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La televisione che non si sente (Newsletter della Storia dei Sordi n.359 del 14 novembre 2007)

La televisione che non si sente. Nel Regno Unito nasce un canale televisivo in internet dedicato agli utenti sordi. L’idea sembra buona, ma all’interno della comunità non udente c’è chi esprime perplessità.
Con IPTV, acronimo per Internet Protocol Television, si intende quella tecnologia che consente la trasmissione di contenuti di tipo televisivo in formato digitale attraverso internet.
Si tratta di un sistema destinato a trasformare il rapporto degli utenti con la televisione. In quale misura lo scopriremo nei prossimi anni, ma già ora i canali tematici disponibili in rete sono moltissimi e, anche se per molti aspetti non paragonabili a quelli offerti dalla “vecchia” televisione, in grado di soddisfare gli interessi più disparati dell’utenza.

Una TV per i non udenti
Recentemente c’è chi ha pensato di sfruttare questa tecnologia per trasmettere programmi dedicati alle persone non udenti. È nato così il canale inglese VeeSee  che promette numerosi contenuti tutti rigorosamente in lingua dei segni (lingua dei segni inglese, naturalmente).
In realtà, nel momento in cui scriviamo, sono disponibili solo alcuni filmati mentre dell’annunciato telegiornale quotidiano non abbiamo trovato traccia. Ma il servizio è dichiaratamente ancora in fase di sviluppo e ci si aspetta che l’offerta di contenuti possa aumentare nei prossimi mesi almeno proporzionalmente alle dichiarazioni di intenti degli ideatori.

Tra gli obiettivi di questa Web TV, infatti, non solo c’è quello di sopperire alla mancanza di programmi in lingua dei segni o sottotitolati nei palinsesti della televisione tradizionale, ma anche quello di diventare un punto di riferimento per la comunità sorda inglese. Mire ambiziose, quindi, anche troppo, secondo alcune persone che proprio a quella comunità appartengono.
Tra le altre critiche mosse al progetto anche quelle sulla natura del servizio, che appare sin dagli inizi spiccatamente commerciale, ed altre legate all’accessibilità del sito.

Programmi su misura
Al di là del successo che potrà avere VeeSee, progetto destinato soprattutto agli utenti d’oltremanica e che qui abbiamo voluto presentare solo a titolo esemplificativo di una particolare applicazione delle tecnologie multimediali, resta il fatto che la Web TV schiuderà nuove opportunità agli utenti in genere e, tra di essi, anche alle persone non udenti.

Non pensiamo, ovviamente, a semplici raccolte di filmati, che – come abbiamo visto nel numero 49 di Mobilità – già esistono, ma ad una reale alternativa ai palinsesti televisivi. Una programmazione, cioè, in grado di offrire una maggiore varietà di contenuti in lingua dei segni, o comunque accessibili ai non udenti, non solo con trasmissioni dedicate all’informazione ma anche con programmi d’intrattenimento.
Fonte: Mobilità.it

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Newsletter della Storia dei Sordi n.359 del 14 novembre 2007