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Associazione Audientes Onlus

Associazione di Volontariato a carattere regionale, iscritta al Registro Regionale del Volontariato al Settore Sociale, Sezione Assistenza Sociale e al Settore Cultura, Sezione Istruzione.n° 2467 della Regione Autonoma della Sardegna. CF 90050160952

La comunicazione tra diritto umano, diritto costituzionale e libertà. Cultura, libertà, diritti e opportunità per il cittadino con sordità
1. La comunicazione, nelle sue diverse espressioni rappresenta un diritto umano affermato dalla Convenzione ONU del 1948. La comunicazione si fonda prioritariamente sulla parola come verso naturale umano quale risultato dell’emissione di suoni modulati dai movimenti della lingua, delle labbra e dalla modulazione della bocca. Spesso questa forma di comunicazione è accompagnata da espressioni del viso che evidenziano le emozioni e le inflessioni dando maggiore significanza.
Questa forma di comunicazione basata sulla parola assume i caratteri dell’universalità e della massima autonomia personale perché consente la comunicazione e l’interlocuzione in ogni situazione, in ogni momento e con tutte le persone.
La parola dunque è l’abilità primaria dell’uomo e costituisce significativa e decisiva condizione di libertà.
L’abilità alla parola si accompagna visivamente con il riconoscimento labiale che modula i suoni consentendo la comprensione e i significati.

Il diritto costituzionale alla salute e la libera scelta
2. Il diritto alla salvaguardia dell’abilità comunicativa verbale è un diritto previsto nella Costituzione Italiana mediante le prestazioni per il diritto alla salute.
Potenziamento e educazione all’uso corretto delle abilità è un diritto attualmente non pienamente esigibile in tutte le Regioni italiane e pertanto molti cittadini italiani non fruiscono di questo diritto fondamentale per l’autonomia personale. Dovrebbe pertanto essere compito primario dello Stato assicurare i servizi di diagnosi precoce e le prestazioni per lo sviluppo delle abilità per la
comunicazione basata sulla parola.
Assicurare questo diritto è condizione essenziale di libertà perché la parola è espressione diretta,istintiva e naturale per tutti gli uomini. Non è vera libertà quando la persona umana si trova a scegliere le altre forme di comunicazione mediate, che non hanno la caratteristica dell’universalità e non consentono la piena e permanente autonomia.
Scegliere fra la comunicazione orale e altre forme comunicative mediate sottende una “costrizione”al ricorso, apparentemente libero, ad opportunità comunicative quali il linguaggio dei segni, la comunicazione grafica o artistica.
Il linguaggio dei segni è una forma mediata, utile in determinate situazioni, che non garantisce la piena autonomia e l’universalità perché presuppone la sua conoscenza e l’uso appropriato da parte di tutti gli interlocutori. Il lis costituisce un’opportunità per il completamento dell’esercizio della comunicazione verbale, ma non può essere sostitutiva divenendo scelta obbligatoria condizionante e
quindi non libera.

Sordità e sordo-cecità: due disabilità con risposte totalmente differenti
3. In diverse iniziative legislative nazionali e regionali, per rafforzare l’adozione del linguaggio dei segni come lingua, viene affiancata la disabilità del sordo-cieco. Appare evidente la forzatura perché la persona non vedente non può utilizzare il linguaggio dei segni e il sordo cieco deve essere
educato al linguaggio tattile. Con il linguaggio “Malossi” si è di fronte ad una altra forma di comunicazione mediata, una grande opportunità di comunicazione attualmente essenziale per l’inclusione, essendo però consapevoli che, anche in questo caso, non si è di fronte ad una scelta libera.
Sulla base di queste considerazioni appare importante ribadire la scelta prioritaria del diritto alla salute e all’abilitazione orale da assicurare in ogni regione con specifici Centri audiologici dotato delle professionalità occorrenti.
Rendere obbligatoria la diagnosi precoce e il tempestivo avvio all’abilitazione, avvalersi della comunicazione scritta ricorrendo in modo massiccio alle tecnologie assistive, sono le scelte coerenti per garantire una autonomia soddisfacente come premessa per la piena cittadinanza.
Se dunque allo Stato italiano sta a cuore l’autonomia e la piena libertà dei propri cittadini allora si impongono provvedimenti che qualificano e potenzino l’esigibilità del diritto alla salute.

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