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Alla scoperta della ricercatrice e linguista sorda Carol Padden

Alla scoperta della ricercatrice e linguista sorda Carol Padden.
Carol A. Padden, nata nel 1955 a Washington, DC è professore al Dipartimento della Comunicazione presso l’ Università della California, San Diego, dove insegna dal 1983.

Essa aveva ottenuto nel 2010 il premio MacArthur Fellow, consistente in 500,000 dollari, che viene assegnato annualmente a persone che mostrano meriti eccezionali nei lavori creativi. A Carol Padden è stato riconosciuto  il lavoro pionieristico compiuto nella morfologia per l’evoluzione della Lingua dei Segni americana e per la pubblicazione, sull’argomento, di diversi volumi, saggi e romanzi, mentre già nel 1992,  aveva vinto la Borsa di Studio “Guggenheim Fellow”, assegnata annualmente a coloro “… che dimostrano eccezionale  capacità produttive nello studio o creatività nel campo delle arti”, e dove la ricercatrice sorda Carol si era allora messa in luce.

Carol  Padden è nata sorda da una famiglia di sordi e ha un fratello maggiore, pure lui con minorazione uditiva, per cui la Lingua dei Segni è stata per lei una parte naturale del suo apprendimento, di educazione ed evoluzione, tanto più che i genitori, sordi, sono stati entrambi membri del Corpo Docente presso la Gallaudet University for the Deaf di Washington.


All’inizio del percorso scolastico, Carol era iscritta in una scuola speciale per sordi, ma già a otto anni essa era stata poi trasferita in una scuola ordinaria, e quello si è rivelato un cambiamento molto importante, per cui è cresciuta bilingue, in inglese e lingua dei segni americana (ASL), anche se da piccola aveva avuto come riferimento principale la “cultura dei sordi”.

Essa si è poi sposata con Tom Humphries, questi era diventato sordo all’età di sei anni, e non aveva mai incontrato altre persone minorate dell’udito prima di entrare al College. Dopo il matrimonio, i coniugi, che ora hanno un figlio perfettamente udente, hanno condotto approfondite ricerche sul linguaggio dei segni, e gli atti di quelle ricerche sono raccolti nei volumi da loro pubblicati.

Carol Padden è professore di Comunicazione in un Centro di Ricerca in Lingua dei Segni, Sviluppo Umano e Scienze della Formazione, e le sue aree di ricerca sono specificatamente il linguaggio, la comunicazione e la cultura, un lavoro che le ha permesso di esplorare i modi in cui vengono create le forme di linguaggio.

Intervistata su cosa è la cultura sorda, Carol ha risposto convinta, specificando cosa si intende per concetto di cultura, e secondo il suo punto di vista, essendo nata in una famiglia di sordi, può essere inteso come un modo per catturare qualcosa che le persone non udenti non possono avere, solo per cui si ritengono gruppi di persone, appunto non udenti, che sono presenti in tutto il mondo con lo stesso spirito solidale, e che descrive ciò che le persone sorde hanno in comune, come la loro storia, i loro set di idee, le loro pratiche comuni. La cultura è specificatamente un senso di comunità all’interno di un gruppo di persone. American Sign Language è una parte fondamentale di quella comunanza.

Carol ha all’attivo alcuni libri, scritti per la Harvard University Press, redatti insieme con altri ricercatori pure sordi e che «…illuminano la vita e la cultura dei sordi dall’interno, attraverso il loro lavoro quotidiano, la loro comunità, i loro miti, la loro arte, le performance, e gli insegnamenti che ricevono e che si scambiano vicendevolmente…», come si apprende dalle recensioni di quei libri, nei quali è raccontata la vita e la cultura dei non udenti attraverso i loro discorsi di tutti i giorni, i loro miti condivisi, la loro arte e performance, e le lezioni che si insegnano l’un l’altro e dove Padden impiega la maiuscola per dire “Sordo” riferendosi a persone con minorazione uditiva che condividono la propria lingua naturale, che è l’American Sign Language (ASL), ed è una cultura complessa, storicamente creata e attivamente trasmessa attraverso le generazioni, per cui sono orgogliosi di quella che considerano una loro auto-scoperta e auto-descrizione di una cultura fiorente, rispetto a quella delle ottocentesche scuole dei loro antenati, che denigravano erroneamente la lingua dei segni, e avevano a lungo insistito con una didattica puramente oralista, ma plasmando in quel modo la vita delle persone sorde avevano a lungo impedito un idoneo apprendimento culturale.

Il maggior trionfo dell’American Sign Language è dovuto al riconoscimento che la sopravvivenza del ricco e complesso linguaggio dei segni americano, a lungo frainteso, è oggi ben riconosciuto anche dal mondo degli udenti americani che prima non sapevano concepire la lingua in una forma diversa dal discorso parlato.

Tale riconoscimento pubblico si deve anche alle recenti indagini di Carol Padden e del Centro Ricerche di San Diego, in California, per cui chiunque ha la possibilità di documentarsi.
Carol Padden ha scritto 43 opere in 78 pubblicazioni tradotte in sette lingue.  Molte delle sue pubblicazioni sono state create con il marito e co-autore, Tom Humphries.

Studio di Marco Luè – nw172 – 17 novembre 2012