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Alessandra, l’attrice sorda che incanta «Non siamo diversi»

Anche se si è sordi è possibile fare dell’arte il proprio stile di vita e dirigere un coro, recitare, ballare, cantare.

Così sa fare bene Alessandra Marigonda, non udente, di origine trevigiana ma veronese di adozione, che si è appena distinta a teatro in un episodio dello spettacolo Racconti proibiti a cura della compagnia Trixtragos diretta da Nunzia Messina. La regista ha proposto all’Arsenale, nella rassegna Teatro nei cortili, il primo esperimento di recita con sottotitoli elettronici proiettati su grande schermo ed una interprete in lingua dei segni italiana (Lis) che non solo traduce le parole ma trasmette il sentimento di ciò che viene proposto permettendo anche al pubblico con disturbo uditivo di fruire pienamente dello spettacolo.

Il ruolo della Marigonda è stato di una donna robot di nome Alicia, inviata nello spazio per fare compagnia ad un uomo reo di femminicidio, fuggito nel cosmo in auto isolamento per evitare la prigione. Dapprima la ragazza subisce il comportamento violento di lui poi man mano la dolcezza di lei cerca di sciogliere il cuore indurito dell’uomo.

“La vita di chi ha una disabilità non è facile”, ci ha spiegato Alessandra Marigonda, che nella passata stagione ha incarnato all’Estate Teatrale veronese il ruolo di Desdemona, sempre in Lis, nello spettacolo Donne shakespeariane della compagnia Teatro Laboratorio, diretto da Isabella Caserta.

“Ora invece ho imparato a conosce il personaggio dell’automa e a immedesimarmi in lei – prosegue Alessandra Marigonda che in curriculum vanta anche il ruolo di Bella in La Bella e la Bestia andato in scena il mese scorso a Rizza- Ho amato Alicia, ho condiviso con lei emozioni e la paura di essere diversa. Inoltre abbiamo riflettuto entrambe su ciò che nella vita abbiamo subìto a cominciare dalla solitudine. Sul palco però tutto cambia. Il mio pensiero perciò va alla regista Nunzia Messina che ha voluto coinvolgermi e insistito affinché la Lis sia una lingua fondamentale da divulgare, poiché noi non udenti esistiamo, non siamo diversi ma uguali umanamente”.
Michela Pezzani, Fonte: larena.it

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