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Filippo Smaldone – Educatore e Apostolo dei Sordomuti. Fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori

Breve biografia di San Filippo Smaldone. Nasce a Napoli il 27 luglio 1848 da genitori profondamente cristiani.
1858, riceve la prima comunione.
1863-1866, frequenta il seminario da esterno e si dedica alla  catechesi e alle opere di carità in favore dei più poveri e bisognosi.
1867–1870, nella chiesa di Santa Caterina in foro Magno, incontra una madre disperata con in braccio un bimbo sordomuto che piange. Il suo interesse per i piccoli sordi s’intensifica. Impegna per essi mente e cuore nel suo apostolato di maestro di catechismo, presso la Pia casa dei sordomuti di Napoli.
27 settembre 1871, viene ordinato sacerdote.
Settembre 1880, partecipa al primo congresso degli educatori dei sordomuti a Milano*.
1882, viene nominato direttore spirituale dell’Istituto sordomuti di Molfetta (Bari).
1885, giunge a Lecce con tre giovani novizie per aprirvi una casa per sordomuti.
25 marzo 1885, fonda a Lecce la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori *.
1885–1923, Sono gli anni più impegnativi della sua vita e della sua missione; sono gli anni più dolorosi che purificano il suo animo e fanno risplendere la santità dell’uomo caratterizzata da grandi prove vissute nel silenzio, con spirito di umiltà, sacrificio, nascondimento e tutto frutto di virtù umane e cristiane coltivate negli anni e vissute nel quotidiano.
4 giugno 1923, muore nella Casa Madre della Congregazione, in Lecce, dove si trovano i suoi resti collocati in un’urna posta sotto l’altare dell’artistica e barocca Chiesa delle Scalze.
La fama della santità fu immediata. Il 12 maggio 1996 è stato proclamato Beato da Giovanni Paolo II .
E’ il primo santo, educatore dei sordi e fondatore di una Congregazione religiosa votata a questa causa.


Miracolo per la canonizzazione del Beato Filippo Smaldone a cura di Mons. Luigi PORSI. Postulatore Grazia Urbano, da religiosa Sr. Basilide, nata il 14/06/1928, insegnante di scuola materna in Acquarica di Lecce, all’età di 71 anni viene colta da una forma febbrile a sede broncopolmonare con notevole dispnea e uno stato di fibrillazione cardiaca, inoltre è affetta da una sindrome depressiva non riuscendo più a camminare per la presenza di una intensa astenia. Fu ricoverata presso la Casa di cura “Santa Maria” in Bari.
La terapia eseguita fino ad allora non le aveva dato alcun miglioramento, anzi peggiorava di giorno in giorno. La diagnosi accertata fu: “dispnea in paziente con bronchite cronica”. La prima radiografia del torace del 31/03/1999, mostra un “addensamento parenchimale del segmento ventrale del lobo superiore destro”. La clinica Santa Maria non era attrezzata per indagini specifiche, per cui il 27 aprile 1999, fu ricoverata presso l’ospedale civile “San Paolo” di Bari con la diagnosi di “localizzazione polmonare secondaria in paziente con fibrillo-flutter, lieve insufficienza renale cronica, nodulo tiroideo, aortomiocardiosclerosi e una sindrome ipertensiva con aritmia”.
Effettuati gli esami del caso, risultò un nodulo tiroideo solido,, isoecogeno con alone ipoecogeno a un terzo superiore del lobo destro, del diametro di 12 mm. Alla religiosa, il 26 aprile 1999, viene proposto di sottoporsi a una biopsia polmonare per chiarire la natura dei noduli visibili radiologicamente e per confermare la diagnosi di sospetta neoplasia polmonare. L’intervento fu rifiutato dalla malata per cui il 07/05/1999 fu dimessa.
Le condizioni della paziente erano alquanto disperate e suor Basilide, avendo perso la speranza di guarire, sostenuta dalle preghiere di tutta la comunità, si rivolse con intenso fervore al suo Padre Fondatore, il Beato Filippo Smaldone, perché intercedesse per la sua salute.
Durante i giorni di degenza presso l’ospedale “San Paolo” la miracolata racconta che “una notte avvertì una forte spinta interiore che la invitava ad alzarsi dal letto e camminare.
Ubbidendo a questo impulso, faticosamente scese dal letto, ma purtroppo cadde sul pavimento. Ma questo particolare evento si ripeté per altre notti. Tre giorni prima della dimissione riuscì a scendere dal letto e a tenersi in piedi da sola e a camminare”.
Lo stato di piena e totale salute risultò dai controlli effettuati presso la Casa “Sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo (Foggia) il 13 maggio 1999 e anche il 21 luglio 1999.
Nell’anno 2002 fu presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi dal Postulatore Mons. Luigi Porsi la documentazione relativa al caso di guarigione miracolosa, avvenuta nel 1999 a favore di Suor Basilide Urbano, affetta da broncopneumopatia cronica associata a cardiopatia ischemica con fibrillo-flutter e ipertensione arteriosa.
Il 28 aprile del 2006, Sua Santità Benedetto XVI ha promulgato il Decreto di approvazione del miracolo attribuito all’intercessione del Beato Filippo Smaldone.
Il 1° luglio 2006 alle ore 11:00, si è svolto il Concistoro ordinario pubblico e durante la celebrazione dell’ora sesta Sua Santità Benedetto XVI ha stabilito la data della Canonizzazione di Filippo Smaldone: il 15 ottobre 2006. ps024 (agg.2006)


Hanno detto di Don Filippo Smaldone …
Giovanni Paolo II
Don Filippo seminò con abbondanza e generosità, passando pure attraverso tante tribolazioni: ma la mietitura, e cioè il bene compiuto, specificamente in un settore così difficile e delicato, è stato meraviglioso. (Dal discorso del Centenario di fondazione della Congregazione, 27 aprile 1985)
Don Smaldone seppe vedere la presenza di Cristo nella persona dei sordomuti, e in Lui li amava, li serviva, li educava; lasciò, così, al suo Istituto, come messaggio e come programma, la pedagogia dell’amore, fatta di comprensione, di pazienza, di bontà senza limiti. (Dal discorso del Centenario di fondazione della Congregazione, 27 aprile 1985)
Un sacerdote che ha seminato tanto bene nell’Arcidiocesi di Lecce e nel Sud d’Italia. (dal discorso ai pellegrini della Diocesi di Lecce – 11 maggio 1996) Questo generoso sacerdote, perla del clero meridionale, ha testimoniato il Vangelo della carità nel nostro tempo, in particolare mediante la sollecitudine verso i più bisognosi. (Omelia in occasione della beatificazione – 12 maggio 1996)
La sua intensa e solida spiritualità sacerdotale lo spinse ad un servizio sociale aperto a quelle intuizioni precorritrici che l’autentica carità pastorale sa suscitare. (Omelia in occasione della beatificazione – 12 maggio 1996)
Card. José Saraiva Martins
La vita del beato Filippo Smaldone è stata un esemplare procedere secondo il soffio dello Spirito. (Omelia del 4 giugno 2006)
Per Don Filippo l’arma vincente era l’amore. (Omelia del 4 giugno 2006).
Nella vita sacerdotale di Don Smaldone è stato proprio il suo ministero la strada della sua santità. (Omelia del 5 giugno 2006)
Mons. Luigi Porsi
Il centro della sua vita, l’anima della sua esistenza era l’Eucaristia. Celebrava la Santa Messa nel più profondo raccoglimento, ai piedi dell’altare trascorreva lunghissime ore in meditazione. (Positio p.372)


 CAPPELLA PAPALE PER LA CANONIZZAZIONE DI 4 BEATI: RAFAEL GUÍZAR VALENCIA (1878 – 1938); FILIPPO SMALDONE (1848 – 1923); ROSA VENERINI (1656 – 1728); THÉODORE GUÉRIN (1798 – 1856)
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI – Piazza San Pietro – Domenica, 15 ottobre 2006
Cari fratelli e sorelle!
Quattro nuovi Santi vengono oggi proposti alla venerazione della Chiesa universale: Rafael Guízar y Valencia, Filippo Smaldone, Rosa Venerini e Théodore Guérin. I loro nomi saranno ricordati per sempre. Per contrasto, viene subito da pensare al “giovane ricco”, di cui parla il Vangelo appena proclamato. Questo giovane è rimasto anonimo; se avesse risposto positivamente all’invito di Gesù, sarebbe diventato suo discepolo e probabilmente gli Evangelisti avrebbero registrato il suo nome. Da questo fatto si intravede subito il tema della Liturgia della Parola di questa domenica: se l’uomo ripone la sua sicurezza nelle ricchezze di questo mondo non raggiunge il senso pieno della vita e la vera gioia; se invece, fidandosi della parola di Dio, rinuncia a se stesso e ai suoi beni per il Regno dei cieli, apparentemente perde molto, in realtà guadagna tutto. Il Santo è proprio quell’uomo, quella donna che, rispondendo con gioia e generosità alla chiamata di Cristo, lascia ogni cosa per seguirlo. Come Pietro e gli altri Apostoli, come santa Teresa di Gesù che oggi ricordiamo, e innumerevoli altri amici di Dio, anche i nuovi Santi hanno percorso questo esigente, ma appagante itinerario evangelico ed hanno ricevuto “il centuplo” già nella vita terrena insieme con prove e persecuzioni, e poi la vita eterna.
Gesù, dunque, può veramente garantire un’esistenza felice e la vita eterna, ma per una via diversa da quella che immaginava il giovane ricco: non cioè mediante un’opera buona, una prestazione legale, bensì nella scelta del Regno di Dio quale “perla preziosa” per la quale vale la pena di vendere tutto ciò che si possiede (cfr Mt 13,45-46). Il giovane ricco non riesce a fare questo passo. Malgrado sia stato raggiunto dallo sguardo pieno d’amore di Gesù (cfr Mc 10,21), il suo cuore non è riuscito a distaccarsi dai molti beni che possedeva. Ecco allora l’insegnamento per i discepoli: “Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!” (Mc 10,23). Le ricchezze terrene occupano e preoccupano la mente e il cuore. Gesù non dice che sono cattive, ma che allontanano da Dio se non vengono, per così dire, “investite” per il Regno dei cieli, spese cioè per venire in aiuto di chi è nella povertà.
Comprendere questo è frutto di quella sapienza di cui parla la prima Lettura. Essa – ci è stato detto – è più preziosa dell’argento e dell’oro, anzi della bellezza, della salute e della stessa luce, “perché non tramonta lo splendore che ne promana” (Sap 7,10). Ovviamente, questa sapienza non è riducibile alla sola dimensione intellettuale. E’ molto di più; è “la Sapienza del cuore”, come la chiama il Salmo 89. E’ un dono che viene dall’alto (cfr Gc 3,17), da Dio, e si ottiene con la preghiera (cfr Sap 7,7). Essa infatti non è rimasta lontana dall’uomo, si è fatta vicina al suo cuore (cfr Dt 30,14), prendendo forma nella legge della Prima Alleanza stretta tra Dio e Israele mediante Mosè. Nel Decalogo è contenuta la Sapienza di Dio. Per questo Gesù afferma nel Vangelo che per “entrare nella vita” è necessario osservare i comandamenti (cfr Mc 10,19). E’ necessario, ma non sufficiente! Infatti, come dice san Paolo, la salvezza non viene dalla legge, ma dalla Grazia. E san Giovanni ricorda che la legge l’ha data Mosè, mentre la Grazia e la Verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo (cfr Gv 1,17). Per giungere alla salvezza bisogna dunque aprirsi nella fede alla grazia di Cristo, il quale però a chi gli si rivolge pone una condizione esigente: “Vieni e seguimi” (Mc 10,21). I santi hanno avuto l’umiltà e il coraggio di rispondergli “sì”, e hanno rinunciato a tutto per essere suoi amici. Così hanno fatto i quattro nuovi Santi, che oggi particolarmente veneriamo. In essi ritroviamo attualizzata l’esperienza di Pietro: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito” (Mc 10,28). Il loro unico tesoro è in cielo: è Dio.
San Filippo Smaldone, figlio del Meridione d’Italia, seppe trasfondere nella sua vita le migliori virtù proprie della sua terra. Sacerdote dal cuore grande, nutrito di costante preghiera e di adorazione eucaristica, fu soprattutto testimone e servo della carità, che manifestava in modo eminente nel servizio ai poveri, in particolare ai sordomuti, ai quali dedicò tutto se stesso. L’opera che egli iniziò prosegue grazie alla Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori da lui fondata, e che è diffusa in diverse parti d’Italia e del mondo. Nei sordomuti San Filippo Smaldone vedeva riflessa l’immagine di Gesù, ed era solito ripetere che, come ci si prostra davanti al Santissimo Sacramento, così bisogna inginocchiarsi dinanzi ad un sordomuto. Raccogliamo dal suo esempio l’invito a considerare sempre indissolubili l’amore per l’Eucaristia e l’amore per il prossimo. Anzi, la vera capacità di amare i fratelli ci può venire solo dall’incontro col Signore nel sacramento dell’Eucaristia.
Santa Rosa Venerini è un altro esempio di fedele discepola di Cristo, pronta ad abbandonare tutto per compiere la volontà di Dio. Amava ripetere: “Io mi trovo tanto inchiodata nella divina volontà, che non m’importa né morte, né vita: voglio vivere quanto egli vuole, e voglio servirlo quanto a lui piace e niente più” (Biografia Andreucci, p. 515). Da qui, dal suo abbandono in Dio, scaturiva la lungimirante attività che svolgeva con coraggio a favore dell’elevazione spirituale e dell’autentica emancipazione delle giovani donne del suo tempo. Santa Rosa non si accontentava di fornire alle ragazze un’adeguata istruzione, ma si preoccupava di assicurare loro una formazione completa, con saldi riferimenti all’insegnamento dottrinale della Chiesa. Il suo stesso stile apostolico continua a caratterizzare ancor oggi la vita della Congregazione delle Maestre Pie Venerini, da lei fondata. E quanto attuale ed importante è anche per l’odierna società il servizio che esse svolgono nel campo della scuola e specialmente della formazione della donna!
Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie al Signore per il dono della santità, che quest’oggi rifulge nella Chiesa con singolare bellezza. Gesù invita anche noi, come questi Santi, a seguirlo per avere in eredità la vita eterna. La loro esemplare testimonianza illumini e incoraggi specialmente i giovani, perché si lascino conquistare da Cristo, dal suo sguardo pieno d’amore. Maria, Regina dei Santi, susciti nel popolo cristiano uomini e donne come San Rafael Guízar y Valencia, San Filippo Smaldone, Santa Rosa Venerini e Santa Théodore Guérin, pronti ad abbandonare tutto per il Regno di Dio; disposti a far propria la logica del dono e del servizio, l’unica che salva il mondo. Amen!
Benedetto XVI, Vaticano, 15 ottobre 2006 Fonte: vatican.va


 

Beatificazione di Filippo Smaldone. Educatore e Apostolo dei Sordomuti. Fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori di Franco Zatini (1997).
 La M.R. Madre Superiora Generale Delia Olita e Vicaria Generale M. Alfonsa hanno invitato con tanto entusiasmo la Presidente Nazionale ENS Ins. Ida Collu a partecipare all’unica e storica cerimonia di Beatificazione di una persone che si dedicò al mondo dei sordi: il Sacerdote Filippo Smaldone. Napoletano di nascita morì con odore di santità a Lecce nel 1923 lasciando numerose Figlie della Sua Congregazione, che operano tutt’oggi, il compito di educare i sordi nei diversi Istituti sparsi in Italia, Brasile e Africa (Ruanda).

Filippo Smaldone
Filippo Smaldone

Fu Educatore dei sordomuti nella Pia Casa Arcivescovile di Napoli dal 1869 e divenne poi Vice direttore per parecchi anni ai tempi in cui era direttore Padre Apicella. Trasferitosi nel 1885 a Lecce fondò l’Istituto e la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori. Aprì l’Istituto Sordomute a Bari (1893), a Roma (1897) e a Salerno (1907) e tante altre case per i ciechi e l’infanzia abbandonata. Scrisse manoscritti sui metodi per l’educazione pedagogica speciale recentemente pubblicati nelle collane “Udito e Parola” (1989). L’udienza speciale dell’11 maggio, presso la splendida aula “Paolo VI”, ha visto la partecipazione di oltre 8 mila sordi provenienti da gran parte dell’Italia meridionale, che hanno salutato il Santo Padre Giovanni Paolo II con fragorosi applausi. Erano presenti alla cerimonia la Presidente Collu e tutti i membri del Consiglio Direttivo dell’ENS. Il discorso pontificio è stato magnifico e nel suo contenuto è stata sottolineata la presenza spirituale sul cammino del fondatore e delle suore che si sono dedicate e si dedicano serenamente all’educazione e all’assistenza dei sordi nonostante il travaglio della modernizzazione sul campo scolastico per quanto riguarda i bambini che non sentono. Sono intervenuti primo del discorso del Papa, l’Arcivescovo di Lecce S. E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, il Cardinale Corrado Ursi, la Madre Generale Olita e alcuni testimoni del miracolo del Beato Smaldone. Alla fine della manifestazione il Papa si è soffermato con alcuni sordomuti, dai quali si è poi congedato dando appuntamento all’indomani mattina in piazza San Pietro. Puntualmente il giorno successivo sotto un clima bonario e fresco, nella piazza c’erano 50 mila fedeli di cui non meno di 10 mila sordi che hanno voluto assistere alla funzione religiosa della beatificazione del sacerdote Filippo Smaldone resa comprensibile grazie all’ausilio degli interpreti della lingua gestuale. La soddisfazione generale dei sordi e delle suore salesiane era incontenibile. Le suore erano felici e serene per la futura canonizzazione, devote nella preghiera e nella grazia del Beato, operano umilmente nei posti della loro congregazione.

Durante la funzione, Sua Santità ha proclamato Beato il sacerdote Smaldone, come anche il cardinale Schuster, il sacerdote Sarnelli e tre suore: De Jesùs Cpitria, Cimatti e Brandès y Elòsegui. Al termine della lunga e gioiosa cerimonia il Vice Presidente Cav. Manlio Marcioni, rappresentando la Presidente Nazionale ENS, ha avuto la possibilità di un colloquio col Santo Padre, durano tre minuti, nel quale ha richiamato la sua attenzione sull’esistenza dei sordi e gli ha offerto l’opuscolo “Anch’io voglio comunicare: manuale dei principali segni religiosi”, assieme al seguente messaggio a firma della Presidente Collu e dello stesso Vice Presidente Marcioni:
“Santità anche i sordi sono figli di Dio e “sentono” il bisogno di comunicare nel campo della fede. Affidiamo questo manuale al Suo paterno amore per un impegno concreto della chiesa verso tutti i suoi figli”. Infine le Suore hanno offerto al ritrovo-pranzo una medaglia ricordo del Beato Smaldone a tutti i rappresentanti presso l’Hotel Columbia in presenza di numerosi sacerdoti, vescovi e cardinali Fagioli (assistente ecclesiatico dell’ENS sotto la Presidenza di Ieralla) profondo conoscitore dei sordomuti. Il suo ricordo verso il mondo silenzioso è sempre vivo nonostante gli impegni della sua carica.
L’ENS ha appreso con tanta felicità il positivo raggiungimento del difficile cammino processuale di beatificazione proclamata dalla competente autorità della Chiesa. Ed il giorno della grande festa che è coincisa con quella dell’ENS (il 12 maggio l’Ente ottiene il riconoscimento con la legge n. 889), ha voluto essere presente con i propri rappresentanti nazionali che in nome di tutti i sordi italiani hanno dimostrato la grande soddisfazione per questo importante evento. L’Edizione Vaticana ha pubblicato “la biografia del Beato Smaldone” in un libretto dal titolo “Beatificazione”.

ps024 (1997)

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it.
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini