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Bernardino di Betto detto il Pinturicchio Mostra del grande artista Sordo (Newsletter della Storia dei Sordi n. 417 del 2 febbraio 2008)

Mostra del grande artista Sordo: Pinturicchio

Bernardino di Betto detto il Pinturicchio nacque a Perugia nel 1454 circa.
Fu tra i primi allievi del Perugino con il quale andò a Roma per la realizzazione di alcuni affreschi della cappella Sistina. Sono da attribuire al Pinturicchio le scene con il Viaggio di Mosè e il Battesimo di Cristo. Quì venne in contatto con la pittura del Ghirlandaio e del Botticelli che contribuì alla formazione del suo stile personale.
Verso il 1486, molto probabilmente, fu chiamato ad affrescare la cappella Bufalini in S. Maria in Aracoeli a Roma, dove dipinse le Storie di San Bernardino.
Forse un uomo poco felice perché amareggiato da una moglie, Grania, che lo tradiva. Era piccolo, de poco aspetto e apparenza” e probabilmente pure sordo, visto l’altro soprannome di Sordicchio con cui è noto.
La Cattedrale fu consacrata il 18 novembre del 1179 e al suo interno è presente la Libreria Piccolomini, un’importante testimonianza delle abilità artistiche dei sordi. La sua realizzazione infatti fu affidata a Pinturicchio, detto anche “sordicchio” dai suoi contemporanei, perché sordo e piccolo di statura. Durante la realizzazione degli affreschi per la Libreria Piccolomini fu aiutato dal giovane Raffaello, suo allievo.
Il Pinturicchio, originario di Perugia, visse a Siena i suoi ultimi anni, realizzando anche L’allegoria della Fortuna, nel pavimento del Duomo, e la Cappella di San Giovanni Battista. Morto a Siena il 22 dicembre 1513 all’età di 59 anni, è sepolto nella chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio, in Via Camollia.

 LA VITA E LE OPERE DI BERNARDINO DI BETTO, DETTO IL PINTORICCHIO
Bernardino di Benedetto di Biagio detto Pintoricchio o Pinturicchio nasce tra il 1456 e il 1460 a Perugia da una modesta famiglia di artigiani.
Gli inizi della vita del pittore sembrano essere assai infelici e forse complicati ancor di più nel 1475 quando il padre, un modesto conciatore di panni lana, muore di peste.
Qualche anno prima però Giapeco Caporali miniatore straordinario apre bottega proprio nella stessa via della casa di Pintoricchio e si può immaginare il giovane Bernardino alle prese con pennelli e colori nella sua bottega. Quegli anni sono per Perugia un momento di grande fervore artistico, che rendono la città umbra uno snodo fondamentale per gli svolgimenti artistici del secolo in tutta l’Italia centrale, Pinturicchio partecipa a volte da spettatore e altre da protagonista e lo si riconosce impegnato nelle magiche tavolette con le storie di San Bernardino del 1473 e sui ponteggi della Sistina dove dipinge fianco a fianco con Perugino.
È però nel 481 che si ha la sua prima attestazione nei documenti quando si iscrive all’Arte dei pittori di Porta Sant’Angelo.
Il lavoro a Roma gli permette di incontrare nuovi committenti e tra il 1482 e il 1485 dipinge la cappella Bufalini all’Aracoeli, soggiorno che intermezza con continui rientri in patria per piccole commissioni e lavori facili da sbrigare, ottenuti anche grazie al nipote Girolamo di Simone, nominato giovanissimo canonico della cattedrale di San Lorenzo a Perugia.
Questo fatto si lega anche agli ottimi rapporti che Pintoricchio doveva avere con Innocenzo VIII per il quale tra il 1487 e il 1488 lavorò nel cantiere della sua abitazione in Vaticano ora in parte distrutta per far spazio al museo Pio Clementino.
Nel 1490 Bernardino è al lavoro nella sala dei Mesi del palazzo del Cardinale Domenico Della Rovere e nelle cappelle di Santa Maria del Popolo.
Due anni più tardi è a Orvieto per una commissione in Duomo che concluderà solo nel 1496. Intanto, salito al soglio pontificio Alessandro VI Borgia, lo volle per decorare i suoi appartamenti in Vaticano, un grandioso cantiere che terrà Pintoricchio impegnato a Roma fino al 1495.
Il 2 gennaio dello stesso anno la tavola per l’altare di Santa Maria dei Fossi, forse la sua opera più significativa, si trovava già al suo posto non ancora dipinta.
I lavori a Spoleto, a Perugia e ad Orvieto ora fruttano molto denaro e nel 1501 iniziano ad arrivare anche soddisfazioni politiche tanto da essere chiamato a rivestire la carica di priore delle Arti a Perugia.
Le vicende della vita di Pintoricchio si legano allo scenario politico di Perugia, lo sappiamo familiare e servitore di Cesare Borgia e legato alla famiglia Baglioni da cui riceve l’incarico di decorare le pareti della Cappella Bella di Santa Maria Maggiore a Spello, un testo pittorico, dipinto tra l’autunno del 1500 e la primavera del 1501 che avrà fortuna e importanza come pochi altri nello scenario artistico umbro.
Il coronamento arriva con lo strepitoso ciclo di affreschi della Libreria Piccolomini a Siena, dove Bernardino si impegna nel racconto delle storie di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II.
La grandiosa struttura architettonica dipinta si deve ad Ambrogio Barocci e i cartoni per le scene furono approntati dal giovane Raffaello, particolari che sottolineano la grandezza raggiunta dal pittore perugino.
Nel 1506 gli affreschi dovevano essere già tanto che il pittore riceve la commissione della pala di Sant’Andrea a Spello che poi dovrà lasciare ad Eusebio da San Giorgio.
Tra il 1509 e il 1510 dipinge la sua ultima opera romana, la volta della cappella Della Rovere in Santa Maria del Popolo.
Nel 1513 si ritira, malato, nelle campagne senesi dove morirà l’11 dicembre. E’ ricco ma solo, dopo l’abbandono da parte della moglie, una fine triste e solitaria di un artista “sordo, piccolo e di poco aspetto” che seppe essere grande.


 

UN GRANDE EVENTO PER L’ARTE IN UMBRIA DAL 1° FEBBRAIO AL 30 GIUGNO 2008
La mostra dedicata a Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio o Pinturicchio è il primo dei grandi eventi che saranno ospitati nella rinnovata Galleria Nazionale dell’Umbria, dopo i lavori di recupero ed ampliamento degli spazi espositivi da poco inaugurati. Ma è soprattutto un progetto di valorizzazione del territorio e del patrimonio umbro che sarà realizzato in occasione delle celebrazioni per il 550° anniversario della nascita di uno dei più interessanti protagonisti del Rinascimento italiano, simbolo della città di Perugia.
Dopo il successo della mostra dedicata a Perugino nel 2004, la nuova rassegna monografica prosegue l’opera di valorizzazione dei grandi artisti umbri per rinnovare l’attenzione del pubblico e della critica nazionale e internazionale sul patrimonio artistico e culturale della regione e sulla sua straordinaria diffusione nel territorio.
La mostra, oltre all’allestimento perugino, sarà completata da una seconda sezione a Spello, nella Collegiata di S. Maria Maggiore. Nella Cappella Baglioni, più conosciuta come Cappella Bella, è infatti conservato il capolavoro dell’artista e per l’occasione, per garantire la migliore fruizione del prestigioso ciclo di affreschi, saranno inaugurati un allestimento temporaneo con un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici ed iconografici e un nuovo apparato illuminotecnico permanente.
L’esposizione perugina sarà arricchita anche da percorsi e itinerari regionali che consentiranno di scoprire nei luoghi d’origine le testimonianze che ancora vi sono conservate dell’opera di Pintoricchio e della straordinaria stagione rinascimentale.
L’evento sarà realizzato grazie all’impegno congiunto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria e della Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico, della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Perugia, del Comune di Spello, della Diocesi di Foligno, della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
Autore: Vittoria Garibaldi, Comitato Scientifico. Fonte: aziendeumbre.it
La mostra si avvale di un qualificato comitato scientifico presieduto da Vittoria Garibaldi e composto da Cristina Acidini Luchinat, Alessandro Angelici, Tiziana Biganti, Francesco Buranelli, Keith Christiansen, Nicole Dacos, Lucia Fornari scianchi, Vittoria Garibaldi, Roberto Guerrini, Tom Henry, Francesco Federico Mancini, Paola Mercurelli Salari, Arnold Nesselrath, Antonio Paolucci, Pietro Scarpellini , Rita Silvestrelli.

La mostra è stata inaugurata dall’On.le Francesco Rutelli, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e  Ministro dei Beni Culturali, a Perugia il 2 febbraio 2008.

INFO:

Sulla vita di Pinturicchio leggi il dizionario biografico internazionale degli Artisti avente per il titolo: il colore del silenzio a cura di Roberto Rossetti e Anna Folchi;

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 417  del  2 febbraio 2008

Pinturicchio 1452 - 1513