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GSS Alba: Recensire…una recensione

Come ha evidenziato la presidente del Gruppo Sportivo e Culturale Silenziosi Albesi, Angela Garabello – ma per trovare la sua presentazione bisogna sfogliare le precedenti 95 pagine! – «…Il libro è piacevole, ricco di particolari, completo nella linearità dei dati… in ogni disciplina praticata, in ogni traguardo raggiunto e in ogni ricordo rimasto…», e siccome i ricordi da rammentare erano molteplici ed entusiasmanti, sono stati sintetizzati in 252 pagine di ampio formato che non si possono “recensire”, poiché i «30 anni di Cultura e Sport» del Gruppo Sportivo e Culturale Silenziosi Albesi, sono tutte condensate nell’agevole e scorrevole testo.


Libro “I sordi 30° anni di Sport e Cultura. Gruppo Sportivo e Culturale Silenziosi Albesi” (Alba, Cuneo, 2002, Tip.proprio, pp.252)

«L’apprezzamento ed il sostegno della Provincia a questo lavoro che dà voce alla vivace intraprendenza dell’attività associativa dei silenziosi albesi, – constatano in apertura del volume il Presidente provinciale di Cuneo, Giovanni Quaglia, e l’assessore alle Politiche Sociali, Mario Riu – è gradito per due ordini di motivazioni: la competenza che la Provincia ha in materia di sostegno e di intervento a favore dei disabili sensoriali, e in secondo luogo, ma soprattutto, perché questa iniziativa testimonia un campo di azione che va oltre le strette competenze istituzionali…», ed infatti anche il sindaco della città di Alba, Giuseppe Rossetto, ed il Consigliere Delegato allo Sport, Giulio Abbate affermano di seguire “con particolare interesse” l’Associazione dei sordi di Alba. Suddiviso in ben XV parti, dopo gli unanimi riconoscimenti positivi delle autorità politiche provinciali e quelli ammirevoli dei dirigenti dell’ENS, da quelli Centrali a quelli periferici, e della FISS, la prima considerazione storiografica è per «Le langhe e il roero, i castelli, il tartufo, gastronomia e Palio», dove, nella zona di Alba, riverito il caane che «…con il muso quasi piantato per terra, scorrazza e annusa fra i cespugli, ritorna sulle sue orme, annusa ancora, poi, d’improvviso, come folgorato da un istinto che si ridesta impetuoso, comincia a raspare ed a guaire, accorre il trifulau e con la zappetta lunga e ricurva scava, procede con delicatezza, allarga la piccola buca, e con mani esperte estrae il tartufo…» In quella zona celebre per gli ottimi tuberi, il 1° ottobre 1972 il giovane ed intraprendente Bruno Giamello, per istituire un Circolo sordomuti ad Alba, ed evitare che i numerosi sordi di quel comprensorio stessero in triste solitudine, decide con altri 26 sordomuti residenti in quella città, di inviare una lettera al presidente dell’ENS Centrale, chiedendo l’autorizzazione di aprire un ritrovo e una rappresentanza dell’Ente Nazionale Sordomuti, e dopo aver ricevuto nota affermativa dal presidente Vittorio Ieralla, e l’assenso pure dalla Sezione ENS di Cuneo, hanno convocato, il 2 marzo 1969, la prima assemblea, per eleggere il Consiglio Direttivo del Circolo, intestando questo ad Antonio Magarotto, il fautore dell’ENS nazionale. Ad Alba tutti i giovani di allora erano appassionati di bocce, quelle metalliche, così il 1° febbraio 1972 si costituisce ufficialmente il Gruppo Sportivo Silenziosi Alba, che già esisteva ufficiosamente e che ha vinto (e sta vincendo ancora) tutto quello che c’era da vincere e anche di più, tra i bocciofili, e nel libro le molte fotografie sono appunto riservate ai molti campioni e campionesse di bocce che hanno dato lustro sportivo ad Alba. Nonostante alcuni eventi funesti che hanno colpito negli affetti più cari due presidenti che si sono succeduti alla guida del Gruppo Sportivo, Pietro Grosso e poi anche Gioacchino Castucci, il gruppo di sordi albesi è sempre stato solidale ed unito ed ha potuto progredire sempre più e sempre meglio Il libro raccoglie in ordine cronologico gli avvenimenti sportivi e associativi, i festeggiamenti per il decennale nel 1982, poi del ventennale, nel 1992, quindi del 30° anno di fondazione del Gruppo Sportivo e Culturale Silenziosi Albesi, G.S.C.S.A. e per raccontare tutta la storia e arrivare al 18 maggio 2002, quando è stato benedetto il vessillo dell’Associazione e poi dato alle stampe il prezioso e interessante libro storiografico, è opportuno sfogliarlo e leggerlo tutto, quel libro, per ammirare meglio chi ha contribuito a scrivere quella avvincente e sofferta, ma stupenda storia. rc001 (2002)