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Bisogna ricordare il passato per costruire bene il futuro

«Bisogna ricordare il passato per costruire bene il futuro»

Un passo nella Storia dei sordi
La frase che ricorre nel titolo l’ho ripresa da un’affermazione sostenuta con convinzione da Vittorio Ieralla – nato a Trieste il 3 agosto  1903, morto a Pordenone il 25 luglio 1982 – che ha dedicato la sua vita ai sordi italiani ed è stato Presidente nazionale dalla fondazione ufficiale dell’Ente, nel 1950, sino al momento della sua improvvisa dipartita, mentre era il gradito ospite di un ritrovo dei sordi friulani.
Per raccontare la storia dell’Ente Nazionale Sordi, sarebbe necessaria un’analisi enciclopedica poiché, come afferma Ida Collu, quinta Presidente dell’ENS e politicamente la più attiva istituzionalmente, «… la storia dei sordi è una storia davvero lunga …».

Fino al 1940 i “sordomuti”, in Italia, erano stati succubi dell’art. 340 del Codice Civile, che li riteneva non idonei a legittimare i propri diritti civili. Se quell’assurda legge fu poi finalmente abolita, si deve ai primi raggruppamenti di sordi italiani, che lo avevano espressamente richiesto, in particolare nel corso dei loro conseguenti Congressi effettuati, nel 1927 e, più incisivamente, nel 1932, ambedue svoltisi a Padova, da cui iniziò la lotta e fu sancita la forza unitaria dei sordi italiani per godere dei diritti civili, culminati con l’abrogazione di quella iniqua legge, e poi con la nascita dell’Ente Nazionale Sordi, prima con l’emanazione, da parte del Governo di allora, della legge 889/1942, poi dopo il termine della guerra fascista, con la promulgazione della definitiva legge 698 nel 1950, da cui la condizione dei sordi cominciò a progredire anche per l’impegno diretto dei “pionieri” sordi guidati da Antonio Magarotto, sordo di famiglia abbiente e tecnico tipografico il quale, per realizzare i suoi progetti, decise di  vendere le sue proprietà terriere per istituire, a Padova, la prima scuola tipografica dove insegnare ai sordi l’arte grafica e avviarli al lavoro con attestato di valida praticità, e al tempo stesso facendo sorgere idonee scuole per l’istruzione ordinaria e superiore degli alunni sordi.

La nuova Legge sul Parastato
Antonio Magarotto, realizzando quel suo progetto, dimostrò che i sordi istruiti potevano eccellere sia in campo intellettuale, sia in quello professionale, ma “Come non ricordare – ha lasciato scritto il “Presidente più amato dai silenti italiani“, Vittorio Ieralla, amico e stretto collaboratore del Magarotto – i contrasti duri e rabbiosi fra i dirigenti sordi dell’ENS e i gruppi di insegnanti, operatori, amministratori sociali e famigliari di sordomuti?”. La strada dell’ENS era comunque avviata e tutta da percorrere. Gli anni dal 1950 al 1978 sono stati d’intenso fervore e di importanti conquiste sociali. L’Ente, per assolvere al meglio i suoi compiti istituzionali di Ente parastatale, ha voluto che funzionassero al meglio, in primo luogo, le sue scuole aperte a Padova, a Roma, a Torino e in altre città, e che fossero efficienti le Sezioni ENS, rese operative, una dopo l’altra,  in quasi tutte le Province italiane, per cui l’Ente ha dovuto assumere personale udente, da affiancare ai dirigenti “volontari” sordi.

Erano i tempi del “boom” economico nazionale, ma poi i contributi che lo Stato  versava per stipendiare il personale udente  dell’ENS (oltre 600 fra impiegati e assistenti sociali), e quello di altri Enti, pure parastatali, cioè che avrebbero dovuto svolgere una funzione pubblica di interesse nazionale riconosciuta e vigilata dallo Stato, non faceva quadrare i bilanci e il numero di enti con funzioni “pubbliche”era spropositato, per cui il Governo volle eliminare gli “enti inutili”, emanando la legge 70 del 20 maggio 1975 sul Parastato.

L’ ENS, che la funzione di pubblica utilità la svolgeva ben oltre i suoi compiti statutari, avendo approntato valide scuole professionali “per i sordi”, si diede subito da fare perché fosse riconosciuto come ente di  diritto pubblico, ma la sua richiesta, presentata per tempo il 21/2/1974, è stata osteggiata dai denigratori dell’associazione dei sordi, in particolare taluni medici del settore e da una innovativa Federazione Italiana Difesa Diritti degli Audiolesi, Fiadda, e non è stata accolta, benché sostenuta dal  valente, ma non più determinante, “Gruppo interparlamentare Amici dell’ENS“.

Bisogna essere uniti e compatti
Così, con un articolo dal titolo preoccupato, ma incoraggiante, Vittorio Ieralla su “La Settimana del Sordo” n. 14 del 1° settembre 1977, evidenziava  «I dubbi e le attese sono superati: l’ENS ritorna alle origini come Associazione dei Sordi italiani», dove il Presidente dell’ENS informava i Soci che la nuova legge 382/75 stava per essere attuata mediante i Decreti Delegati  in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, e l’ENS, in quanto Ente associativo, non sarebbe stato soppresso, ma mantenuto come Ente morale  di diritto privato, assicurando la difesa dei diritti e degli interessi dei sordi italiani, «…mentre il personale dell’ENS – gli oltre 600 funzionari udenti che operavano a Roma e in alcune importanti città della Penisola – potrà essere messo a disposizione  delle Regioni, o trasferito in uno speciale ruolo unico dello Stato ». Tuttavia i dipendenti che si dichiaravano disposti a rimanere al fianco dei sordi, potevano essere comandati a prestare servizio presso l’Ente  che ne faceva richiesta e ne assumeva l’onere,  Ma dei seicento dipendenti, quanti sono rimasti all’ENS? Pare nessuno, a parte un paio nella Sede Centrale di Roma, che prima era un brulicare di faccendieri, anche divenuti esperti nella comunicazione segnica e a Milano, dove prima operavano cinque o sei dipendenti, quelli si erano subito volatilizzati, trovando una mansione più sicura, anche se subalterna, al “Pirellone” della Regione Lombardia.

In occasione della Pasqua 1978, Vittorio Ieralla aveva redatto un accorato appello, «La nostra resurrezione», pubblicato sulla “Settimana del Sordo” il 15 marzo, in cui raccomandava di «mantenere viva la fiamma» dell’associazionismo, poiché si era «…ancora lontani dalle mete previste dai pionieri», e se si poteva essere contenti delle tappe raggiunte per l’istruzione, l’occupazione, la pensione, il tenore di vita dei sordi in genere, si era insoddisfatti per quanto non ancora ottenuto compiutamente come persone, come lavoratori (dove la legge 482 appariva insufficiente essendo i sordi relegati agli ultimi gradini professionali) e pure come cittadini non si fruiva di molti diritti e  la TV non forniva adeguati programmi e informazioni ai sordi, mentre era irrisolto il problema del servizio di interpretariato, per cui  «…c’è bisogno di essere più uniti per lottare compatti!».

Decreto Presidente della Repubblica n. 616/77
Tanti «Ci auguriamo…» erano inclusi nel lungo articolo redatto da Ieralla sulla Settimana n. 12, del 15 novembre 1978  e in particolare «Ci auguriamo che l’ENS  riprenda con lena e con lo stesso spirito dei fondatori, le battaglie per la difesa dei sordomuti, al di là di ogni opportunismo e per liberare i sordi dalle frustrazioni di dipendenza che ancora troppo li fanno soffrire». Poi avvertiva che le molteplici funzioni dell’Associazione dovevano realizzarsi in un ampio e continuo ricambio di opinioni e di apporto, in uno spirito democratico intenso e vivo, «… per cui l’ENS potrà essere “sburocratizzata”, ma non “disorganizzata”, sarà “decentrata”, ma non “frazionata”, sarà “pluralista”, ma non “caotica e demagogica“».

Il 24 e il 25 novembre 1978 si era poi tenuto,alla Domus Pacis di Roma,  il Convegno nazionale dei Presidenti sezionali ENS su «Prospettive dell’ENS come Ente di diritto privato», e a tale importante convegno, oltre ai dirigenti sordi, erano intervenuti i parlamentari del gruppo «Amici dei Sordi», e di questi è stato il sen. Pietro Schiano a illustrare come si sono statalizzate le scuole dell’Ente, mentre l’On. Pier Luigi Gasco  ha intrattenuto i presenti sull’imminente futuro dell’ENS, con particolare riferimento al Decreto di attuazione della Legge 616 (Trasferimento e deleghe delle funzioni amministrative dello Stato).

È parso chiarissimo a tutti che, dopo la trasformazione dell’ENS, si dovrà fare associazione e operare in modo completamente nuovo, cioè cambiare mentalità, poiché tutti i progressi e le trasformazioni sociali hanno bisogno di cambiamento della mentalità.

Il 10 maggio 1979 entra in vigore il Decreto del Presidente della Repubblica firmato il 31 marzo 1979 per cui l’ENS continua a esistere come ente morale, perdendo la personalità giuridica di diritto pubblico ed assumendo quella  di diritto privato. Le prerogative che ne conseguono sono: promozione della rappresentanza di categoria, della tutela e dello studio dei problemi della sordità, oltre alla promozione delle attività culturali, ricreative e sportive, mentre passano da ENS ai Comuni le questioni relative alle borse di studio, alle protesi,alla diagnosi e riabilitazione, l’assistenza economica per l’acquisto delle attrezzature per facilitare l’avviamento al lavoro, alle colonie estive e alle case di riposo. I Comuni sono stati chiamati per legge all’assistenza  sociale e sanitaria (art.3 del D.P.R. 31 marzo 1979). Il patrimonio adibito a sedi scolastiche passa ai Comuni, mentre gli altri beni immobiliari restano all’Ente Nazionale Sordi.

Così è stato, ma chi ha memoria degli eventi, che qui sono riassunti per poter costruire meglio il futuro  dei sordi?

Marco Lué – nw158

 «La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini