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Educando in Sport: un progetto formativo a Roma che utilizza la lingua dei segni

Nasce da una sinergia tra l’Istituto Uruguay e l’Istituto Magarotto per i bambini sordi un progetto che mette assieme il metodo LIS e la pratica sportiva. L’intuizione di Giovanna Antuofermo, cugina del grande pugile internazionale Vito e ideatrice dell’iniziativa presentata nella Capitale al Teatro Viganò

ROMA – La lingua dei segni come strumento di apprendimento oltre la disabilità e opportunità per avviare bambini e adolescenti alla pratica sportiva: è la “missione possibile” nata dalla sinergia attorno a un progetto condiviso dall’Istituto Comprensivo Uruguay (plesso Ungaretti) di Roma con l’Issis A. Magarotto, l’istituto statale specializzato nell’istruzione dei bambini sordi. Oltre 180 adolescenti delle due scuole hanno lavorato da ottobre attorno alla stessa idea: utilizzare le capacità sviluppate dai bambini sordi – dai primissimi anni di vita sino alla scuola dell’infanzia e alle superiori – nell’apprendimento proprio grazie al sistema L.I.S.. La lingua, cioè, che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di segni delle mani, di espressioni del viso e di movimenti del corpo e che induce a perfezionare particolari attitudini, non solo una straordinaria empatia con il mondo. Un approccio che il progetto, ideato, sostenuto e curato dalla professoressa di Scienze Motorie Giovanna Antuofermo, non nuova a iniziative rivoluzionarie nella vita scolastica, ha provato ad applicare in varie discipline sportive nel saggio “Educando in Sport”, l’atto conclusivo del percorso educativo andato in scena presso il Teatro Viganò di Roma, il 23 maggio, lo stesso giorno in cui l’Istituto Uruguay ha preso parte con docenti e studenti al convegno sulla legalità promosso in tutta Italia.

Educando in sport: le foto

EDUCAZIONE, SPORT E DIVERSE ABILITA’ – «Il sistema d’apprendimento L.I.S., attraverso l’occhio, il gesto e la mano, aiuta a recuperare delle abilità e a stimolare connessioni neurali – spiega la professoressa Antuofermo, cugina del grande pugile internazionale e risorsa inesauribile di una famiglia di grandi atleti – che siamo ormai disabituati ad attivare. Ciò ha un effetto domino positivo dal cervello al corpo. Questo circuito virtuoso psico-motorio funge da catalizzatore in quanto tutti i bambini apprendono ad accettare i propri limiti ma si impegnano anche a provare a superarli, appunto, sbagliando e imparando continuamente». Se un bambino sordo può imparare a farsi comprendere, un bambino normo-dotato può compiere lo stesso sforzo per attivare parti di sé che normalmente non utilizza, ma funzionali, invece, a crescere e ad apprendere, nello sport e nella vita. Questo ragionamento funziona anche nell’altra direzione: perché un bambino sordo attraverso le varie discipline sportive si sentirà più facilmente incluso. «Come è nata questa idea di condividere i due mondi? Parlando nella parrocchia di Settebagni con la signora Veronica Italiano, mamma di Angela, una nostra alunna che ha una sorellina di nome Martina nata con un deficit uditivo. Abbiamo pensato di creare questa contaminazione tra mondi attivando un circuito virtuoso. E ne è venuta fuori un’esperienza straordinaria ed emozionante».

FORMAZIONE L.I.S. – La professoressa Antuofermo ha seguito personalmente un corso L.I.S. presso l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, partecipando alle lezioni del prof. Thomas Buhling, un’eccellenza nel settore e che segue i bambini dell’Issis Magarotto di Via Nomentana. Il saggio finale, partito con i piccolissimi del Magarotto accompagnati dalle note di “Esseri Umani” di Marco Mengoni, brano scelto dalla piccola Martina, ha poi mandato in scena gli alunni impegnati in varie discipline, dalla ginnastica ritmica, a esibizioni di arti marziali con simulazioni di difesa personale (Karate, Taekwondo e Kung Fu) preparate dagli alunni dei maestri Pierluigi Bellini e Claudio Moretti e della maestra Kateryna Chesnevska, tutti alunni dell’Istituto Uruguay. Sono seguite propedeutiche alla pallamano, al rugby e al calcio nonché saggi di danza. Al progetto hanno dato il loro contributo determinante, oltre alle presidi dei due Istituti, per l’Uruguay la dottoressa Angela Minerva, e per il Magarotto, la dottoressa Isabella Pinto, anche le insegnanti Anna D’Annibale, Natalia Di Bello e le assistenti alla comunicazione Viviana Rocchi, Alessandra Boni e Susanna Di Petra. La manifestazione è stata presentata dall’impeccabile professoressa Luigina De Santis referente del Plesso Ungaretti di Settebagni dell’Uruguay e straordinaria regista dell’evento in cui si sono alternati sul palco i 180 adolescenti festanti. Rigorosamente con le “mani al cielo” in segno di gioia. La scuola è anche questo!

Tullio Calzone. Fonte: corrieredellosport.it
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