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Santuario della Beata Vergine del Pilastrello in Dovera (Cremona)

Il complesso del Santuario sorge al centro del paese di Dovera, lungo la statale Bergamina (poco prima del municipio e della parrocchiale), qui sorgono due edifici: il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello (comunemente detto “Chiesa dei Santoni” per due dipinti, di proporzioni gigantesche, affrescati sulla facciata) e, più arretrato, il cosiddetto Santuarietto.

Il Santuario ricorda l’apparizione, avvenuta il 14 maggio 1386, della Madonna a Caterina, una ragazza del luogo, sordomuta e con la mano destra paralizzata che, in seguito a questo avvenimento, riacquistò la parola, l’udito e l’uso della mano.

Il Santuario del Pilastrello 

Il miracolo si verificò nei pressi della fontana pubblica, mentre Caterina, che si era recata a sorvegliare le sue oche al guado vicino, era in preghiera davanti all’immagine della Madonna dipinta su un pilastrello posto davanti alla fonte.

Sul luogo dell’apparizione fu costruita una chiesa e, a protezione del pilastro con l’effige di Maria fu eretta una cappella. Da quell’immagine il santuario prese il nome di Beata Vergine del Pilastrello.

L’edificio più piccolo nel 1639 fu demolito, a causa di gravi danni alle strutture, e l’immagine della Madonna sul Pilastrello fu trasportata nell’abside della chiesa dell’apparizione. La cappella venne subito ricostruita (1642) e radicalmente ristrutturata tra il 1920 e il 1922, come adempimento di un voto fatto alla Madonna dai reduci della guerra 1915/18, con una nuova facciata e una cupola ottagonale. Venne da allora chiamato Santuarietto.

La Chiesa dei Santoni, è giunta a noi pressochè intatta, anche se, nel corso dei secoli, ha subito numerosi danni, per essere stata utilizzata come ospizio per i poveri, come caserma, come lazzaretto.

E’ un edificio tardo trecentesco, semplice e rustico, impostato su schemi gotici. All’esterno l’edificio è preceduto da un pronao, con pilastri di mattoni, travature lignee e coppi di copertura, che protegge la facciata in mattoni a vista, ornata di lesene, sagomature e cornici intorno alla porta e con archetti in cotto alla sommità.

Il piccolo portale è sormontato da una lunetta ogivale che racchiude ciò che resta di un Cristo in Pietà, emergente dal sepolcro. Sopra l’arco è affrescata un’Annunciazione; tra le figure dell’Angelo, di Maria e dell’Eterno Padre con la colomba dello Spirito Santo, si apre una finestrella cruciforme che sostituisce il tradizionale rosone. Sui lati, a fianco della porta, campeggiano due gigantesche immagini: a sinistra S.Cristoforo e a destra S.Antonio Abate; il primo protettore dei viandanti, il secondo protettore degli animali, molto venerato nelle zone agricole. Questi affreschi sono databili agli inizi del Quattrocento. Completa l’esterno un lineare campanile secentesco.

L’interno è a una sola navata suddivisa in tre campate da archi di rinforzo sovrapposti alle pareti e agli affreschi già esistenti, con copertura lignea; l’aula terminata con abside poligonale.

L’importanza della chiesa è data dalla decorazione pittorica della fascia inferiore delle pareti e della controfacciata. Una serie di affreschi votivi riveste i muri di Madonne con il Bambino, Santi ed episodi della vita di Cristo. I dipinti furono eseguiti tra la fine del Trecento e il primo decennio del Quattrocento. Sono stati ridipinti nel corso dei secoli e più volte restaurati; l’ultimo intervento risale al 1987. Moderne, ma eseguite nello stile antico, sono le figure di S.Agnese, di S.Francesco e dell’Albero di Jesse, nella parte centrale della parete destra in alto. Nell’abside è collocata l’Antica immagine del Pilastrello, trasportata qui nel 1639 e restaurata nel 1835 dal pittore Antonio Bottazzi di Cremona. L’altare è separato dalla navata da una balaustra in marmo datata 1744.

Accanto al Santuario, sulla destra dell’abside, sorge il cosiddetto Santuarietto, eretto sull’area della cappella protettiva dell’affresco del Pilastrello, demolita nel 1639. Esternamente ciò che lo differenzia dagli altri è la presenza della cupola ottagonale.

L’interno è costituito da una specie di atrio ornato nella volta da affreschi moderni raffiguranti i Dottori della Chiesa, di Renato Fasoli, e sulle pareti i Santi Bernardo e Domenico attribuiti talvolta a Cesare Secchi, talvolta a don Giuseppe Marturini. Più interessanti gli affreschi dei due altari laterali; quello a destra, raffigurante l’Apparizione della Vergine a Caterina, è un notevole affresco della metà del Settecento attribuibile al cremasco Mauro Piacenardi o al milanese Francesco Corneliani; quello di sinistra, intitolato Madonna della pace, è un’opera eseguita nel 1922 da Cesare Secchi.

Dietro questo atrio si apre una cappella di forma ottagonale, sormontata da una cupola sorretta da colonne, che custodisce il gruppo ligneo raffigurante l’Apparizzione della Madonna a Caterina, eseguito nel 1922 dai fratelli Cappuccini di Milano, su disegno di don Giuseppe Marturini.

I dipinti e le decorazioni della cappella sono opera moderna di Alessandro Casali e Cesare Minestra. Sulle pareti e in sacrestia sono conservati numerosi ex voto, caratteristica del santuarietto.

Fonte: webinfinito.it

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