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Santuario della Madonna del Pettoruto di San Sosti (Cosenza)

Santuario della Madonna del Pettoruto di San Sosti (Cosenza). L’appellativo petruto, cioè petroso, roccioso, viene dato a tutta la zona montuosa presso San Sosti (Cosenza). Da petruto facilmente il dialetto fece trasmigrare il nome al santuario, che così diventò del Pettoruto. Eretto come grangia nel 1274 ad iniziativa dell’abbazia cistercense di Acquaformosa, dopo successive manomissioni fu restaurato negli anni ’20.

  

 La chiesa, meta di ricorrenti pellegrinaggi, oggi presenta un impianto a tre navate divise da pilastri, con volte a botte, decorata di marmi e affreschi. La tradizione vuole che un pastorello di nome Giuseppe Labbazia, sordomuto, sentì chiamarsi per nome e vide la Madonna col Bambino in braccio, la quale lo esortò a fondare una chiesa. Questo succedeva nel XVII secolo.
La statua della Madonna, che ivi si venera col consenso ottenuto nel decreto del Capitolo Vaticano del 29 luglio 1903, collocata sul lato destro della navata centrale, secondo una leggenda fu realizzata da un certo Nicola Mario di Altomonte, che dopo essere stato ingiustamente accusato di un delitto scolpì sulla punta della roccia l’immagine della Madonna col giglio e del Bambino col globo, affinché facesse venire alla luce la sua innocenza. Questa venne poi ritrovata da Giuseppe Labbazia (sordomuto), che ne diede notizia a San Sosti, è subito venne costruita una cappella. Non si sa se la statua è una roccia o se è collocata su una roccia. Una cicatrice sotto l’occhio destro deturpa il viso della Madonna: la tradizione vuole che alcuni briganti nascosti nel vicino Castello della Rocca, per dimostrare che la Madonna era di carne vera, con un pugnale incisero la parte dalla quale sgorgò rosso sangue.
La Madonna del Pettoruto è venerata in particolare dalle donne sterili, che si trasmettono singolari manifestazioni di fede per onorarla e rimediare alla loro infertilità.
Fonte: www.fuscaldocity.it –

La storia dei santuari mariani legati ai sordomuti a cura di Giovanni De Carlis, nel 1971, ricorda che… a 3 km da San Sosti “il santuario sorge, a 700 metri di altitudine, e l’Immagine venerata é dovuta a un fuggitivo, che ne fece una vera opera d’arte. Questo intormo al 1500. Molti anni dopo, un pastorello – sordomuto – udì una voce che lo chiama per nome e apparve ai suoi occhi l’Immagine della Madonna soffusa di luce, gli ordinò di riferire la visione al parroco e di chiedere l’erezione di un Tempio in Suo onore. Il miracolo del sordomuto che parlava e raccontava la Visione fece accorrere molta gente sul posto dove fu trovata la Statua.


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