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Una storia, mille storie: come recensirne gli “Atti”

Sono stati pubblicati dalla Tipolitografia Tedeschi, di Piacenza, nel dicembre 2004, gli Atti del Primo Convegno Nazionale di Storia dei Sordi che si era tenuto nella città emiliana, presso l’Aula Magna della locale Università Cattolica del Sacro Cuore, il 1° e il 2 dicembre del 2001, ed aveva per denominazione «Una storia, mille storie: la comunità dei Sordi si racconta», dove a raccontare le storie passate ed attuali, prospettando avvenimenti futuri, si sono susseguiti sul palco diciotto relatori che hanno esposto argomentazioni tratte dall’analisi fisiologica della sordità vista da diverse angolature, o considerazioni sulle lotte quotidiane che i sordi dovevano fronteggiare per emergere – e ancora oggi occorre affrontare, pur con qualche agevolazione che prima non si aveva – in una società fatta a misura di chi ode, e dove la forza di volontà ha messo in luce non pochi «geni» sordi, che hanno saputo imporsi, ma che forse senza quel Convegno sarebbero rimasti poco noti o assolutamente dimenticati.

Invece Emiliano Mereghetti, ricercatore sordo Milanese, ideatore e promotore del Convegno che ha avuto nel Presidente della Sezione ENS di Piacenza, Gennaro Trevisan, un convinto estimatore, ha voluto rimarcare gli episodi più significativi conosciuti dai ricercatori, ma non dalla maggioranza dei sordi, ed ora quegli Atti rinviano anche ai posteri gli avvenimenti e i personaggi più significativi della evoluzione sociale dei sordi che nel Terzo Millennio vogliono proiettarsi come regola, e non più come eccezione, «…in ogni area del sapere».

Le diciotto relazioni sono state raggruppate in tre aree tematiche:
1) Educazione,
2) Arte,
3) Storia e vita sociale,
anche se alcune relazioni sfuggirebbero ad una precisa classificazione.

La biografia degli autori di ciascuna relazione è stata messa in fondo al libro, alle pagina 157 e seguenti, e questo è forse un piccolo neo in un’esposizione accurata: il lettore si chiede, per esempio, chi è Gian Paolo Bulla, che inizia la serie di rapporti con «La ricerca storica negli archivi, in particolare negli Archivi di Stato», spiegando che le registrazioni ivi catalogate sono inserite a pieno titolo nei beni culturali della Nazione, e «…sono tutelati nell’articolo 9 della Carta Costituzionale, nella legislazione e in una giurisprudenza sempre più avvertita ».

Solo dopo aver letto tutte le altre relazioni chiedendosi di frequente chi sarebbe il tale relatore – forse è un espediente per costringere, alla fine. a tornare indietro e fare un rapido ripasso… – possiamo finalmente vedere la foto del Bulla e apprendere che egli, laureato in Lettere con indirizzo storico medievale, è il Direttore incaricato dell’Archivio di Stato di Piacenza, ed allora tutto quello che egli disse al Convegno ed è riportato sul libro acquista tutt’altra dimensione e valenza.

Idem per gli altri relatori, da Pietro Celo, figlio di sordi e laureato alla Statale di Milano con una tesi sulla Lingua dei Segni, a Renato Pigliacampo che tutti i sordi sanno chi è, ma forse non tutti gli udenti lo hanno anche loro saputo, e di seguito tutti gli altri autori delle relazioni.

«Dietro le quinte», e in calce al libro, la biografia ci mostra le foto dei promotori del Convegno, i già citati e notevoli – nell’impegno! – Gennaro Trevisan ed Emiliano Mereghetti, la piacentina e piacente Marinella Salami, interprete professionista free-lance di Lingua dei Segni Italiana e la milanese e stupenda, in segni e in garbo, Rosella Ottolini, «Borsista» presso la Gallaudet University di Washington e ricercatrice italiana. Il bel libro si chiude con alcune istantanee scattate durante il Convegno. rc031 (2004)

TITOLO:
Una Storia, mille storie: la comunità dei Sordi si racconta. Atti del 1° Convegno Nazionale di Storia dei Sordi. Piacenza 1° e 2 dicembre 2001. Tip. Tedeschi di Piacenza, 2004.  Per informazione ed ordinazione rivolgersi alla Sezione Provinciale ENS di Piacenza.

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«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini