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1863 – Istituto Provinciale Lorenzo Apicella per Sordomuti di Molfetta (Bari)

A Napoli esisteva l’Istituto religioso della Pia Casa Arcivescovile locale, fondato dal Padre Luigi Aijello, dei Frati Bigi della Carità, dove anche i sordomuti provenienti dalla Puglia venivano “ricoverati”. Padre Aijello si recò un giorno a Molfetta e nei Comuni limitrofi per la raccolta della beneficenza su invito del suo amico Sacerdote Giuseppe Pansini ed alcuni benefattori di quei luoghi gli proposero di fondare anche a Molfetta una scuola per sordomuti e la loro idea fu valutata dal padre Aijello ed in seguito affidata al giovane confratello napoletano il sacerdote Lorenzo Apicella.

Lorenzo Apicella
Lorenzo Apicella

Nel 1863, il Padre Luigi Aijello accettò di dirigere la missione per sordomuti di Puglia e fondò la scuola per la loro istruzione presso il Palazzo Rossi di Via Sant’Angelo, a Molfetta, con i primi tre sordomuti. Un anno dopo, la scuola fu trasferita a Villa Nesio in Via Giovene, e quella villa prese il nome di “Pia Casa per Sordomuti” e fu acquistata dallo stesso Apicella, che accolse altri sordomuti e nel 1873 prese in affitto un nuovo locale per installarvi la sezione femminile presso l’ex Convento dei Cappuccini in Via S. Lucia, concesso quello dal Comune locale, affidandone l’insegnamento, l’assistenza e la cura interna ad un ordine di suore, anche quello da lui fondato, la Congregazione delle Suore salesiane della Visitazione, poi riformate dal sacerdote Filippo Smaldone, nel 1890, nelle “Suore salesiane dei Sacri Cuori”.

Istituto Provinciale "Lorenzo Apicella"
Istituto Provinciale “Lorenzo Apicella”

Per la gestione e l’assistenza ai sordomuti poveri a Napoli, da parte della Congregazione salesiana, dove il sacerdote Apicella era condirettore, va ricordato che alla riunione del Capitolato, a Torino, era presente anche don Giovanni Bosco, poi fatto Santo, e si parlò del progetto di Apicella e dei suoi confratelli ma la decisione non fu accettata, anche se Don Bosco volle precisare queste due parole: “per ora”, che non escludevano l’accettazione in futuro.

Intanto, con pubblico testamento datato 28 marzo 1893, il Padre Lorenzo Apicella decise di donare la “Pia Casa per Sordomuti!” all’Amministrazione Provinciale di Bari con l’obbligo però di continuare a mantenere quell’opera per l’educazione e l’istruzione dei sordomuti.
Quel testamento fu accettato incondizionatamente dal Consiglio Provinciale di Bari, in data 7 aprile 1893, e successivamente, il 6 febbraio 1895, lo stesso Consiglio deliberò di dichiarare la “provincialità” dell’Istituto intitolandolo al nome dell’Apicella e affidandolo ad una commissione amministrativa che lo gestisce ancora oggi.
Nei primi tempi, l’istruzione dei sordomuti avveniva con il metodo mimico-gestuale, come si usava anche nell’Istituto napoletano, da cui la scuola di Bari proveniva, ma quel sistema fu poi sostituito dal criterio della “parola viva”, adottando con qualche anno di ritardo la decisione internazionale degli educatori dei sordi su “oralismo” (Milano, 1880, N.d.R.).
Nel 1907 il nuovo edificio costruito in Corso Fornai n.1 (dove tuttora ha la sede l’«Apicella») accolse più decorosamente gli alunni e le alunne, che disponevano di tutte le strutture necessarie per il funzionamento del complesso scolastico, in un’atmosfera modera, che allora ospitava anche la sezione dei non vedenti.
L’Istituto ottenne il riconoscimento dello Stato alla parificazione della scuola pubblica ai sensi della Legge 31 dicembre 1923.
La struttura ospitò, oltre l’attività didattica speciale, i laboratori di addestramento professionale.
Nel 1929 la sezione femminile dell’Istituto fu affidata alla Superiora delle Suore Salesiane dei SS. Cuori che la diresse fino al 1989 mentre la direzione didattica del complesso fu tenuta da un laico fino al 1947, passando poi ad un religioso della Congregazione della Piccola Missione per i sordomuti, ma nel 1957 tornò ancora un laico a dirigere quell’Istituto provinciale, e tale è rimasto fino ad oggi.
Oggi quell’Istituto Apicella rappresenta il Centro scolastico per sordi più rinomato di Puglia, per la sua specifica esperienza didattica verso i sordi, dalla scuola materna, questa intestata ad “Arduino Rana”, fino alla scuola media. Nel 1949 gli alunni ed alunne sordi erano 240, mentre nel 1964 si contavano oltre 340 studenti con deficit uditivo. L’Istituto aveva annesse le scuole professionali e, dal 1954, il centro di rieducazione acustica, oltre ai servizi di logopedia e ortofonia, creati negli anni Ottanta.
Nel progresso della società i sordi che abitano in città o paesi vicini all’Istituto sono accettati in esternato con un apposito servizio di trasporto da e verso casa propria, mentre coloro che abitano più lontano, possono fruire del convitto e tornare a casa loro per i fine settimana.
Attualmente, l’Istituto non funziona più come una volta, gli alunni sordi sono pochi, anche se l’Amministrazione Provinciale di Bari è disposta ad offrire varie possibilità ai non udenti per essere sempre vicini agli affetti familiari per il tempo più lungo possibile e di avere esperienze del mondo degli udenti ad un opportuno inserimento sociale mentre nell’Istituto gli alunni sordi sono seguiti da insegnanti ben qualificati, che applicano le innovazioni metodologiche più opportune.
Nonostante tutta la buona volontà, la direzione dell’Istituto ha dovuto sospendere, negli anni Novanta, l’attività del convitto, svolgendo solo attività di “esternato” e per tale motivo gli alunni sono ulteriormente diminuiti ed ora che frequentano sono in pochissimi.
L’Istituto Apicella non conosce ancora la sua sorte, tutto dipende da cosa deciderà l’Amministrazione Provinciale di Bari.

Il Consiglio dell’Istituto
La gestione dell’Istituto è affidata al “Consiglio Direttivo” composto dal Presidente, nominato dell’Amministrazione Provinciale di Bari e che fa parte del Consiglio Provinciale, e da altri quattro membri, tre eletti dal Consiglio medesimo ed uno nominato dal Consiglio Comunale di Molfetta.
Il personale della scuola è costituito, oltre che dal Direttore dell’istituto, da insegnanti specializzati e da personale ausiliario ed operai che dipendono dalla Provincia di Bari.

Sac. Lorenzo Apicella
Nato a Napoli e ordinato sacerdote nell’ordine dei Frati Bigi, fu maestro dei sordomuti ed è stato formato da Don Luigi Ajiello a Napoli. Fu questi che suggerì ad Apicella di aprire una istituzione in Puglia. Don Lorenzo accettò con entusiasmo quella proposta e, dopo la morte di Ajiello, il Padre Apicella assunse il doppio incarico di direttore a Napoli e a Molfetta. Successivamente, don Lorenzo lasciò Napoli e si trasferì a Molfetta, dove dedicò per tanti anni “fede ed amore verso i sordomuti poveri della Puglia” e in quella città morì nell’umiltà e povertà, con il saio francescano dei Frati Bigi lasciando la ricchezza materiale della parola ai sordomuti.

I successori
Dopo la morte di Apicella, i direttori dell’Istituto furono i seguenti:
Cav. Giulio Gabrieli (1896/1897);
Prof. Pasquale Cardo (1898/1899);
Prof. Francesco Renzetti (1900/1910);
Prof. Giulio Gabrielli, per la seconda volta direttore (1911/1925)
Prof. Vincenzo D’Eposito-Leone (1925/1940?).
Il successore di D’Esposito, Prof. Gennaro Tortora, direttore dell’Istituto Provinciale dal1940 al 1946, fu amico stimato di P.Aldo Natali della Piccola Missione per Sordomuti.
L’Amministrazione affidò a P.Natali la successione del prof Tortora quando questi improvvisamente scomparve nel 1946 e dal 1947 al 1954 il Padre Aldo mise a frutto l’esperienza scolastica precedentemente acquisita, lasciando quindi la direzione al confratello P. Luigi Selva della Piccola Missione per Sordomuti, per tornare egli alla sua congregazione dove divenne Superiore Generale. Successivamente, nel 1958 la direzione tornò ad un laico, il Prof. Raffaelle Sammarco, ed in seguito la direzione fu assunta dal Prof. Alfredo Barbaro. Dopo di lui, non si hanno più notizie.

Note di evidenza e riepilogative
1863 – Fondazione dell’Istituto Sordomuti per opera di Ajiello.
1874 – Apertura della sezione femminile
1893 – Eredità di P.Apicella all’Amministrazione Provinciale di Bari con l’obbligo di continuare a mantenere l’Istituto.
1895 – Dichiarazione della “Provincialità” con atto amministrativo del 6 aprile 1895 e con la nuova denominazione di “Istituto Provinciale Apicella per Sordomuti”.
1925 – Parificazione della scuola pubblica per sordi
1929 – La sezione femminile è affidata alle suore salesiane
1947 – la direzione del Complesso affidata ai Padri della Piccola Missione per i Sordomuti
1958 – La direzione è assunta nuovamente da un laico.
1989 – Le Suore Salesiane lasciano la sezione femminile
1990 – Soppressione del servizio convittuale e la scuola rimane in attività di esternato.

Attuale finalità dell’Istituto “Apicella”
L’Istituto si ripropone come agenzia di orientamento e formazione professionale in collaborazione con altri enti in azioni di parternariato sociale prefiggendosi come finalità il reale inserimento dei non udenti a partire dalla scuola dell’infanzia e sfociando nel contesto sociale attraverso lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze.
I messi attraverso i quali si persegue questa finalità sono costituiti da:
1. Laboratori in grado di sviluppare le professioni e i mestieri maggiormente richiesti nel territorio provinciale e relazionati ai particolari standard di apprendimento dei sordi.
2. Corsi di formazione LIS in collaborazione con l’ENS che rendano accessibile e disponibile la comunicazione dei sordi in tutte le manifestazioni della vita, abbattendo le barriere linguistico-comunicative.
3. Servizio di supporto logopedico aperto al territorio con tecniche specifiche per esercizi di “messa in voce” di sordi e di altri problemi del linguaggio.
4. Corsi di formazione professionale in collaborazione con varie agenzie formative in azione di parternariato sociale.
5. Integrazione culturale con l’Università
6. Integrazione in classi sperimetali.
7. Collaborazione con le Azienda Sanitarie Locali
8. Servizio di biblioteca specialistica aperta al territorio.

Il “Testamento pubblico”
dell’Istituto Provinciale Apicella per sordomuti e ciechi – Molfetta (Bari)

Il giorno 27 Marzo dell’anno Mille ottocento novantatré, alle ore dodici meridiane in Molfetta, in uno dei locali dell’ex convento dei Capuccini, con porta d’ingresso sulla Via Massimo D’Azeglio, senza numero civico. Innanzi a me Lorenzo Germano del fu Giuseppe Notaio, residente nel Comune di Molfetta,iscritto presso il Consiglio Notarile del distretto di Trani,assistito dai testimoni forniti delle qualità della Legge richieste, ed a me noti, Sigg. Michele Azzolini, Sacerdote, del fu Vito, proprietario, Pasquale Pansini del fu Tiberio, geometra; Francesco Fontana del fu Sergio, proprietario; e Luigi Uva del fu Francesco, calafato, nati, domiciliati e residenti a Molfetta – Si è personalmente costituito – Il Reverendo padre Signor Lorenzo Apicella fu Pasquale, Direttore della Pia Casa dei Sordo Muti di ambo i sessi di Molfetta. Nato a Minori, Provincia di Salerno, domiciliato in Napoli, e di passaggio da questo Comune, a causa del suo Ufficio. Desso è pienamente conosciuto da me Notaio e dai testimoni.
Il medesimo Signor Apicella ha dichiarato, che considerando lo stato fragile dell’umana natura nonché l’incertezza del suo giorno estremo, ha risoluto, ora che è sano di mente, e nello stato di poter bene e chiaramente esprimere la propria volontà, di fare la sua disposizione testamentaria per Atto pubblico, con la quale regolare la successione dei suoi beni pel tempo in cui avrà cessato di vivere; per cui esso Sig. Apicella, con voce chiara ed intelligibile, ed in presenza dei su citati quattro testimoni, ha dichiarato tutto ciò, che a cura di me Notaio viene immediatamente messo in iscritto, come appresso.Revoca ed annulla qualunque altro Testamento da lui precedentemente fatto, e vuole che il presente dovrà avere la sua piena e legale esecuzione. Innanzi tutto è sua ferma volontà che la istituzione ai fanciulli Sordo-Muti d’ambo i sessi, che attualmente trovasi qui in Molfetta, continuasse a rimanere ed aver vita in questo stesso luogo. Onde assicurare, e maggiormente consolidare una generale educazione, la quale ebbe vita in detto Comune, coadiuvata dal concorso della cittadinanza Molfettese.
Lascia alla Provincia di Terra di Bari tutto il suo patrimonio, consistente nel fabbricato sito nell’abitato di questo Comune, al luogo detto Giovene. E propriamente quel locale attualmente adibito alla Pia istituzione di Sordo-Muti con l’annesso locale ad uso di Trappeto da olio: più tutte le suppellettili, mobili ed arredi, niuno escluso ed accettuato, inservienti all’uso di essa Pia istituzione, più tutti i mobili ed arredi attualmente inservienti alla Pia casa medesima, sezione Femminile, di Molfetta, esistente nell’ex convento dei Capuccini.
E’ sua espressa volontà, che la Provincia continui a mantenere, qui in Molfetta, la detta Pia casa d’ambo i sessi. Lascia eziando, a favore della stessa Provincia di Bari, la proprietà e tutto quello che gli appartiene della Pia casa dei Sordo-Muti esistenti ai Ponti Rossi di Napoli, consistente nella terza parte di essa, e con tutto quello che ivi gli si appartiene.
Però una tale istituzione di erede, lo stesso Testatore intende farla sotto la espressa condizione che la Provincia di Terra di Bari mantenga sempre, qui in Molfetta, la su cennata Pia Istituzione d’ambo i sessi, sotto pena di decadenza, nel caso che a tanto non vi adempia, e ciò verificandosi, l’erede chiamato sarà il Municipio di Molfetta.Vuole ancora, che la rendita, o il ricavo della vendita della su menzionata terza parte della Pia Casa dei Ponti Rossi di Napoli, fosse
destinata al maggiore incremento della Pia istituzione del Comune di Molfetta. Lega inoltre a favore di Gerardo Valentini fu Giuseppe, nato in Napoli, attualmente residente in Molfetta, la annua rendita di Lire Duecentocinquantacinque, vita naturale durante dello stesso; e dopo la morte di costui detta annua rendita dovrà consolidarsi a favore della Pia istituzione di ambo i sessi di Molfetta. Desidera da ultimo, anzi vuole, che la Provincia mantenga tutti gli impiegati e maestri attualmente esistenti, giusta il Ruolo Organico presentato alla Deputazione Provinciale con domanda del diciannove Marzo Mille Ottocento novantatre, come quelli che contribuirono insieme a lui alla educazione della su ripetuta Pia istituzione di questo Comune. Nomina per suo esecutore testamentario il Sig. Bartolomeo Capochiani di Francesco Avvocato, di Molfetta, raccomandando allo stesso lo scrupoloso adempimento della sua disposizione nel modo come innanzi fatte. Il presente pubblico Testamento, di foglio numero due e pagine numero cinque con la presente, è stato scritto da persona di mia fiducia e vien firmato e sottoscritto da quattro testimoni e da me Notaio, e non dal testatore Sig. Apicella per non poter apporre la propria firma a causa della prostrazione delle sue forze per la malattia che soffre, come ha espressamente dichiarato. In presenza di testimoni si è da me Notaio data lettura di questo Atto al testatore, il quale, richiesto, ha dichiarato di essere conforme alla sua volontà.

Testimoni: Sac. Michele Azzolini – Pasquale Pansini – Francesco Fontana – Luigi Uva.

Lorenzo Germano del fu Giuseppe, Notaio residente a Molfetta. Copia in n. 489 Registrato a Molfetta il 29 Marzo 1893, Vol. 43, Mod. 1, 7, 175; Lire sei – Il Ricevitore: Mosca.

Visto Per copia conforme
Il Presidente Il Segretario
Timbro tondo dell’Apicella
N. 88 del Repert. Gen. – N. 58 del Repert. Per gli atti tra vivi.
is043 (2002)

L’intervista a cura di Dario Palazzo con Vincenzo Gagliardi, Presidente dell’Associazione L. Aiello di Molfetta (2012)

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«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini