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Con il cuore si uniscono persone e mondi distanti

Con il cuore si uniscono persone e mondi distanti. E si possono comunicare ai sordi parole senza suono, da usare come ponti. O arcobaleni. La sfida impossibile è stata vinta da una giovane trevigiana, dolce e determinata. Si chiama Alessandra Marigonda, ha 31 anni ed è sorda da quando ne aveva 3. Eppure è riuscita a diplomarsi all’istituto statale d’arte a Vittorio Veneto, ha imparato a cantare e a «sentire» la musica attraverso le vibrazioni. Finché, passo dopo passo, con tenacia ha coronato il suo sogno: incontrare Nek, che l’ha fatta salire sul palco per interpretare con la Lingua dei segni un brano insieme a lui.

Com’è nata questa storia incredibile?
«Nella vita gli incontri non sono mai casuali. È così che ho incontrato Nek. Sembrava impossibile. Lui cantante, io non udente. Eppure nel 1993 il brano “In te” mi colpì profondamente. Allora non conoscevo ancora la musica, non la «sentivo». Nel ’97 quando Nek cantò “Laura non c’è” a Sanremo ci fu un cambiamento. La canzone mi piacque, apprezzavo il testo ma non riuscivo a sentire la musica. Ciò nonostante non rinunciai, usai tutte le energie per poter ascoltare un pezzo, poterlo comprendere e sentire in tutte le sfumature dentro di me».

Mai sentita sfiduciata?
«Le difficoltà ci sono state ma la forza di «sentire» la vita è stata più forte di ogni ostacolo, così ho cominciato, con sacrifici e sforzi, ad entrare nel mondo della musica. Ascoltavo le canzoni di Nek, leggevo i testi e mi allenavo a sentire le sue parole. È stato un compagno di viaggio per la mia apertura al mondo. Attraverso le sue canzoni capivo le sfumature della vita».

Quali aiuti ha ricevuto in questo percorso a ostacoli?
«La musica l’ho imparata da sola, senza chiedere aiuto. Nessuno mi ha insegnato né spiegato come dovevo fare. Per mia madre fu una sorpresa, quasi un miracolo! Dai primi contatti con Nek fino al concerto in cui hai cantato sul palco con le mani: quanto tempo è passato? Il 30 novembre 2011 ricevetti una email contenente la conferma al mio sogno: quello di poter cantare nella lingua dei segni con lui; l’incontro si è svolto a Modena il 10 dicembre 2011. L’artista accompagnato da 2 chitarristi, ha introdotto me sul palco dicendo: «Adesso vi presento una ragazza grandissima che ha la possibilità di cantare con le mani!».

Ma non è stata la prima esperienza sul palco.
«No, faccio parte dell’Ens di Treviso, Ente nazionale sordi con cui ho partecipato alla rappresentazione in Lis di un’opera lirica al Teatro Comunale. Era l’Elisir d’amore e io interpretavo la protagonista Adina. Era il 2008».

Si è sempre impegnata per superare le barriere tra udenti e non udenti. Difficoltà a scuola?
«Quand’ero più piccola mi isolavo e soffrivo parecchio per via dell’incomprensione, ma avevo dei professori eccellenti che mi stavano vicino. Ero l’unica sorda in classe, ma mi sono sentita forte da allora, nonostante tutto».

Cos’è la musica per lei?
«Un dono di Dio! Non avevo mai immaginato di poterla «sentire». Ancora oggi mi meraviglio».

Si percepiscono le vibrazioni?
«Sì, ovvio, se non le senti attraverso le vene e il corpo, non puoi comprendere con la musica».

Qual è il messaggio lanciato dal video che gira in You Tube?
«Un messaggio con il quale voglio dire che anche i sordi possono «cantare». Come ho scritto nel sito (www.teatro3visi.com), questa esibizione ha consentito a tanti di comprendere il valore della vita e soprattutto ha dimostrato che con il cuore si possono unire due mondi: quello dei sordi e quello degli udenti».

Fonte: Il Gazzettino 1 aprile 2012 – nw062

PER SAPERE DI PIU’

L’artista Nek