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1834 – Istituto La Piccola Casa della Divina Provvidenza (Istituto Cottolengo) Sezioni Sordomuti in Torino

La fama dell’Istituto Cottolengo di Torino nella sua meravigliosa storia di carità iniziata da San Giuseppe Cottolengo che raccolse gli ammalati, i derelitti, bambini deformi, i deficienti ecc. con un enorme opera umana dal lontanissimo 1827.
In questa esisteva un Istituto proprio per la scuola dei sordomuti suddiviso in due “famiglie” o “sezioni” di sordomuti, questa testimonianza si legge nella biografia del fondatore ed il suo successore Can. Bosso segnava la data d’inizio.  Era verso il settembre 1834.
Il Santo ricevette, per la prima volta, una sordomuta nella sua casa, cercò successivamente e trovò una casa più grande da affittare e poco dopo una quarantina di sordomuti erano in Valdocco, nella città di Torino.
Il Cottolengo non aveva alcun problema per mantenerli. Esisteva invece per istruirli per il suo desiderio di educarli cristianamente attraverso la scrittura o altro modo.
Per merito della Provvidenza questo Santo incontrò il suo amico Cav. Gonella al quale confidò la sua preoccupazione per l’istruzione adatta per i sordomuti: in casa di Gonella c’era un giovane sordomuto Paolo Basso, già istruito dall’Abate Assarotti di Genova. Costui quando seppe della nuova istruzione venne ad offrirsi come maestro. Il Cottolengo lo accettò con tanto gioia ed iniziò così la scuola convitto per due famiglie di sordomuti.
Le cose procedevano bene nella scuola per i sordomuti dell’Istituto Cottolengo con il metodo mimico.gestuale, il metodo “oralismo” venne poi realizzato verso il novecento.
Nel 1848 venne istituita la “terza” famiglia dei sordomuti, quel la claustrale per volontà del gruppo delle sordomute ed accettata dal P. Luigi Anglesio, successore di Cottolengo che tratta la forma della famiglia religiosa composta dalle “suore sordomute”.


La “scuola per sordomuti” di Cottolengo non funzionò più da moltissimo tempo essendo l’incarico di assistenza passato alle Amministrazioni Provinciali ed essendo la Piccola Casa istituita per i poveri che non vengono accettati in altri Istituti. Inoltre a Torino vi erano due Istituti  per l’educazione dei sordomuti.
Ma nell’Istituto Cottolengo vengono accettati sempre i sordomuti respinti dagli altri Istituti perché considerati “pluriminorati” con cura caritatevole e tentando di aiutarli ad occuparsi di qualche cosa nei limiti delle loro capacità mediante i lavori  semplici ma utili come mulino, panetteria, sartoria, lavanderia, colono, addetto alla pulizia ecc. presso le varie case della grande opera Cottolengo.
Nella storia dell’educazione dei sordomuti é evidente la traccia l’istituto Cottolengo si occupava della scuola per sordomuti dalla fondazione fino agli anni venti e trenta del novecento.

GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO
Nacque a Bra il 3 maggio 1786, zelante religioso si adoperava alle Opere caritatevoli ed altruistiche, fondò dapprima a Torino la Casa della “Volta Rossa” (1827) per ammalati e derelitti e successivamente (1832) nella regione di Valdocco, la Piccola Casa della Divina Provvidenza che ricovera bambini deformi, deficienti, ammalati gravi ecc. Istituì la Congregazione delle figlie di San Vincenzo ed altre comunità maschili e femminili di assistenza
Morì in odore di santità a Chieri (Torino), presso la casa di suo fratello sac. Luigi, il 30 aprile 1842. Fu canonizzato da Papa Pio XI nel 1934.
Fu uno dei pochissimi canonizzati che si occupava di persona dei sordomuti ai quali parlò affettuosamente con sufficienti gesti durante le funzioni religiose e la ricreazione.
Fondò tre importanti famiglie di sordomuti: sezione maschile, sezione femminile e la comunità religiosa delle sordomute. Quest’ultima fu realizzata dal suo successore al quale lui l’aveva raccomandato.

PAOLO BASSO
Il Cottolengo, accettando l’offerta del sordomuto Paolo Basso istruito dall’abate Ottavio Assarotti nell’Istituto di Genova, lo invitò a sostenere con lui l’insegnamento ai fanciulli sordomuti appena fondato l’Istituto. Era vedovo e viveva con il figlio Ottavio, morto prematuro, nella casa del Cav. Gonella dove fu incontrato per la prima volta dal Cottolengo.
In segno di riconoscenza verso il Signore accettò l’abito religioso dei Fratelli di San Vincenzo per mano del Santo Cottolengo e l’incarico di istruire i piccoli sordomuti con il metodo mimico-gestuale la dattiloloqia e la scrittura e non solo questo ma anche la formazione dell’arte per l’insegnamento dei sordomuti ai maestri, alle maestre, ai religiosi ed alle religiose per la continuità dell’opera dedicata ai sordomuti.
Si trasferì poi al Reqio Istituto di Torino come maestro nel 1863. Morì in umiltà e silenzio. Fu considerato il primo sordomuto maestro nel famoso Istituto del Cottolengo e soprattutto l’istruttore sordo per la formazione dell’arte nell’insegnamento specializzato dei sordomuti.
L’associazione locale dei sordomuti torinesi aveva onorato il suo nome. Si chiama infatti Associazione Paolo Basso di Mutuo Soccorso fra i sordomuti di Torino. Successivamente fu costituita la nuova sezione torinese dell’Ente Nazionale Sordomuti portando ancora il nome dell’antico sodalizio “Paolo Basso” presso il Centro Anziani della medesima Sezione.
Il nobile gesto dell’ENS in onore di Basso a renderlo, infatti, che non é giusto far scomparire la figura di questo sordomuto che come molti altri educatori sordi d’Italia hanno fatto molto per i loro frate1li silenziosi in quel tempi non facili.

CONGREGAZIONE SUORE SORDOMUTE
Nell’Istituto Sordomuti di Valdocco un giorno il Cottolengo ammise una bambina di sei anni da Benevagienna, sordomuta, chiamata Maria Margherita Bosso, la quale non stava volontieri in Istituto e piangeva continuamente. Quando il Santo recò al suddetto Istituto lo seppe, rivolgendosi alla Superiora le disse: “sta bambina avrà qualcosa di buono e non morirà semplicemente sordomuta” e l’accarezzò dolcemente.
Questa era la profetizzazione del Santo Cottolengo infatti Margherita entrò fra le Suore sordomute ed assunse il nome di Suor Maria della Visitazione. La sua vita fu molto esemplare e zelante nell’umile servizio e morì in fama di santità. Nella famiglia femminile dell’Istituto sordomuti il Cottolengo predisse che si sarebbe formata una famiglia claustrale che avrebbe lavorato per l’educazione religiosa.
Infatti alcune bambine diventarono suore non appena fu istituita la Congregazione delle Suore sordomute del Cuore di Maria per opera del suo successore Padre Luigi Anglesio, il 12 settembre 1848.
È questa la prima congregazione formata dalle stesse religiose sordomute nella storia religiosa dei sordomuti d’Italia e del mondo.
Attualmente le sordomute di questa comunità operano per i lavori femminili nelle case sparse della Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata da lui, nonché alcune di loro gia prestano servizio nelle corsie.
Li e’ ancora il ritrovo del capitolo annuale oltre della vita religiosa superata del sistema claustrale con nuova esperienza all’aperto per dedicarsi alla evangelizzazione ed alla coltivazione della nuova vocazione fra le sordomute ed i sordomuti per il bene verso Dio e verso il prossimo.
Queste suore ammontano oggi ad una cinquantina e vengono chiamate anche “cottolenghine”.

NOTE D’EVIDENZA E RIEPILOGATIVE
1834 – Apertura dell’Istituto dei sordomuti: sezione maschile e   sezione femminile.
1835 – Opera del primo maestro sordo Basso all’Istituto suddetto.
1842 – Morte del San Giuseppe Benedetto Cottolengo
1848- Fondazione della Congregazione delle Suore sordomute del    Sacro Cuore di Torino
1920 – L’anno presumibilmente della cessazione dell’attività scolastica speciale salvo il ricovero dei sordomuti con altri problemi di handicap respinti degli Istituti per Sordomuti.
1965 – L’abolizione della clausura delle suore sordomute ed
iniziò delle opere caritatevoli in esterno e della divulgazione delle nuove vocazioni delle stesse.

is019 (1990) – autore Franco Zatini

INFO:

Istituto Cottolengo

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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini