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Breve riassunto sull’insegnamento della LIS in Italia

Breve riassunto sull’insegnamento della LIS in Italia.
In Italia i corsi di lingua dei segni italiana risalgono ai primi anni ’80 e solo alla fine del decennio cominciano ad essere strutturati poiché coincidono con la progressiva presa di coscienza di alcuni, pochi, sordi italiani di possedere una lingua e una cultura non meno importanti dell’italiano.

Questo discende dalle ricerche che anche in Italia, dalla fine degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80 furono il volano per una emancipazione culturale della locale comunità e che però, in gran parte, ancora oggi soffrono della difficoltosa accoglienza di tesi che solo in ambito linguistico e poco, pochissimo, in ambito sociale sono credute e credibili.Importato dagli Stati Uniti, il metodo Signing Naturally (AA.VV., 1988), detto VISTA, è dal principio degli anni ’90 l’unico metodo strutturato su cui alcuni docenti sordi madrelingua dei segni si sono formati.
Il nostro metodo, detto metodo C’è, è stato programmato fin dal 1996 e ha avuto la sua prima applicazione in un solo corso nel 2003, in due corsi nel 2004 e in 4/5 corsi nel 2005.

(Dal 2005 il numero dei Corsi è fisso, il docente viene impegnato a tempo pieno e si dedica anche ad altre inziative. Ciò significa che il numero dei nostri allievi, per anno, è chiuso e non è possibile – per noi – accettarne altri oltre il limite prefissato.)

Mancano ancora in Italia associazioni di ‘categoria’ dei docenti LIS e nemmeno è opportuno parlarne se gli stessi docenti, con scarsa formazione, si prestano a tenere corsi saltuariamente e come secondo lavoro.

I professionisti si possono contare sulle dita di una mano. Tuttavia, in ambiti isolati (a Roma presso il Silis e a Torino presso la cooperativa DIRE) si sono svolti sufficienti corsi, con esiti diversi, che hanno obbligatoriamente condotto ad una riflessione anche sul metodo Vista. A Roma la via percorsa è stata quella di approfondire il metodo con corsi di formazione per docenti LIS, tenuti anche dagli stessi Autori americani – e l’impegno si è concentrato su traduzione e adattamento, il quale non può essere stato solo ‘formale’ ma soprattutto ‘culturale’.

A Torino, la scomparsa della cooperativa DIRE, la frammentazione in numerosi gruppi o agenzie che proponevano Corsi LIS (associazioni di sordi e non, istituti, cooperative e gli stessi Enti Locali…) hanno creato una sorta di ‘concorrenza’ (mai dichiarata e senza confronti) che in almeno alcuni casi si è fortunatamente risolta in un aumento dello studio e dell’impegno dei docenti.

Al corso del metodo VISTA già quasi subito si era affiancato un corso propedeutico alla LIS che poi è diventato parte integrante dei corsi: il corso di CVG (comunicazione visivo gestuale), oltre ad alcuni altri adattamenti frutto del lavoro di singoli docenti e mai compiutamente documentati.In questo ambito, disarticolato, confuso e magmatico ma straordinariamente vivo, nasce l’esperienza del metodo C’è, un metodo tutto italiano per l’apprendimento della lingua dei segni.

Il metodo, non verrà comunque presentato oggi, questa sommaria premessa serve soltanto per inquadrare l’argomento in un contesto che ci permetta di comprendere meglio orientamenti, scelte ed esiti del focus di questa relazione: la parte informatico-applicativa del metodo.

Visualizza il sito: www.dizlis.it – nw033 2013


«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini