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1784 – Istituto Statale dei Sordomuti in Roma

Nei tempi degli antichi greci i sordomuti erano soppressi per legge in quanto considerati inutili. Invece i Romani con i loro editti ritenevano i sordomuti “deficienti ed ineducabili” e li tenevano in stato di schiavitù fino a quando non arrivarono i primi segni del cristianesimo e le loro condizioni cominciarono a migliorare per opera della pietà nello spirito del Vangelo di Cristo. Ma lo Stato continuava a sottovalutarli fino a quasi il nostro secolo.
La miseria medioevale colpiva soprattutto i sordomuti destinandoli a lavori disumani in sofferenza ed umiliazione. Non sapevano però reagire dignitosamente perché si trovavano nella completa ignoranza ed alcuni erano drammaticamente abbandonati. Erano questi episodi da non poter descrivere per la triste immagine dell’epoca.

Istituto Statale dei Sordomuti in Roma Via Nomentana
Istituto Statale dei Sordomuti in Roma Via Nomentana

Ingresso Istituto
Ingresso Istituto

Di conseguenza i sordomuti di Roma come del resto d’Italia furono privi della minima istruzione, salvo pochi casi, cioè quelli istruiti a spese delle proprie famiglie da parte di studiosi, educatori e ricercatori in base agli scritti metodici in uso nelle scuole per sordomuti nell’Europa del secolo XVII.
Intanto iniziavano nello stato pontificio le opere di carità che portarono alla diffusione della fede e della carità mediate numerose istituzioni, ma nessuno riuscì ad educare i sordomuti.
Soltanto nel 1783 il buon sacerdote circostariale Pasquale Di Pietro aveva udito da alcuni portavoce le esperienze dei paesi europei in cui esistevano qualificati Istituti per sordomuti. Egli convince il suo amico l’Abate Tommaso Silvestri a recarsi a Parigi per constatare le cose da loro dette.
Il 9 settembre 1783 l’Abate Tommaso Silvestri, dopo essersi incontrato con il Sac. Carlo Michele De L’Epee, primo direttore dell’Istituto pubblico per sordomuti di tutta Europa, apprese le prime necessarie nozioni dell’arte per l’insegnamento ai sordomuti, in seguito tornò in Italia per realizzare la prima scuola per i sordomuti in casa dell’ avv. Di Pietro in Via dei Barbieri n. 6, così come inciso sulla lapide “Il 5 gennaio 1784 Pasquale Di Pietro apriva scuola pubblica per i sordomuti e Tommaso Silvestri – alunni e alunne della vita sociale e partecipi faceva con l’insegnamento orale provvidamente”.
La scuola non si protrasse regolarmente nel tempo a causa della morte del primo educatore dei sordomuti in Italia l’Abate Silvestri, nonché del benefattore Di Pietro (1804) e per le vicende difficoltose di natura economica del convitto, anche se esso sostenuto dalle opere buone.

Leone XIIIl Pontefice Leone XII lo seguì costantemente e quindi chiamò le suore di Nostra Signora di monte Calvario nel 1827 perché prendessero in gestione la scuola per le sordomute.
Successivamente la gestione passò allo Stato sotto il pontificato di Gregorio XVI nel 1842 presso l’Ospizio di Santa Maria degli Angeli alle Terme Diocleziane, Istituto che venne inaugurato alla presenza del Papa.
La sezione maschile venne affidata ai padri somaschi e la sezione femminile alle Suore di N.S. del Monte Carmelo mentre la Direzione fu assunta dei Somaschi e la commissione dell’Istituto era presieduta dal porporato nominato dalla Santa Sede.

Gregorio XVIFu così che le cose iniziarono a consolidarsi.
Con la sua bolla pontificia stabilì che tutti i sordomuti (dal XII anno al XVI anno) che erano nello suo stato dovessero essere ammessi all’unico istituto.
Nel 1858 il pontificio Istituto fu dichiarato di diritto pubblico fino al 1870 e poi la nuova denominazione “Reggio Istituto Sordomuti di Roma” fu riconosciuta a tutti gli effetti dallo Stato italiano e funziona tutt’oggi.
L’attuale sede è in Via Nomentana n.54 il nuovo edificio fu realizzato nel 1889.
I primi allievi erano otto sordomuti (6 maschi 2 femmine) successivamente il numero degli allievi aumentò fino ad una punta massima di 300 allievi di ambo i sessi.
L’istituto romano è il primo Istituto per l’educazione dei sordi in Italia e guida la propria istituzione da moltissimi anni.
I primi cento anni furono travagliati a causa di divergenze direttive sui metodi per l’istruzione ai sordi (mimico-gestuali, misto orale e gesti naturali) ma le successive decisioni del Congresso di Milano del 1880 furono per l’applicazione del metodo detto “moralismo”.
Con il R.D. 26.4.1928, n. 1297 concernente l’approvazione del regolamento generale sui servizi dell’istruzione elementare dello Stato venne sancita, fra l’altro, tutta la disciplina dell’ordinamento dell’Amministrazione dell’Istituto palermitano ed anche degli altri due istituti statali per sordomuti di Italia (Roma e Milano). Questa venne affidata al Consiglio di Amministrazione composto da un presidente e da tre consiglieri (uno dei quali possibilmente in rappresentanza dei sordomuti e del direttore dell’Istituto stesso) ed eventualmente da altri due membri designati da enti pubblici, per il mantenimento di non meno di 25 posti gratuiti. Il Presidente ed i membri del Consiglio di Amministrazione, ad eccezione del direttore, sono nominati su proposta del Ministero della pubblica Istruzione con apposito decreto presidenziale (art. 474).
Negli anni cinquanta l’Istituto Statale si è arricchito di nuovi importanti servizi per l’innovazione riabilitativa didattica: centro audiologico, fonoiatrico e di psicologia sperimentale, nonché il servizio diagnostico, l’attività di otorinolaringoiatria e la rivista pedagogica e scientifica per sordi “Udito-Voce-Parola”, diretta dal Prof. Decio Scuri ed edita nel suddetto complesso romano (1957).
Nella medesima istituzione funziona regolarmente la scuola materna ed elementare nonché i corsi di avviamento professionale, dai tempi della costituzione.
Il progressivo inserimento scolastico dei sordi nelle scuole normali segna un notevole calo nell’affluenza scolastica degli alunni portandola al minimo numero storico dei non udenti continua – però – a sussistere l’attività con le nuove esperienze didattiche aggiornate ed il servizio di riabilitazione più perfezionata per i più piccoli nonché l’attività informatica, grazie alla capacità manageriale ed all’intuizione dell’attuale direzione.
Di recente è stato aperto in via sperimentale il centro pomeridiano per i bambini che frequentano le scuole pubbliche con il costante e valido aiuto del supporto di preparazione scolastica di educazione al linguaggio.
Oggi si inizia a considerare la gamma di scelte tra il metodo mimico-gestuale e l’oralismo, e quale sia più opportuno per lo sviluppo intellettivo dei soggetti, tuttora ancora in fase di ricerca.
A differenza degli Istituti Statali dei sordomuti di Palermo e di Milano l’Istituto romano stimola energicamente la vitalità sotto la costante attenzione del competente organo di gestione per garantire le aspettative “infinite” dei non udenti.
L’Istituto di oggi funziona anche mediante servizio convittuale per le famiglie più lontane ed il semiconvitto con il servizio di trasporto.

A ROMA IL PRIMO ISTITUTO DEI SORDOMUTI DI ITALIA

Si è molto discusso se la prima scuola per sordomuti forse a Roma o a Napoli, ma ormai gli educatori studiosi hanno la certezza che il primo Istituto di Italia fu a Roma e soprattutto che il primo educatore dei sordomuti di Italia fu l’Abate Tommaso Silvestri. Questa verità storica è esaurientemente documentata da Padre Alfredo Morbidi (direttore dell’Istituto Pendola nel 1893) e dalle seguenti parole dello stesso Silvestri “Non doveva per allora aprirsi la scuola: ma vi fu l’Autorità Suprema che mi determinò e l’incominciai il 5 gennaio 1784 con quattro sordomuti e due sordomute…. In pochi mesi già taluni parlavano, tutti scrivevano, chi più chi meno, i principi grammaticali assai bene. Divulgatosi il successo, da Modena mi fu diretto un amabile gentiluomo Giovanni Agazzini, della Real Corte di Napoli il dì 11 ottobre di detto anno un sacerdote Benedetto Cozzolino da Resina e da Mons. Vescovo di Malta altro Sacerdote, Salvatore Sapiano il dì 4 aprile 1785, per istruirli, intenzionati d’introdurre e stabilire la scuola nei loro domini e giurisdizioni”. Questa è una chiara affermazione che l’Istituto di Roma fu il primo di tutti i tempi nel nostro paese. Il secondo istituto sarà a Napoli (1788) ed il terzo a Genova (1802) e così via.

SCUOLA DI METODO “TOMMASO SILVESTRI”

Nel 1939 fu fondata dal dott. Alessandro Gaddi, direttore dell’omonimo istituto e già direttore dell’Istituto statale di Milano dal 1933 al 1939, l’importante scuola di metodo annessa all’istituto governativo di Roma e portò la denominazione in onore del primo educatore dei sordi in Italia “Abate Tommaso Silvestri”.
Il Prof. Gaddi fu considerato molto esperto nell’educazione dei sordi e fu direttore della scuola di metodo di Milano oltre che insegnante per molti anni per formare i maestri nella specializzazione dell’arte dell’insegnamento, e per tale occasione desiderava aprire un’analoga scuola nella capitale.
Quella di Roma era la quarta scuola di metodo autorizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione dopo Milano (Cardano nel 1836), di Siena (Pendola nel 1880) e Napoli (Cozzolino nel 1906).
Altre scuole di metodo dopo Roma furono: Fratelli Gualandi di Bologna (1958), Enrico Scuri di Palermo (1959), Lorenzo Prinotti di Torino (1969) ed ultima l’Istituto Provinciale di Venezia (1979). L’attività della scuola di metodo “Silvestri” venne sostituita dai nuovi corsi in programma presso il Ministero della Pubblica Istruzione per i corsi biennali monovalenti e polivalenti per la specializzazione degli insegnanti di sostegno (1986).

L’ABATE TOMMASO SILVESTRI

Tommaso SilvestriNacque a Trevignano Romano il 2.4.1744, fu il secondogenito di un famiglia numerosa, scelse la vocazione religiosa e frequentò il seminario di Sustri. Ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1767.
La sua prima attività pastorale fu di Cappellano della parrocchia locale, ed ebbe ottime doti di carità verso le gente più umile, povera ed emarginata di quei tempi.
Intanto aveva sentito parlare dei sordomuti, ma lui ancora se ne occupava quando incontrò il suo amico Pasquale Di Pietro che, conosceva il grande educatore dei sordomuti l’Abate De L’Epee di Parigi.
Per il suo desiderio di aprire una scuola adatta per i sordomuti anche lo stesso Silvestri cominciò a sentire nella sua anima la dedizione apostolica ai sordomuti e successivamente accettò di andare a Parigi per apprendere la metodologia per l’insegnamento ai sordomuti a spese del suo amico (1783). Dopo 6 mesi di permanenza a Parigi fondò la sua scuola per i sordomuti a Roma con il metodo orale sperimentato da lui con i buoni risultati.
Questo significa che non applicò completamente il metodo di De L’Epèe sull’istruzione dei sordomuti (metodo mimico-gestuale, dattilologia, visivo-grafo-scrittura). Grazie alla frequenza a Parigi poté realizzare la prima scuola per sordomuti e si dedicò completamente aggiornando e perfezionando l’esperimento sull’istruzione dei due metodi.
La scuola di Silvestri fu aperta a tutti gli illustri visitatori ed a coloro che volessero seguire l’istruzione dei sordomuti per la fondazione delle loro scuole negli stati italici di tale epoca.
Tra questi erano il noto abate Benedetto Cozzolino inviato dal Re delle due Sicilie, Padre Lorenzo Hervas di Spagna e Don Salvatore Sapiano mandato dal Vescovo di Malta che furono preparati nell’arte dell’insegnamento ai sordomuti da Silvestri.
Gli scritti sui metodi per l’istruzione ai sordomuti, che dovevano essere pubblicati, non furono completati a causa dalla morte prematura di Silvestri. Il suo primo manoscritto fu scoperto per caso dopo 100 anni da uno dei suoi successori che lo pubblicò “ Maniera di far parlare e d’istruire speditamente i sordi e muti dalla nascita” che comprendeva l’esperimento dell’educazione con la parola viva in base al metodo di Amman (oralismo), il quale fu considerato uno dei padri del metodo dell’oralismo in Italia.
Ritiratosi nella sua località natale dove pochi giorni dopo si spense serenamente il 7 settembre 1789. Fu seppellito nella chiesa di Santa Caterina a Trevignano Romano dove era stato Cappellano.
L’Abate Tommaso Silvestri fu il primo prestigioso educatore dei sordomuti ed ogni anniversario, per omaggio alla memoria, viene commemorata la figura del padre degli educatori italiani per sordi.
Nel settembre 1989 è stato commemorato storicamente in occasione del bicentenario della sua morte l’Abate Tommaso Silvestri in presenza di Sua Santità Giovanni Paolo II in località Trevignano. Il Pontefice ha recato il suo omaggio alla venerata tomba dell’abate Silvestri ed ha pronunciato un bellissimo discorso alla presenza di oltre 6000 sordomuti venuti da tutte le parti di Italia per la commemorazione dell’Abate. Per lui resta l’eterno ricordo nella storia dell’educazione dei sordi.

Tomba di Tommaso Silvestri

DON CAMILLO MARIANI

Il successore dell’Abate Silvestri assunse la direzione dell’Istituto governativo dei sordomuti di Roma e mantenne la linea di Silvestri sul metodo della parola viva circa l’insegnamento speciale dei sordomuti.
L’Abate Gioazzini e l’Abate Ralli erano succeduti nell’insegnamento al Mariani che abbandonarono il metodo dei predecessori ed iniziarono il metodo dell’Abate De L’Epee (lingua dei segni). In seguito passarono alla preparazione metodica in Genova con Padre Ottavio Assarotti degli Scolopi sull’istruzione dei sordomuti con il supporto del linguaggio gestuale, della dattilogia e scrittura, mediante il metodo grafo-visivo e senza la parola viva.
Intanto il Pontificio Governo nominò il Sac. Francesco Morani alla direzione dell’Istituto Sordomuti nel 1843.

DON CARLO MUTI

Nel 1865 Don Muti che era il direttore dell’Istituto governativo dei sordomuti di Roma decise di ripristinare la didattica dell’insegnamento del linguaggio parlato progettato dell’Abate Silvestri con la collaborazione di Suor Margherita Kuntz.

FIGLIE DI N.S. DI MONTE CALVARIO

E’ la congregazione fondata da Virginia Centurione Bracelli in Genova dedicata ai miseri e diseredati e che operò diffusamente in Italia.
Papa Leone XII chiamò le suore per servire alla attività di cucina e guardaroba nel 1827 nonché come maestre dei sordomuti dopo aver ottenuto l’apposita abilitazione.
La riorganizzazione dell’Istituto a cura del Pontificato di Gregorio XVI conferma che la suddetta congregazione continua a tenere la gestione della sezione femminile.

PADRI SOMASCHI

Nei tempi i padri somaschi si occuparono dell’educazione dei sordomuti della sezione sordomuti dell’Istituto di Venezia dal 1861 al 1873 e dal 1922 al 1929 e dal 1842 all’Istituto statale Sordomuti di Roma nello spirito di San’Agostino che fu il primo santo a parlare dolcemente ad un sordomuto.
Nel 1909 i suddetti secolari vennero sostituiti da civili sotto la nuova direttiva dello Stato italiano.
Per questo essi non operano più per i sordomuti ma recano la loro opera per altre finalità dei rami della loro congregazione.
La congregazione dei padri somaschi fu fondata da San Girolamo Emiliani a Somasca (Bergamo) dove risiede la Casa Madre nel 1535, che è un ordine di chierici regolari sotto la regola di Sant’Agostino e la cui finalità è l’educazione dei giovani poveri, soprattutto degli orfani. Oggi conta circa 400 membri divisi in più di una settantina di case.

SANT’AGOSTINO AURELIO (453-430)

Santo e dottore della Chiesa, la sua fama di santo è conosciuta da tutti poiché scrisse molte pubblicazioni religiose. Conversò più volte con i sordomuti, che egli difese dai pregiudizi dell’epoca, come quali ignoranza ed isolamento. Riconobbe sul sordomuto possibili manifestazioni dell’anima ma non pensò alla possibilità di educarlo perché l’infermità gli precludeva la conoscenza della fede. Il sordomuto dalla nascita infatti non può apprendere le lettere per le quali gli é possibile entrare nella comprensione della fede. Così si esprime Sant’Agostino. Questo era il primo santo che si occupò di sordomuti, appena dopo i tempi romani.
Gli educatori e studiosi si convinceranno della possibilità dell’istruzione ai sordomuti dopo 1200 anni da lui.

Note di evidenza e riepilogative

1784 – Fondazione del primo Istituto per sordomuti ad opera dell’Avv. Pasquale Di Pietro e del primo educatore Abate Silvestri nella sede di Via Barberi n.6;
1789 – La morte di Tommaso Silvestri;
1827 – Entrata delle Suore di N.S. del Carmelo per la sezione femminile su invito di Leone XII;
1842 – Struttura giuridica dell’Istituto riorganizzata da Gregorio XVI. La sede dell’Istituto era nei pressi della Terme di Diocleziano;

1842 –  I padri somaschi assumono la direzione della sezione maschile;

1854 – La bolla pontificia sancì l’unica affluenza dei sordomuti all’Istituto di Roma per il suo Stato;
1858 – Riconoscimento giuridico di pubblico Istituto;
1870 – Variante denominazione al Regio Istituto Sordomuti in Roma;
1880 – Applicazione definitiva del metodo oralismo;
1889 – Inaugurazione della nuova sede di Via Nomentana 54-56;
1904 – I padri somaschi lasciarono la direzione dell’Istituto;
1910 – La direzione dell’Istituto viene affidata ad un laico;
1928 – Ordinamento dell’Istituto in diretta dal Ministero della Pubblica Istruzione con R.D. 26.4.1928, n.1297;
1939 – Fondazione della scuola di metodo “Silvestri”;
1952 – Inizio delle serie di innovazioni rieducative per i sordi sotto la direzione del Prof. Decio Scuri;
1957 – Primo periodico “Udito-Voce-Parola”;
1980 – Inizio del calo dell’affluenza fino al minimo storico per l’inserimento scolastico;
1987 – L’Istituto si arricchisce di nuovi servizi: attività informativa, servizio di demutazione per i più piccoli, centro pomeridiano per non udenti frequentanti alle scuole dei normali;

is001 (2000) Franco Zatini

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