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Franco Pedrali è Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana

Franco Pedrali è Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana

Franco  Pedrali, di Brescia, é Presidente della Fondazione Nazionale Francesco Rubino e Consigliere Direttivo ENS da tre mandati e da una vita intera impegnato nell’Ente Nazionale Sordi, prima all’ “Associazione Sportiva Pavoni” nel ruolo di atleta, dirigente, allenatore e tecnico-tuttofare – come non ricordare che ogni sabato accompagnava i suoi “gioielli”, corridori e saltatori, all’Arena di Milano, perché si potessero allenare insieme ai campioni di corse, salti e lanci? – fino ad assumere la presidenza della gloriosa A.S.”Pavoni” e poi inevitabilmente dell’ENS Provinciale della città «Leonessa d’Italia», è stato ora  insignito, del titolo onorifico di “Ufficiale” da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.


(Foto storica: Giuliano Nicetto Boaretti, Maria Luisa Biffi e Franco Pedrali)

Pedrali, e come esposto con pieno merito avendo iniziato davvero dalla gavetta, era già stato insignito nel giugno 1993 del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, e questo passaggio all’Ordine superiore, più che meritato, appare piuttosto  un po’ tardivo, ma certamente fa onore al suo impegno e alla Storia dell’Ente Nazionale Sordi che Franco Pedrali ha contribuito egli stesso a scrivere proseguendo con caparbietà il lavoro che avevano iniziato i precursori dell’Ente e suoi maestri, quali Ieralla, Rubino, Bonora e altri.

Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951),  quello «al Merito della Repubblica Italiana» è il primo fra gli Ordini cavallereschi nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”.

L’Ordine «al Merito della Repubblica Italiana» è suddiviso nei seguenti gradi onorifici: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore e Grand’Ufficiale e Ufficiale di Gran Croce.

Marco Lué – nw170 – 15 novembre 2012


Pedrali Franco in sintesi
Franco Pedrali è nato il 28 marzo 1950 a Concesio (Brescia). Divenuto sordo a sei anni, ha frequentato la scuola dell’obbligo presso il Pio Istituto Pavoni di Brescia.
La sua attività professionale l’ha svolta presso il Ministero dell’Interno, dal 23 febbraio 1970 ed è in pensione dal 2 gennaio 2005.
Sposato con una sorda. Ha una figlia udente che all’occorrenza svolge la funzione dell’interprete di Lingua dei Segni Italiana (Lis)

Cariche ed incarichi
Già prima di essere eletto, a furor di popolo “silenzioso”, a rappresentare l’Ente Nazionale Sordi, Pedrali aveva svolto molteplici incarichi, da membro del Comitato Provinciale di Assistenza e Beneficienza (C.P.A.B.P.), a componente della Commissione provinciale per il collocamento dei sordi, a responsabile per il Servizio di Comunicazione in LIS, sempre a Brescia, e ha pure fatto un’immersione in apnea, ad oltranza e in forma continuativa, nel mondo dello Sport: come praticante di atletica leggera, calcio, pallavolo e sci dal 1967, poi per spronare gli altri giovani Sordi a cimentarsi agonisticamente, e contemporaneamente anche prendendo parte alle varie attività formative, per sentirsi sempre al passo con i tempi che cambiano e si evolvono.

Sul campo didattico della Lingua dei Segni, Pedrali durante il suo mandato sotto la presidenza di Ida Collu ha inoltre gestito le attività dei corsi di Lis e la formazione dei docenti Lis e la sua iniziativa di creare il famoso RND (Registro Nazionale Docenti).

È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pio Istituto Pavoni di Brescia e quello dell’Azienda Pubblica Servizi alla Persona “Città di Siena“.

Franco Pedrali sempre in prima fila anche nello Sport
Il Cavaliere Ufficiale Franco Pedrali, insignito quest’anno 2012 della seconda onorificenza, quella di “Cavaliere Ufficiale”, da parte  del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, -dopo il primo riconoscimento, il Cavalierato attribuitogli, quasi venti anni prima, dall’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro – è stato anche, e lo è ancora oggi, un’icona per lo Sport dei sordi.

Sin da ragazzo, Pedrali, aveva praticato lo sport, cimentandosi a livello CONI nell’atletica leggera, nel calcio e nella pallavolo. Poi appena ne ebbe l’età – si diventava maggiorenni a 21 anni – fu eletto prima consigliere e tre anni dopo, nel ’74, già era eletto a furor di sportivi bresciani, a Presidente dell’Associazione Sportiva “Pavoni”, restando in carca fino a quando, nel 1987, fu eletto nella Commissione Tecnica Federale della FSSI e nel 1990, dopo la confluenza della Federazione sportiva dei sordi nella Federazione dei disabili, FISD, il “leone” Franco – “leonessa” è la sua città – è tornato al ruolo, a lui congeniale, di Commissario Tecnico Federale per la Pallavolo, settore che è stato, nel periodo della sua gestione, il fiore all’occhiello dello Sport “silenzioso” italiano.

Ma il massimo impegno profuso da Pedrali, come dirigente e vero amante dello Sport, è stato quello fra il 2003 e il 2005, quando la Federazione sportiva dei sordi ha corso il rischio di spaccarsi in due settori, e poteva non essere più riconosciuta dal Comité International Sport des Sourds, CISS, poiché da una parte c’era il nuovo Centro Sportivo Sordi Italiani, e dall’altra parte un nugolo di Società che non volevano staccarsi dalla FISS, reduce dal settore FISD, ma gravemente indebitata.
Come non rammentare l’ammonizione di Donalda Ammons, USA, allora Presidente del CISS e giunta in Italia, su invito della preoccupatissima presidente ENS, Ida Collu, per presenziare all’Assemblea del Comitato Sportivo Sordi Italiani, questo guidato da Franco Pedrali, e tenutosi i gg. 13/14 aprile 2003 all’Hotel Summit di Roma: «Se ora l’Italia decide di costituire due federazioni sportive dei sordi – dichiarò la Ammons – il CISS procederà di conseguenza…», poiché il CISS può riconoscere solo una Federazione per ciascuna nazione, quella più rappresentativa, in pratica lo sport italiano dei sordi si sarebbe spaccato e poi sfasciato.

Comitato per l’Unificazione dello Sport Silenzioso
Fu così che Pedrali, in accordo con gli altri membri del Direttivo ENS, si impegnò allo stremo e giunse a un chiarimento diretto, convocando il 30 marzo 2005, nella “Sala Ieralla” della Sede Centrale ENS, la prima riunione del Comitato per l’Unificazione dello Sport Silenzioso”, fra i rappresentanti del CSSI, con presidente Guido Zanecchia, e quelli di FISS, presieduta da Armando Giuranna. In quella seduta si erano valutate tutte le possibilità per l’unificazione, ponendo in primo piano che nello Statuto della nuova Federazione dovessero esserci dei riferimenti che rilevino la continuità della Storia dello Sport Silenzioso.

La riappacificazione ufficiale, sancita dalla nascita della riunificata Federazione Sport Sordi Italia, FSSI, si è avuta meno di tre mesi dopo, il 19 giugno 2005, con una storica assemblea dei Quadri dirigenti di ENS e della riunificata FSSI, avvenuta presso l’Hotel “Divino Amore – Casa del Pellegrino – già sede della Delegazione italiana in occasione dei Deaflympics di Roma 2001 – quando la nuova Federazione sportiva, continuatrice della storia iniziata nel 1929 con la costituzione della Federazione sportiva italiana, ora può continuare, come ha sottolineato Pedrali, «…con il fattivo incoraggiamento e l’auspicio più eclatante dell’Ente Nazionale Sordi…». La sfida della FSSI, da quel momento, è stata di dare nuova linfa al mondo sportivo silenzioso. Anche per questo motivo e in accordo con la famiglia Rubino, nel marzo 2012 Franco Zatini, che dal 2009 era succeduto a Manlio Marcioni, presidente della  «Fondazione “Francesco Rubino”» sin dalla costituzione della stessa, nel 1981, ha voluto nominare a tale importante carica a Franco Pedrali, perché questi,come Francesco Rubino “promotore dello Sport dei Sordi”,  sia di esempio per tutti i sordi sportivi.


«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it.
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini