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Il concorso internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», sta per toccare un quarto di secolo di vita

Il concorso internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», sta per toccare un quarto di secolo di vita. Il Concorso Internazionale di Poesia «Città  di Porto Recanati» è stato fondato nel 1986. Solo per due anni non si è ripetuto. In questi decenni hanno partecipato miglia di poeti di ogni Continente:  poeti dell’America latina,  in particolare dall’Argentina, dove vivono molti emigranti delle Marche e non solo!  Colà giunti negli anni post 1^ Guerra mondiale (primo esodo); poi dopo la 2^ Guerra mondiale.

Il primo tentativo di concorso avvenne nel 1981  a Civitanova Marche, per ricordare l’anno internazionale dell’handicappato. Aveva  per  tema «Handicappato, dove sei». Parteciparono quasi 100 poeti, disabili e no, qualche  anno dopo,  il poliedrico uomo di cultura qual è Renato Pigliacampo, attorno al bimestrale «Il Sordudente», che dirige (attenzione  proprio sordo e udente, il promotore compie l’inclusione delle parole per condurre alla riflessione de visu) e fonda il Concorso Internazionale di Poesia, dapprima  grazie all’impegno del Comune, poi accetta sostegni organizzativi saltuari.  I temi  proposti ai poeti saranno sempre gli stessi: la disabilità, i nuovi poveri, gli immigrati, gli eventi climatici, il razzismo eccetera.

Sono temi che, Renato Pigliacampo, sintetizza nel suo primo Dizionario della disabilità, dell’handicap e della riabilitazione, edito da  Armando di Roma nel 2003, con  la  presentazione efficace e  mirabile  di Ida Collu, allora presidente  dell’ENS nazionale. Il testo ha un gran successo, tanto è  vero che seguirà una più estesa ristampa nel 2009 sollecitata dall’editore con l’aggiunta di  centinaia  di Voci, Nuovo dizionario della disabilità, dell’handicap e  della  riabilitazione, sempre  dall’editore  Armando nel quale, il fondatore del Premio “Città  di Porto Recanati”, sintetizza le parole del filosofo inglese Bertrand Russell: «Tre passioni, elementari e onnipotenti, hanno segnato la mia vita: lo struggente desiderio d’amore, la  ricerca  della verità e una compassione lacerante per le  sofferenze del genere umano.»

Il Messaggio di Renato Pigliacampo è accolto da tanti. Presiederanno il premio personalità della Cultura e del Sociale, fra  cui Valerio Volpini, già direttore de L’Osservatore  romano, Leonardo Mancino scrittore e poeta, Luigi  Martellini dell’università della Tuscia, Gastone  Mosci dell’Università di Urbino, l’On. Franco Foschi, ministro del lavoro e tanti altri esponenti della poesia e della politica del welfare italiana.

A fine estate si ripete il miracolo dell’attenzione sulla  disabilità proposta dai protagonisti. Il fondatore, con altri pochi amici, stimola i poeti, in quel processo empatico che  solo i poeti veri sanno sperimentare  e/o vivere, a “cantare”, a  “vincere le   barriere”, a “pensare con gli occhi chiusi” e con altrettanto  “le orecchie”, a percorrere  “vie e  strade su una  carrozzella”, vale a  dire investe sentimenti  dei cosiddetti «normali» su un evento con nulla  spesa dall’ente locale o da  altri enti.  Per quanto riguarda i sordi, fa sua la considerazione del grande  scrittore francese Victor Hugo: «Che importanza ha la  sordità dell’orecchio quando la mente ascolta? L’unica  sordità, l’incurabile sordità, è quella della mente.»

Il Premio Città di Porto Recanati ha questo Obiettivo!
Verbale del XXIV Concorso Internazionale di Poesia «Città di Recanati», edizione 2013
La Giuria del Premio Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», XXIV edizione 2013, composta da Lino Palanca (Presidente), da Janùla Malizia (Componente), da  Anna  Ragaini (Componente) e da  Renato Pigliacampo (segretario con diritto di voto), si è riunita una prima volta per esaminare le 101 poesie pervenute  al concorso avente per tema indicativo, “la disabilità, l’emarginazione, l’emigrazione, gli anziani, i nuovi poveri, gli eventi climatici ecc.” , affinché  il poeta riflettesse  sulla condizione esistenziale dell’uomo, ideazione  che sospinse,  nel 1989, all’istituzione del Premio «Città di Porto Recanati».

Dopo una  prima lettura delle poesie, la Giuria ha fermato l’attenzione su una «rosa di finalisti», nei nominativi seguenti :
Rita Muscardin  di Savona; Federici  Ivana di Pianello Vallesina (AN); Vetromile Giuseppe di Madonna dell’Arco (NA); Toni Anna di Prato;  Inferrera Filippo di Ravenna; Lazzerotti Bruno di Milano; Borghetti Roberto di  Ancona; De Felicibus Florediana di Atri  (Teramo); Coacci Marcello di Macerata; Cingolani Silvia di Marotta di Mondolfo (Pesaro); Guerra Rosanna di  Sant’Ippolito (Pesaro);  Vinci  Marco di Roma; Giovanditto Rosanna di Spoltore (Pescara);  Zanconi Anna di Appignano, (Macerata);  Cataldi Andrea di  Piacenza; Malta Elena di Pianella (Pescara); Di Iorio Rosanna di Cepagatti (Pescara); Castignani Piazza  Cesarina  di Monte  San Vito (Ancona); Cangiani Salvatore di Sorrento (Napoli); Brocchi Fabiano di Milano; Zambetti Nicola di Bari; Sarno Paola di Roma; Amato Michele di Bari;  Altieri Sergio di Pesaro; Vicaretti Umberto di Roma; Fiorini Franco di Veroli (Frosinone); Vannucchi Giulia di Viareggio (Lucca); Campisano Cancemi Alfonsina di Caltagirone (Catania).

La Giuria si è riunia una seconda volta per stilare la  classifica dei dieci Vincitori dei Premi, del Vincitore del Premio Internazionale  di Poesia  «Città di Porto Recanati» 2013 e dei Vincitori dei  premi speciali della Giuria:

1. Ivana Federici  di  Pianello Vallesina  (AN), per la poesia Del tuo dirmi non mi stancherò  con la   motivazione:
La poetessa ricorda un percorso esistenziale che,  sebbene con l’assenza del protagonista, ci introduce nel patos di un esplicito revival nell’affermazione «risento il canto/ nel petto con la stessa vibrazione». E a poco a poco si avvede dell’insofferenza di tutti alla sua condizione sociale difficile e della  società assente. Ecco che la speranza allora si racchiude,  scrive la poetessa «in qualche parte ancora/ sarà un’alba tenue sugli occhi o forse/  solo la forma della tua voce.» Il tutto comunicato con essenziali lessemi nella padronanza dello stile  e del linguaggio.


Ivana Federici – Premio internazionale di Poesia «Città di Recanati» 2013

2. Anna Toni di Prato, per la poesia Canto d’un’anima pellegrina con la motivazione:
Stupendo e classico tema rivolto ai patri Lari, tutto ravvivato da suoni e voci e, soprattutto, nell’ «antico canto d’amore». Sensibilissima riflessione sul tragico presente dell’ «ombra della sera». Il pastore, al quale la poetessa invoca protezione «accanto al fuoco», assurge a entità trascendente , presenza protettiva nel significato prorompente  del  vissuto nel buio della poetessa!   Radiosi versi finali nell’intrinsecità  umile di scelta di parole precise nella richiesta d’essere compresa, amata, assistita.

3. Giuseppe Vetromile di Madonna dell’Arco (Napoli), per la poesia La mano già sulla valigia con la motivazione:
Il disperato metaforico distacco di padre e figlio, con la sortita del genitore «ma tu non devi seguirmi», sospingendolo a testimoniare gli eventi della vita , racchiusi in flash efficaci quali «senza luce», «la goccia di rugiada» che si scioglie  «e il sole ignaro» che tuttavia  assisteva al distacco e che manifestava la speranza nel risorgere l’indomani.   Il tutto con linguaggio sicuro.

4.  Angela Catolfi di Treia (MC), per la poesia Solitudini.

5.  Rita Muscardin di Savona,  per la poesia La memoria del mare.

6. Ivan Fedeli di Ornago (Monza), per la poesia  Immaginette (esterno città, giorni di luglio).

7.  Filippo Inferrera di Ravenna, per la poesia Figli della solitudine.

8.  Rossana Guerra di Sant’Ippolito (Pesaro), per la poesia Pensieri per l’Italia.

9. Rosanna Giovanditto  di Spoltore (Pescara), per la poesia Esorcizzare il ricordo dell’ascolto.

10. Silvia Cingolani  di Marotta di Mondolfo (Pesaro), per  la poesia I bambini non hanno paura.

Come dal bando del concorso e lo spirito che anima la fondazione e promozione del Premio «Città di Porto Recanati», la Giuria  riconosce, all’unanimità, tre Premi Speciali a:
Altieri Sergio  di Pesaro, per la poesia Senti tu?
Amato Michele di Bari, per la poesia Gli ultimi.
Coacci Marcello  di Macerata, per la poesia Prigionieri di coscienza.

La Giuria e l’Associazione  Lo Specchio-Porto Recanati, che pubblica anche l’omonimo  trimestrale  «Lo Specchio Magazine», nel quale verranno pubblicate le poesie  Vincitrici, che collabora da qualche anno col prof. Renato Pigliacampo, fondatore del Premio di Poesia «Città di Porto Recanati» nel lontano 1986, pur con alcune sospensioni, ricordano agli amministratori del comune di Porto Recanati di sostenere la Manifestazione culturale – ormai consolidata e apprezzata in Italia e conosciuta all’estero – per l’impegno di promozione culturale  e  sociale che la anima.

La Giuria
Lino Palanca  (Presidente)
Janùla Malizia  (Componente)
Anna Ragaini (Componente)
Renato Pigliacampo  (Segretario)

PER SAPERE DI PIU’
Nuovo Dizionario della disabilità, dell’handicap e della riabilitazione

Città di Recanati

nw119 (2013)
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«Bisogna avere il coraggio di amare il Silenzio, scritto con la S maiuscola, perché dietro, tout-court,  c’è tutto un mondo di persone “meravigliosamente speciali”, vale a dire bambini e adulti che non possono udire intelligibilmente la parola tramite la percezione acustica. Nel corso dei secoli, a seconda dei momenti, sono stati indicati: sordomuti, sordi, sordastri, non udenti, maleudenti, anacusici, ipoacusici, audiolesi, deboli d’udito, duri d’orecchio, cofotici. Io li chiamo semplicemente persone del Silenzio, miei fratelli: e so che,  pronunciandone il nome, mi attribuisco il merito di far parte di quel mondo migliore, che procede con una marcia in più.» (Renato Pigliacampo da Pensieri e riflessioni sul Silenzio)
«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla) .
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini