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Oltre i confini della speranza. Il libro di Chiara Paciello

“Vi racconto la mia sordita’ e la forza di ricominciare”

IL ROMANZO DI CHIARA APPENA PUBBLICATO L’AUTRICE DI FRASSO: «L’EMERGENZA ACUISCE LE DIFFICOLTÀ TIPICHE DEL NOSTRO VISSUTO».

«Oltre i confini della speranza» è il libro di esordio di Chiara Paciello, giovanissima autrice di Frasso Telesino che a 18 anni ha trovato la forza ed il coraggio di raccontare la sua disabilità – è sorda da quando era piccola – e la sua lotta contro il bullismo. Il libro della Paciello, edito da «2000diciassette», è stato pubblicato sulle librerie digitali il 28 febbraio mentre in Italia scoppiava l’emergenza del Coronavirus e così è diventato impossibile organizzare gli incontri di presentazione. Ciò nonostante, «Oltre i confini della speranza» è diventato in poche settimane best seller di «Ibs.it». Ma non è questa la preoccupazione principale che Chiara deve affrontare a causa dell’epidemia: per soggetti affetti da sordità infatti, così come la stessa giovane autrice sannita spiega, il coronavirus non ha fatto che acuire le difficoltà di tutti giorni.
Un libro, il suo, che accompagna il lettore in un racconto crudo e realistico, ma allo stesso tempo profondo ed affascinante, della sua lotta contro il dramma della sordità che ha dovuto combattere fin da quando era bambina, affrontando il gelido cinismo dei bulli che tentavano di ferirla e farla sentire inadeguata, al solo scopo probabilmente di coprire le loro piccolezze, meschinità e paure. Contro chi si prendeva gioco della sua disabilità e della sua fragilità Chiara ha risposto lottando e trovando dentro di sé il coraggio per raccontare la sua storia.

Oltre i confini della speranza di Chiara Paciello

Chiara, come è nato questo suo libro d’esordio?
«Diciamo che scrivere un libro non è mai facile, soprattutto quando scegli il genere autobiografico perché sei chiamata a mettere su carta e foglio, scritto nero su bianco, quella che è la tua vita. Decidi di aprirti con il mondo, di aprire quelle porte serrate da troppo tempo, e sai, che non tutti saranno in grado di entrarci e di scoprirti, anzi, spesso è più semplice far finta di nulla. Pretendiamo di conoscere, ma non siamo in grado di conoscere. Pretendiamo di non essere giudicati, ma siamo i primi a giudicare. I miei bulli mi dicevano di morire, io invece, ho preso foglio e penna e ho iniziato a scrivere la mia storia. Spesso non credevo nelle mie capacità, gli altri me le facevano notare, ma io ero troppo presa da quello che i bulli mi dicevano e non le vedevo. Allora ho deciso di sfidarmi, mi sono sfidata e ho vinto. E così è nato il mio primo romanzo».

Qual è il messaggio che ha voluto trasmettere raccontando la sua storia?
«Il libro è basato sulla mia storia reale e per me, averlo scritto, rappresenta la rivincita più grande. Ricominciare è il verbo più affascinante che esista in quanto implica la possibilità di cominciare laddove si ha avuto paura di finire. Il messaggio che ho voluto trasmettere è quello di non pagare il male con la stessa moneta, ma continuare a fare quello che hai sempre fatto nella tua vita, il bene. Ma ho deciso di scrivere il libro anche per un altro motivo, volevo raccontare la sordità. Si sente parlare in giro molto di questo problema, ma poi non lo si conosce come si dovrebbe. Sappiamo cosa vuol dire essere sordi, ma non cosa provano i sordi, quali sono i loro sentimenti e le loro emozioni».

Come sta vivendo questi giorni di quarantena e quali sono le difficoltà che sta incontrando?
«I sordi ogni giorno devono superare mille e mille difficoltà e soprattutto in questo periodo di epidemia queste difficoltà aumentano ancora di più. È problematico per noi chiedere aiuto se c’è necessità, non sentiamo il cellulare e con le mascherine non è possibile leggere il labiale. Ma in questi giorni difficili per tutti vorrei che arrivasse il messaggio di speranza che è contenuto in questo libro: gli ostacoli insormontabili non esistono, siamo noi che decidiamo di definirli tali».
Vincenzo De Rosa. Fonte: ilmattino.it

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