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Giulio Tarra

Il giornalino “Giulio Tarra”, una delle riviste più importanti nella storia dell’educazione dei sordi, è diretto dalla Fondazione “Pio Istituto dei Sordi di Milano” che prosegue la tradizionale pubblicazione sin dal 1891. A partire dal 2012 (122^ Annata) il giornalino è in on-line nel sito della medesima fondazione. Buona visione.

2016

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n.2

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2015
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n.5

2014
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n.4  (speciale 160 anni di Fondazione)

n.5

2013
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2012
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Sul numero di saggio del primo “Giulio Tarra”,
uscito a Milano il 19 dicembre 1891 su iniziativa di don Luigi Casanova, successore di monsignor Tarra alla Direzione della scuola per sordi di Milano, il primo direttore del più antico periodico di categoria oggi ancora esistente, si chiedeva per bocca di un ipotetico sordomuto: “Ma cos’è questo foglio col ritratto e il nome dell’ottimo e distinto sacerdote Giulio Tarra?”.Il supposto interpellato rispondeva che il giornalino, fatto stampare per i sordomuti che uscivano dall’Istituto, voleva essere un vero amico per essi, che facesse loro buona compagnia anche dopo il ritorno nelle proprie case, alla loro famiglia, per non isolarli e per farli sentire ancora partecipi degli avvenimenti sociali, in un tempo in cui l’analfabetismo imperava in quella società soprattutto contadina e ignorante, e anche perché “… la parola scritta è una leva potente …”, come con chiaroveggenza affermava don Casanova, e la stampa, quella povera, ma efficace, che trattava le problematiche specifiche dei sordomuti, era ed è ancora oggi una ricchezza inestimabile d’informazione, che limita il silenzio intorno ai sordi. Due anni prima che uscisse il periodico, il 10 giugno 1889, si era spento monsignor Giulio Tarra, primo Direttore, dal 1853, del Pio Istituto Sordomuti di Milano, e don Casanova volle che la sua opera e i suoi insegnamenti non fossero dimenticati, così nacque il giornalino che ancora oggi viene stampato, in una veste più moderna, ma sempre con la testata di allora. Il Tarra (1832-1889), esperto pedagogista, scelse il metodo della parola verbale per l’istruzione dei sordomuti, ed è considerato uno dei maggiori fautori del metodo oralista, quello che fu deliberato al Congresso di Milano come “… l’unica maniera idonea per istruire i sordi …”, ignorando, tuttavia, che l’istruzione era poi pressoché vanificata dalla mancanza di comunicazione. C’è chi ritiene che il Tarra non conoscesse a fondo le necessità del sordo, come invece si può dire del francese Padre De L’Épée, che coi suoi “segni metodici” già nel 1700 arrivava alla mente dell’allievo sordo. Non è compito di questo servizio esaminare l’operato del sacerdote Giulio Tarra, che in ogni modo aveva cercato di dare una direzione all’insegnamento dei sordi, in cui credeva, e se oggi alla luce delle attuali scoperte pedagogiche, si è orientati verso un’altra direzione, dobbiamo rispettare le sue scelte, fatte in un periodo storico e sociale molto diverso da quello attuale. Il periodico “Giulio Tarra” vanta quasi 110 anni, esattamente come “Il Mattino”, quotidiano di Napoli, e poco più giovane del “Corriere della Sera”, il capostipite delle maggiori testate italiane, uscito nel 1876, ed è un vero miracolo, dovuto alla tenacia, anzi testardaggine, dei suoi direttori, dopo Casanova, si sono succeduti Pasetti, Spaini e Broggi, fino all’attuale direttore monsignor Emilio Puricelli, che nel 1991 “… orgoglioso che il giornale da lui diretto avesse conquistato, fra tutte le pubblicazioni italiane per i sordi, un primato di sopravvivenza anche se quanto scrive non è forbito o scientifico …”, si lasciava sopraffare da un certo sconforto: “Il Giulio Tarra è anziano e ancora comunica ai sordi … ma fino a quando?!”. Era solo un pensiero furtivo che non spegneva l’entusiasmo di dirigere un giornalino per continuare ancora a vivere e a farsi leggere. Di sicuro, in quest’altri 10 anni che sono trascorsi dal gennaio 1991, il Giulio Tarra si è fatto più incisivo, più puntuale, più gradito ai sordomuti, sembra stia vivendo una seconda giovinezza, per cui l’augurio è d’obbligo: “In bocca al lupo!”, giornalino frutto di un grande amore.
Redazione StoriadeiSordi

Giulio Tarra Rivista 123 anni

Giulio Tarra  – Giornalino frutto di un grande amore
Sul numero di saggio del primo “Giulio Tarra”, uscito a Milano il 19 dicembre 1891 su iniziativa di don Luigi Casanova, successore di monsignor Tarra alla Direzione della scuola per sordi di Milano, il primo direttore del più antico periodico di categoria oggi ancora esistente, si chiedeva per bocca di un ipotetico sordomuto: “Ma cos’è questo foglio col ritratto e il nome dell’ottimo e distinto sacerdote Giulio Tarra?”.

Il supposto interpellato rispondeva che il giornalino, fatto stampare per i sordomuti che uscivano dall’Istituto, voleva essere un vero amico per essi, che facesse loro buona compagnia anche dopo il ritorno nelle proprie case, alla loro famiglia, per non isolarli e per farli sentire ancora partecipi degli avvenimenti sociali, in un tempo in cui l’analfabetismo imperava in quella società soprattutto contadina e ignorante, e anche perché “… la parola scritta è una leva potente …”, come con chiaroveggenza affermava don Casanova, e la stampa, quella povera, ma efficace, che trattava le problematiche specifiche dei sordomuti, era ed è ancora oggi una ricchezza inestimabile d’informazione, che limita il silenzio intorno ai sordi.

Due anni prima che uscisse il periodico, il 10 giugno 1889, si era spento monsignor Giulio Tarra, primo Direttore, dal 1853, del Pio Istituto Sordomuti di Milano, e don Casanova volle che la sua opera e i suoi insegnamenti non fossero dimenticati, così nacque il giornalino che ancora oggi viene stampato, in una veste più moderna, ma sempre con la testata di allora.

Il Tarra (1832-1889), esperto pedagogista, scelse il metodo della parola verbale per l’istruzione dei sordomuti, ed è considerato uno dei maggiori fautori del metodo oralista, quello che fu deliberato al Congresso di Milano come “… l’unica maniera idonea per istruire i sordi …”, ignorando, tuttavia, che l’istruzione era poi pressoché vanificata dalla mancanza di comunicazione. C’è chi ritiene che il Tarra non conoscesse a fondo le necessità del sordo, come invece si può dire del francese Padre De L’Épée, che coi suoi “segni metodici” già nel 1700 arrivava alla mente dell’allievo sordo.

Non è compito di questo servizio esaminare l’operato del sacerdote Giulio Tarra, che in ogni modo aveva cercato di dare una direzione all’insegnamento dei sordi, in cui credeva, e se oggi alla luce delle attuali scoperte pedagogiche, si è orientati verso un’altra direzione, dobbiamo rispettare le sue scelte, fatte in un periodo storico e sociale molto diverso da quello attuale.

Il periodico “Giulio Tarra” vanta quasi 110 anni, esattamente come “Il Mattino”, quotidiano di Napoli, e poco più giovane del “Corriere della Sera”, il capostipite delle maggiori testate italiane, uscito nel 1876, ed è un vero miracolo, dovuto alla tenacia, anzi testardaggine, dei suoi direttori, dopo Casanova, si sono succeduti Pasetti, Spaini e Broggi, fino all’attuale direttore monsignor Emilio Puricelli, che nel 1991 “… orgoglioso che il giornale da lui diretto avesse conquistato, fra tutte le pubblicazioni italiane per i sordi, un primato di sopravvivenza anche se quanto scrive non è forbito o scientifico …”, si lasciava sopraffare da un certo sconforto: “Il Giulio Tarra è anziano e ancora comunica ai sordi … ma fino a quando?!”. Era solo un pensiero furtivo che non spegneva l’entusiasmo di dirigere un giornalino per continuare ancora a vivere e a farsi leggere. Di sicuro, in quest’altri 10 anni che sono trascorsi dal gennaio 1991, il Giulio Tarra si è fatto più incisivo, più puntuale, più gradito ai sordomuti, sembra stia vivendo una seconda giovinezza, per cui l’augurio è d’obbligo: “In bocca al lupo!”, giornalino frutto di un grande amore.
Marco Lué – rc015 (2001).

PER SAPERE DI PIU’

Pio Istituto Sordomuti di Milano

Sito della Fondazione Istituto dei Sordi di Milano

Giulio Tarra 125 anni

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«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini