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Vincenzo Speranza: niente è impossibile!

Vincenzo Speranza nasce nel 1983 a Torre del Greco (Napoli) da genitori sordi. Si diploma a Padova come Tecnico chimico e biologico presso l’I.P.S.I.A. “Tommaso Pendola”. Nel 2009 vince la borsa di studio “Roberto Wirth” e studia per nove mesi presso la Gallaudet University, Washington D.C., specializzandosi nelle tecniche di insegnamento della Lingua dei Segni ai bambini sordi. Al suo rientro in Italia lavora presso il 173° Circolo Didattico dell’I.S.I.S.S. Magarotto di Via Nomentana, in qualità di docente esperto in bilinguismo. Da anni attivo nella comunità sorda, ha una provata esperienza nel campo dell’insegnamento della LIS a sordi e udenti. Dal 2015 al 2019 si trasferisce a Torino e insegna presso la Cooperativa Segni di Integrazione Piemonte. Attualmente è tornato a Roma dove lavora come consulente a distanza della BNL (Banca Nazionale del Lavoro).

1) Quali studi hai condotto alla Gallaudet University?
Mi sono occupato di Linguistica e ho appreso come creare materiale didattico destinato a studenti sordi e/o con altre disabilità o disturbi cognitivi, di apprendimento, eccetera. Ho studiato altresì varie tecniche di insegnamento e come mettere a punto i programmi dei vari livelli di istruzione sino alle scuole superiori. Ho avuto modo di fare esperienza diretta nelle scuole. Sono rientrato a Roma con un’idea: un progetto incentrato sul bilinguismo. Ho chiesto così la collaborazione di varie associazioni tra cui CABSS Onlus, la Cooperativa Sociale Il Treno, il Gruppo SILIS e l’ISISS Magarotto (173° Circolo Didattico). Ognuna di queste realtà ha garantito un sostegno economico affinché la mia idea prendesse forma. Il progetto in questione è “LISSIAMO” e ha avuto la supervisione della Dott.ssa Stefania Fadda, Direttrice di CABSS. Nasce per stimolare la consapevolezza, la conoscenza e il rafforzamento della LIS come lingua alla pari dell’italiano.

Speranza Enzo viverefermo

2) Quando hai esordito come interprete e in quali contesti hai lavorato?
La mia prima esperienza risale al 2010/2011 in occasione del Cinedeaf organizzato dall’ISSR di Roma. Io già lavoravo per loro come docente LIS e sono stato coinvolto nella selezione di materiale video nonché nell’attività di interpretariato per sordi stranieri, ad esempio per i registi e i loro staff. Inizialmente ho lavorato solo con la Lingua dei Segni Americana (ASL) che ho imparato presso la Siena School for Liberal Arts prima di partire per gli Stati Uniti. Alla Gallaudet ho imparato bene l’inglese e approfondito la conoscenza dell’ASL frequentando i sordi. In seguito, grazie all’ENS e all’ISSR, ho maturato esperienze all’estero e collaborato con altri interpreti sordi. Ho potuto così affinare la mia conoscenza della Lingua dei Segni Internazionale. Ad oggi mi trovo a fare da interprete in eventi di un certo rilievo come la GMS (Giornata Mondiale del Sordo) oppure quelli organizzati dalla WFD (World Federation of the Deaf) o da EUD (European Union of the Deaf). Si tratta di occasioni di prestigio cui partecipano personaggi di spicco della scena politica mondiale, tavole rotonde, incontri privati, eventi culturali e ricreativi sia in Italia che all’estero. Ho partecipato anche all’International Deafblind Expo e ho fatto da interprete per un gruppo di sordi durante alcuni workshop dedicati alla comunicazione con persone sordocieche, ipovedenti e affette dalla Sindrome di Usher.

3) Ti capita di collaborare con interpreti udenti?
Ho collaborato spesso con gli interpreti ANIOS ad esempio proprio durante il CineDeaf. Inoltre, due anni fa ho vissuto un’esperienza simile durante il seminario organizzato dall’ENS e tenuto da Paddy Ladd sulla Deafhood sia a Roma che a Bologna. È stata una bellissima opportunità che mi ha dato tanto. È lì che ho potuto approfondire le tematiche strettamente connesse all’etica e al ruolo dell’interprete professionista.

4) Quali lingue segniche conosci?
Conosco la LIS, l’ASL, International Signs (IS) e la Lingua dei Segni Francese (LSF).

5) Quanti sono all’incirca gli interpreti sordi in Italia?
Dovremmo essere in cinque ma solo due sono in possesso della certificazione di qualità valida sia per WFD che per EFSLI (European Forum of Sign Language Interpreters).

6) In Italia esiste un percorso formativo per interpreti sordi?
No. Per quanto attiene all’Europa se ne occupa EFSLI invece a livello mondiale WASLI (World Association of Sign Language Interpreters). Il mio sogno è quello di seguire una formazione specifica ed è ciò che conto di fare nel più breve tempo possibile.

7) L’Italia non ha ancora riconosciuto la LIS (Lingua dei Segni Italiana). Qualora accadesse, cosa pensi cambierebbe al ruolo professionale che ricopri?
Credo cambierebbe molto per gli interpreti. Saremmo finalmente considerati alla pari degli interpreti di lingue vocali e quindi godremmo di pieni diritti e maggior tutela.

8) Qual è il tuo motto?
Niente è impossibile.
Michele Peretti. Fonte: viverefermo.it

PER SAPERE DI PIU’
Enzo Speranza

Archivio delle interviste di M. Peretti

storiadeisordi.it 1