greco. Fonte: unità.it (5 marzo 2012)

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nw032 (20 febbraio,  24 febbraio, 5 marzo e agg. 3 aprile)