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San Gabriele dell’Addolorata e Gemma Galgani nella storia dei sordi

Volato al cielo all’età di soli 24 anni (1862), e appena 16 anni prima della nascita di Gemma (1878), S. Gabriele dell’Addolorata (dichiarato Santo nel 1920) non era ancora neppure Beato, ma soltanto Venerabile, quando la giovane lucchese l’andava chiamando Confratel Gabriele.

Avendone letta la vita, Gemma rimase letteralmente folgorata dalle virtù del giovane Passionista, tanto che, pur avendola più volte letta e meditata, le prime volte le riuscì di mentire dicendo che non aveva ancora finito di leggere, ma infine fu costretta a restituire il libro a chi glielo aveva solo prestato. E furono lacrime!
O bugie e lacrime sante! Se oggi si fingesse e si piangesse per simili cose, avremmo un mondo più santo e più pacifico!
E’ vero che S. Gabriele le appariva, la confortava e la guidava in un cammino mistico unico e irripetibile; ma è anche vero, e ciò conta ancora di più, che Gemma lo aveva scelto a suo protettore, contro le tentazioni diaboliche e a modello di vita già lo stesso giorno in cui aveva iniziato a leggere il libro della sua vita, quando ancora le esperienze mistiche con lui non erano cominciate. Gemma si era procurata un’immagine del Santo e la sera non riusciva a prender sonno se prima non l’avesse posta sotto il guanciale.

San Gabriele dell’Addolorata, ebbe un ruolo molto importante nella vita di Santa Gemma. Per lui la santa di Lucca aveva una devozione straordinaria ( al tempo di Gemma San Gabriele era Venerabile, non ancora Santo), al punto da considerarlo suo patrono e protettore. Gabriele apparse a Gemma molte volte, dandole consigli e parole d’incoraggiamento dal Cielo.

Per intercessione di San Gabriele, Gemma guarì da una grave malattia che l’affliggeva, ed in una delle sue apparizioni, egli pose la stemma passionista sul fianco della Santa di Lucca dicendole profeticamente: “Tu sarai passionista.”

La miracolosa guarigione di Gemma per intercessione di San Gabriele
Gemma cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formarono in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma peggiorava.

Gemma cominciò una devozione al Venerabile Gabriele Possenti dell’Addolorata (ora San Gabriele). Sul suo letto di malata lesse la storia della sua vita. Più tardi scrisse del Venerabile Gabriele:
“Da quel giorno che il mio nuovo protettore Venerabile Gabriele mi aveva salvata l’anima, cominciai ad averne divozione particolare: la sera non trovavo il sonno, se non avevo l’immagine Sua sotto al guanciale, e cominciai fino d’allora a vedermelo vicino (qui non so spiegarmi: sentivo la sua presenza). In ogni atto, in ogni azione cattiva che avessi fatta, mi tornava alla mente Confratel Gabriele, e mi astenevo” (Autobiografia, p.245).

Gemma, che ora aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che il Venerabile Gabriele le stava davanti. Le parlò così:
“Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù” (Autobiografia, p.248).

Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita. Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo!

(a cura di P. Vincenzo Di Blasio)
PER SAPERE DI PIU’
San Gabriele dell'Addolorata
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini