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San Giovanni I e il sordomuto

San Giovanni I
Giovanni I (470 – 526) è stato il 53º papa della Chiesa cattolica.
Originario della Toscana, già molto anziano e fragile, fu elevato alla dignità di vescovo di Roma sette giorni dopo la morte di papa Ormisda. Il suo pontificato durò dal 13 agosto 523 alla sua morte.
Sostenne per amore di Cristo e della Chiesa la persecuzione del re ariano Teodorico, che lo aveva inviato a Costantinopoli presso l’imperatore Giustino I a perorare la causa degli Ariani.
Morì in carcere a Ravenna il 18 maggio 526. Intorno al corpo di Giovanni si verificarono miracoli e fu oggetto di venerazione popolare. Successivamente le spoglie del pontefice furono traslate a Roma, dove in data del 27 maggio furono inumate a S. Pietro e venne onorato come martire.
Il suo epitaffio lo ricorda come vittima per Cristo.
La Chiesa lo ricorda il 18 maggio come martire.
Nel 524 si era recto a Bisanzio presso l’imperatore Giustino. Durante il viaggio, riferisce il Libro pontificale, avvennero numerosi miracoli. Si racconta anche che quando Giovanni varcò le mura di Costantinopoli, un sordomuto lo toccò con un dito e riacquistò l’udito e la favella.
P. Vincenzo Di Blasio (2021)

Papa Giovanni I e il sordomuto. Giovanni I. Succedette a Ormisda nel 523. Su sua interrogazione Dionigi il Piccolo fissò nel 526 il ciclo pasquale che si usa ancora oggi.

Nel 524 l’imperatore d’Oriente Giustino bandì un editto contro gli eretici e i manichei che li escludeva dalle funzioni civili e militari e riconsacrava le chiese ariane al rito cattolico. Il re ariano Teodorico convocò il papa Giovanni a Ravenna e gli ordinò di recarsi a Costantinopoli a chiedere la revoca dell’editto.

Il pontefice, vecchio e malato, lo scongiurò di mandare qualcun altro, ma Teodorico fu irremovibile. Allora il papa, accompagnato da tre ex—consoli e da alcuni preti, partì. Durante il viaggio — riferisce il Libro pontificale — avvennero numerosi miracoli.

Quando Giovanni varcò le mura di Costantinopoli, un sordomuto lo toccò con un dito e riacquistò l’udito e la favella. Bisanzio gli tributò grandi accoglienze. Giustino andò incontro al vescovo di Roma e si inginocchiò ai suoi piedi, imitato dai prelati e dai dignitari del seguito.

Il giorno di Pasqua, sorretto dal patriarca di Costantinopoli che gli dava la destra, Giovanni celebrò la messa nella chiesa di Santa Sofia.

Al termine incoronò Giustino imperatore, quindi lo scongiurò di revocare il bando, ma senza osare di far cenno all’altra pretesa di Teodorico: che Giustino permettesse a coloro che avevano abiurato all’arianesimo per abbracciare l’ortodossia, di riconvertirsi all’antica fede.

Al principio del 526, stremato dal lungo viaggio e dalla gotta, Giovanni tornò in Italia. Dopo lo sbarco fu condotto al cospetto di Teodorico, che pubblicamente l’accusò di tradimento e lo fece imprigionare.

Morì in carcere il 25 maggio del 526 e la chiesa lo considerò uno dei suoi martiri.
Segnalato da Giuseppe Bolzoni (2008). re124
Fonte: webalice.it 

 

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Giovanni I

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