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Screnning uditivo neonatale

E’ importante individuare un difetto uditivo congenito entro i primissimi mesi di vita di un bambino, prima che si manifestino i sintomi legati alla deprivazione sonora. Oggi è possibile farlo tramite lo screening uditivo neonatale, che alcuni ospedali in Italia praticano con risultati molto soddisfacenti. Lo screening uditivo prevede la somministrazione di un test audiologico specifico e oggettivo a tutti i neonati. Il risultato del test di screening non è diagnostico, ma segnala solo l’eventuale necessità di una valutazione più accurata delle capacità uditive di un bambino.

Screnning uditivo neonatale: aspetti generali
1-2 bambini su 1000 nati sani possono essere affetti da un deficit uditivo permanente. Per i bambini ricoverati nei reparti di patologia neonatale il rischio di un difetto audiologico raggiunge anche il 4-5 per 100. Si stima che ciò possa corrispondere, in Italia, a più di 900 nuovi casi di ipoacusie permanenti infantili ogni anno.Sospettare un deficit uditivo in un neonato o in un bambino molto piccolo non è facile: il danno uditivo congenito è invisibile e i bambini possono farci capire di non sentire bene solo molto tempo dopo, quando ritardano nello sviluppo linguistico o psicologico.

Un difetto uditivo congenito si può rilevare mediante un programma di screening neonatale, che viene chiamato “universale” quando viene somministrato a tutti i neonati. In generale uno screening sanitario  permette di identificare, in un grande numero di soggetti, quelli che potrebbero essere affetti da un danno non clinicamente evidente, ma per il quale esista la possibilità di una diagnosi e la possibilità di un rimedio efficace, soprattutto se intrapreso in tempi precoci. Questi presupposti oggi esistono per il deficit uditivo congenito: l’evoluzione tecnologica degli ultimi dieci anni (gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari), ha dimostrato che si possono ottenere risultati sorprendenti nella riabilitazione della sordità, anche profonda, a patto che la tecnologia sia unita ad una diagnosi ed un intervento validi e precoci.

Lo screening uditivo neonatale non è una procedura diagnostica: permette di suddividere i bambini in due gruppi, uno che passa il test di screening e la cui probabilità di essere affetto è trascurabile (detto anche “pass” o “negativo” al test), ed un secondo gruppo che non passa il test (spesso indicato come “positivo” al test o “refer”), con una conseguente probabilità più alta di essere affetto da un danno uditivo significativo. I neonati “refer” al test potrebbero non confermare la presenza di un deficit uditivo, però è importante che eseguano ulteriori indagini audiologiche, più specifiche.

E’ importante sottolineare che i test di screening uditivo devono essere di tipo oggettivo, e cioè indipendenti dalle risposte comportamentali del bambino. Gli attuali strumenti audiologici per lo screening uditivo (emissioni otoacustiche e potenziali evocati uditivi del tronco encefalico – ABR, entrambi in versione automatica) possono essere applicati fin dai primissimi giorni di vita, sono molto più sofisticati dei vecchi metodi comportamentali, hanno un’elevata sensibilità nell’identificare un bambino con difetto uditivo se organizzati in protocolli controllati e soprattutto hanno un costo sanitario globale decisamente minore rispetto a quello delle vecchie metodiche di osservazione.

Audiologia Pediatrica
Quest’area specialistica della medicina si occupa di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione dei difetti uditivi in età infantile. Quando un bambino presenta un difetto di ascolto, il primo obiettivo è quello di definirne il tipo, il grado, la configurazione e la causa, in modo da individuare, al più presto, la terapia più adatta. Un intervento precoce, adeguato e aggiornato può significativamente ridurre i ritardi e i difetti comunicativi che comunemente accompagnano un deficit uditivo. Esistono oggi ampie possibilità audiologiche diagnostiche e riabilitative, adatte anche a neonati e bambini piccoli.

Informazioni sui deficit uditivi infantili
In questa sezione si possono trovare delle informazioni e dei filmati riguardanti tematiche audiologiche in età pediatrica. Le informazioni sono principalmente indirizzate alle famiglie e ad altre persone che sono in relazione con bambini con deficit uditivo, come ad esempio i pediatri, gli insegnanti, gli educatori. E’ incluso in questa sezione anche un elenco di siti internet italiani e internazionali di interesse audiologico pediatrico, alcuni utili alle famiglie, altri più specifici e interessanti per i professionisti che si occupano di ipoacusia infantile.

Come osservare lo sviluppo uditivo e comunicativo di un bambino che cresce
Nel corso della crescita il bambino sviluppa dei comportamenti uditivi e comunicativi che seguono delle tappe a seconda delle diverse epoche del suo sviluppo. Imparate ad osservare il vostro bambino e, se notate che non sviluppa tutti o alcuni dei comportamenti elencati in relazione alla sua età, parlatene con il vostro Pediatra che vi potrà consigliare una visita specialistica audiologica pediatrica.

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 3 mesi
•  Si spaventa oppure smette di muoversi con un rumore improvviso (una porta che sbatte, un cane che abbaia, un urlo)
•  Si sveglia e piange quando qualcuno parla o c’è un rumore improvviso
•  Smette oppure accelera o rallenta la poppata quando c’è un rumore improvviso
•  Riconosce e viene tranquillizzato dalla vostra voce
•  L’alternanza di suoni forti e deboli attira la sua attenzione (ad es. spalanca o socchiude gli occhi)

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 6 mesi
•  Volge il capo nella direzione di un suono improvviso e forte
•  Di solito smette di piangere quando la mamma lo chiama
•  Rivolge lo sguardo nella direzione di chi parla e lo chiama
•  Suoni familiari come il tintinnio del cucchiaio nel piatto evocano una sua reazione come avesse capito che è l’ora della pappa
•  Gli piacciono i giochi musicali

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 9 mesi
•  Capisce il significato di “no”, “ciao”, “andiamo”
•  Usa la voce per attirare l’attenzione
•  Presta attenzione a musica e canzoni
•  Si gira se qualcuno lo chiama o se un rumore proviene da dietro (non è necessario che il rumore sia forte)
•  Riconosce il suo nome e quello dei membri della famiglia anche se non sono presenti
•  Capisce se la voce di una persona è amichevole
•  Rivolge lo sguardo in direzione di un suono, di una voce o di chi lo chiama
•  Produce molti più suoni nuovi rispetto a due mesi fa

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 1 anno
•  Riconosce il nome dei suoi giocattoli
•  Usa la voce per attirare l’attenzione dei presenti
•  Capisce il significato di domande semplici
•  Capisce il significato di comandi semplici (dammi la mano, apri la bocca)
•  Si guarda intorno quando ci sono rumori nuovi
•  Saluta a comando
•  E’ attratto dallo squillo del telefono e dal campanello di casa
•  Sa identificare le persone e le parti del corpo
•  Balla quando c’è la musica
•  Localizza i suoni

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 2 anni
•  Sa indicare gli oggetti che gli vengono nominati
•  Esegue ordini semplici
•  Gli piacciono la musica, la radio, lo stereo, la televisione
•  Riconosce i suoni
•  Riconosce e sa indicare le parti del corpo
•  Risponde con sì o no alle domande relative ad eventi familiari
•  Ascolta volentieri le storie in gruppo
•  Risponde quando lo si chiama da un’altra stanza
•  Vuole comunicare, esprimere i suoi interessi, i bisogni e raccontare le sue esperienze
•  Si arrabbia se gli adulti non riescono a capirlo

Comportamenti uditivi e comunicativi normali a 3 anni
•  Pone delle domande
•  Inizia a capire il significato di dentro, fuori, sopra, sotto
•  Risponde a domande semplici
•  Ascolta le favole in cassetta o CD
•  Presta attenzione ai richiami verbali di pericolo
•  Parla e ascolta al telefono

Fonte: unipd.it
Azienda Ospedaliera di Padova
Dipartimento di Pediatria – Audiologia Pediatrica
Screening Uditivo Neonatale

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