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Giuseppe Selleri a 100 anni dalla nascita

Giuseppe Selleri (1918-1996) lo ricordiamo nel giorno della morte, avvenuta a Bologna il 1° giugno 1996. I funerali si tennero il 3 giugno nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina di via Saragozza con la partecipazione di numerosi ex alunni dell’Istituto Gualandi di Bologna, di Giulianova (TE) e di Roma. Naturalmente erano presenti confratelli e consorelle della Piccola Missione.

Una ventina i sacerdoti concelebranti e fra essi il padre generale della Compagnia di Maria di Verona e il direttore dell’Istituto Pellegrini di Modena.
Dopo la cerimonia il feretro fu portato al cimitero di Medicina (Bologna).

A  P. Selleri dedicava una pagina la rivista Don Antonio Provolo (3/1996) a firma di Don Daniele Slaghenauffi.

Qui di seguito l’omelia pronunciata da P. Vincenzo Di Blasio, superiore generale della Piccola Missione.

In un fax alcune ex alunne del nostro caro defunto si sono espresse così:

“Il primo giugno il Signore ha preso con se P. Selleri per portarlo in cielo. Siamo dispiaciute ma siamo convinte che è stato bello per lui partire alla fine del mese di maggio dedicato alla Madonna e all’inizio del mese del Sacro Cuore di Gesù…”

Infatti, mentre nel cortile del Toniolo risuonavano i canti mariani, lui lottava ormai tra la vita e la morte.

Una suora dello stesso ospedale ci ha detto:

“P. Giuseppe sta come Cristo sulla Croce. Cristo ha versato il sangue per noi e la nostra salvezza, lui lo ha versato per amor suo. Non ha neppure una goccia di sangue nelle vene, eppure continua a vivere sulla sua croce, senza emettere neanche un lamento. E questo a me dice che è veramente un santo, perché ha sofferto e soffre tanto”.

La lettura del libro della Sapienza che abbiamo appena ascoltato, ci dice che “in cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici”.

Giuseppe di pene, sopportate esemplarmente con cristiana rassegnazione, ne ha avute tante ed è per questo che siamo convinti che oggi sia anche lui “nelle mani di Dio e nessun tormento” più lo toccherà.

Oggi, mentre la città di Bologna celebra le sue esaltanti vittorie sportive, quelle stesse che P. Giuseppe seguiva con grande passione di bolognese, noi ci stringiamo mesti attorno alla sua salma.

Anche lui, per dirla con S. Paolo, ha combattuto “la buona battaglia, ha compiuto la sua missione e ha conservato la fede” (cfr. 1 Cor. 4,7 s).

Per questo imploriamo che il Signore gli dia quella corona di giustizia promessa dal Signore nostro giudice.

La lettera di San Paolo ai Romani ci ha parlato di una vita nuova: “se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui” (Rm 6,9).

Selleri Giuseppe (1918-1996)

E P. Giuseppe, non solo è morto con Cristo, accompagnato dalle preghiere dei confratelli, delle Suore, dei sordi, dei parenti ed amici, ma ha speso la sua vita rispondendo alla chiamata del Signore per l’educazione e l’evangelizzazione dei non udenti.

Nato il 10 aprile 1918 (a Medicina-Bologna), entrò giovinetto nello studentato della Piccola Missione dove emise la prima professione religiosa 1’8 settembre 1935.

Ordinato sacerdote il 20 luglio 1941, si dedicò all’insegnamento, avendo conseguito a Milano il Diploma di Abilitazione al Magistero dei Sordomuti nel 1939.

Ha successivamente ricoperto l’incarico di superiore e direttore della casa di Roma dal 1946 al 1953 e ancora dal 1966 al 1978.

Per tredici anni ha diretto l’Istituto Gualandi di Giulianova e Teramo (1953 – 1966), contribuendo alla riunificazione delle due sezioni.

Ininterrottamente, dal 1961 fino a pochi giorni prima del suo decesso, ha svolto l’incarico di Consigliere dell’Opera Pia Istituto Gualandi.

Nell’ambito della Piccola Missione, tra l’altro, è stato Consigliere generale dal 1959 al 1971, Procuratore generale ed Economo generale dal 1971 al 1989.

Ci consolano le parole del Signore, che dopo aver esortato i suoi discepoli ad essere sale e luce del mondo, ha promesso: “chi metterà in pratica i miei precetti e li insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli” (Mt 5,19).

P.Giuseppe ha insegnato, ha beneficato e ha soprattutto voluto bene ai sordomuti che lo ricordano per la Sua bontà, la sua apertura d’animo: il cuscinetto di fiori che hanno portato manifesta la loro riconoscenza E il loro affetto.

Il nostro grande dispiacere per la sua dipartita e per il vuoto che lascia nella comunità e nei familiari, è compensato dalla speranza che anche a Lui, come abbiamo ascoltato dal Vangelo di S. Matteo (25, 31ss), il Signore abbia detto:

“Vieni, benedetto dal Padre mio, ricevi in eredità il regno preparato per i giusti…perché ogni volta che avete fatto del bene a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

A questo punto non ci resta che pregare e continuare a sentirlo accanto a noi, pensandolo nella schiera dei nostri santi…”è un santo…” ci ripetevano le suore, le infermiere e il cappellano del Toniolo.

E lui dal cielo continua a ripeterci paternamente: “Su, su di morale…Dio vi benedica tutti”.

Dal canto nostro continuiamo a pregare per lui e a seguire il suo esempio di missionario dei sordi, umile, povero, paziente e animato da amore paterno.

I sordi dicono: “Ci voleva bene”.

P.Vincenzo Di Blasio

PER SAPERE DI PIU’

Comune di Medicina (Bologna)

P. Giuseppe Selleri

Piccola Missione per i Sordi

Fondazione Gualandi

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