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Festa della Donna 2008: le prime Donne manager (Newsletter della Storia dei Sordi n. 443 dell’ 8 marzo 2008)

Le Prime Donne “manager” del mondo dei Sordi.

Sociale
Prima Donna nel Consiglio di Amministrazione dell’ENS: Anna Maria Sollazzo (1958)

Prima Donna nel Consiglio Nazionale ENS: Serena Corazza (1982);

Prima Donna Presidente Nazionale dell’ENS: Ida Collu (1995)

Prima Donna Segretario Nazionale dell’ENS Orietta Leonardi (1998);

Sport
Prima Donna nel Consiglio Federale dello Sport Silenzioso (1990, FISD): Anna Maria Querini (udente figlia di genitori sordi);

Prime Donne nel Consiglio Federale dello Sport Silenzioso (1999, FISS): Emanuela Cameracanna e Maria Pia Luciani;

Prima Donna Presidente del Comitato Promotore “CSSI”  (2003, Comitato Sportivo Sordi Italiani): Maria Beatrice D’Aversa;

Prima Donna Presidente della Federazione Sport dei Sordi Italia: Daniela Mazzocco (2010), nonché “Prima Presidente come federazione del CONI” (infatti prima di Mazzocco nessuna donna udente presidente “federale” CONI).

Gioventù
Prima Donna membro del Comitato Provvisorio dei Giovani Sordi Italiani: Maria Biffigi (1992)

Prima Donna membro del Comitato dei Giovani Sordi Italiani: Roberta Bue (1994);

Prima Donna Presidente del Comitato dei Giovani Sordi Italiani: Vannina Vitale (1994);

Altre
Prima Donna Direttrice dell’Istituto Professionale ENS Femminile di Milano e di Novara: Giannina Barbareschi (1953);

Prime Donne autrici della lingua dei segni: Anna Folchi, Serena Corazza, Emanuela Cameracanna, ecc.

Prima Donna autrice del libro sulle donne Sorde: Ida Collu (Segni al femminile. Primo rapporto sulla condizione sociale delle donne sorde in Italia, Angeli 1999)

Prime Donne autrici della loro testimonianza: Consuelo Agnesi, Gessica Altieri, Francesca Feroldi, Maria Gennaioli, Rosanna Giovanditto, Annalisa Miceli, Federica Pea, Anna Roatta e Mara Termini, Cantagalli 2005).

Prima Donna psicologa: Roberta Simboli (1969)

Prima Donna medico chirurgo: Manuela Gemmi (1997)

Prima Donna  direttrice della rivista specializzata «L’Educazione dei Sordi» fondata nel 1872: Maria Gennaioli (2007)

Internazionale
Prima donna Segretario Generale della Federazione Mondiale dei Sordi  (1987) e poi Presidente della stessa Federazione (1995): Liisa Kauppiler.

Prima donna Segretario Generale del Comitato Internazionale dello Sport dei Sordi (1997) e poi Presidente dello stesso organo (2003): Donalda Ammons.

Prima donna Presidente dell’Unione Europea dei Sordi: Helga Stevens.

Non dimenticare:
Le prime suore Sorde educatrici che hanno dedicato al completo servizio educativo ai bambini sordi nelle loro scuole materne e d’obbligo;

Le prime Donne Sorde Pittrici: hanno dato la ricchezza dei colori e dalle espressioni pittoreschi.

Le prime Donne Sorde ricamatrici e cucito: hanno dimostrato le loro inestimabile arte dei ricami;

Le prime Donne Sorde laureate (sono tante…)

A tutte le Donne Sorde che hanno realizzato l’altissima qualità dell’arte dei mestieri;

Manager di oggi nell’ENS:
Le donne di oggi che guidano le seguenti Sezioni provinciali ENS nell’anno 2008:
Serena Corazza (Trieste)
Laura Giorgini (Biella);
Elsa Tuia (Varese);
Santina Valsecchi (Lecco);
Natalia Pecchielan (Pavia);
Brunella Grigolli (Trento);
Olga Olivier (Belluno);
Maria Luigia Biffi (Padova);
Venere Ravaglia (Forlì);
Irma D’Angelis (Siena);
Maria Evangelista (Macerata);
Luciana Rossetti (Terni);
Maria Gabriella Di Lena (Campobasso);

…. e quella del Consiglio Regionale: Sarita Nadalutti (Friuli-Venezia Giulia).

Federica Miralli (Viterbo) 2011

Leggi l’importante messaggio del Presidente Nazionale ENS Ida Collu a tutte le Donne Sorde Italiane.


STORIA SULLA FESTA DONNA

Giornata Internazionale della Donna  (versione wikipedia)
Un ramo di mimosa (Acacia dealbata), fiore che in molte culture è il simbolo della Festa della donna
La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l’8 marzo. L’usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L’8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell’ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po’ sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche – se non soprattutto – da connotati di carattere commerciale e politico. Ipotesi sull’origine
L’origine della festività è molto controversa. Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della II Conferenza dell’Internazionale Socialista svoltasi a Copenaghen nella Folkets Hus (Casa del popolo) chiamata poi “Ungdomshuset”. Sarebbe di Clara Zetkin la proposta di dedicare questo giorno alle donne. Alcune femministe italiane (Irene Giacobbe, Tilde Capomazza, Marisa Ombra) sostengono tuttavia che non c’è nessuna prova documentata a supportare questa ipotesi. Il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile. L’unica data certa è l’8 marzo 1917 quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell’ambito della rivoluzione di febbraio). Le autrici citate ipotizzano che per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti d’America (vedi a proposito la sezione successiva).
In Italia, nel secondo dopoguerra,la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa.
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. (agg. 5.3.08)

Storia della Festa Donna (versione armando)
L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L’8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una “festa” ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Fonte. Armando.it (2008)

La Storia: dalla Russia agli Stati Uniti
La Festa della Donna è giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, è festività internazionale nei paesi del mondo occidentale, e curiosamente l’origine della festività, seppur recente, è controverso.

C’è chi parla del 1910, con la proposta della femminista Rosa Luxemburg, nel corso della II Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenhagen, di dedicare un giorno alle donne.
Ma l’ipotesi non trova molto credito.

Sembra più probabile che la data indiziata sia il 23 febbraio 1917 (per il calendario giuliano di Giulio Cesare, l’8 marzo per quello “nostro” gregoriano da papa Gregorio XIII), quando a San Pietroburgo un grande corteo di madri, mogli e figlie delle migliaia di soldati impegnati nella prima guerra mondiale, manifestarono in corteo per chiedere il ritorno a casa dei loro uomini.

Siccome al mondo occidentale non piaceva l’idea di legare a un fatto russo una giornata simbolo della rivendicazione della dignità femminile, si pensò bene di eludere il richiamo alla Rivoluzione Russa, spostando i natali della Festa della Donna negli Stati Uniti, legandola a un fatto verosimile, ma forse non reale del movimento operaio d’oltreoceano.

Si diffuse così la versione che nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare.

Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo appunto Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie d’uscita dello stabilimento, al quale poi venne appiccato il fuoco.

Le 129 operaie prigioniere all’interno furono arse vive.

Un’altra ipotesi parla di un incendio avvenuto nel 1911, sempre a New York, nella Triangle Shirtwaist Company.

L’incendio fu accidentale, ma le scarse condizioni di sicurezza del luogo di lavoro contribuirono comunque al disastro. Le vittime furono oltre 140, non tutte donne.
Fonte: leggievai.it (2008)

 


ALCUNE NORMATIVE

Regole standard sull’Eguaglianza di Opportunità per le Persone Disabili (Deliberazione n.48/96 del 20 dicembre 2003 dell’assemblea generale dell’ONU).

13. Le Norme Standard per il raggiungimento delle pari opportunità delle persone con disabilità sono state sviluppate sulla base dell’esperienza accumulata durante il Decennio delle Persone Disabili delle Nazioni Unite (1983-1992).
La Legge internazionale sui Diritti Umani, l’accordo Internazionale sui Diritti Economici Sociali e Culturali, l’accordo internazionale sui Diritti Civili e Politici la Convenzione sui Diritti dei Bambini e la Convenzione sull’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione contro le Donne così come il Programma di Azione Mondiale riguardante le Persone Disabili il Programma di Azione Mondiale riguardante le Persone Disabili, costituiscono il fondamento politico e morale per le Norme.

15. Lo scopo delle Norme è di assicurare che ragazze, ragazzi donne e uomini con disabilità, come parti delle loro società, possano esercitare i propri diritti e doveri come gli altri. In tutte le società del mondo ci sono ancora ostacoli che impediscono alle persone con disabilità di esercitare i loro diritti e le loro libertà e che rendono loro difficile la piena partecipazione alle attività della società in cui vivono. compito dello Stato quello di intraprendere delle azioni adeguate per muovere un tale ostacolo.
Le persone con disabilità e le loro organizzazioni devono giocare un ruolo attivo come partners di questo processo.
Il raggiungimento delle pari opportunità delle persone con disabilità è un contributo essenziale nello sforzo generale che si attua nel mondo per mobilitare le risorse umane.
Può essere necessario rivolgere una particolare attenzione a gruppi di persone come le donne, i bambini gli anziani, i poveri, i lavoratori emigrati persone con due o più disabilità, le popolazioni autoctone e le minoranze etniche. Inoltre vi sono un grande numero di rifugiati con disabilità che hanno dei bisogni speciali che necessitano di attenzione.
Concetti fondamentali nella politica sulla disabilità

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2001)
Non discriminazione (art. 21)
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

Parità tra uomini e donne (art. 23)
La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso
in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.

Costituzione Italiana (1948)
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 51.
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

DONNE SORDE

Statuto dell’ Ente Nazionale Sordi  (Approvato con D.P.R. 29 gennaio 1981 e modificato con l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche della Prefettura di Roma in data 19 giugno 2001 ai sensi del D.P.R. 361/2000)

Art. 3 – Fini
Scopo dell’ENS, che opera senza fini di lucro per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, è l’integrazione dei sordi nella società, perseguendone l’unità.
L’ENS tutela, rappresenta, promuove e valorizza la dignità e l’autonomia della persona sorda, i suoi pieni diritti di cittadinanza in tutti i campi della vita, l’autodeterminazione, l’accessibilità e l’informazione, l’educazione, la formazione e l’integrazione scolastica, post scolastica, professionale, lavorativa e sociale, la piena attuazione del diritto al lavoro dei sordi, favorendone il collocamento lavorativo e l’attività professionale in forme individuali e cooperative, la lingua dei segni, la comunicazione totale e il bilinguismo, la riabilitazione, la cultura, lo sport, il tempo libero e le attività ricreative.
L’ENS abiura l’accanimento terapeutico ed ogni forma di discriminazione tendente a limitare e mortificare la libertà e la dignità della persona.

Art. 4 – attività istituzionale
Per il raggiungimento delle finalità di cui all’art. 3, l’ENS:

Lettera q)
– attua iniziative per la promozione dei diritti e delle pari opportunità per l’infanzia, l’adolescenza, la gioventù e la condizione femminile della categoria;

lettera s)
– esplica attività promozionale attraverso centri di cultura, ricreativi, sportivi e di educazione, nonché ogni altra iniziativa per i giovani, le donne, gli anziani e i cittadini sordi stranieri;

Art. 5 – Principi ispiratori
L’ENS si ispira ai principi della «Costituzione della Repubblica Italiana», alla «Carta dei diritti dell’uomo», alla «Dichiarazione di Salamanca» del 1984 in materia di educazione, alla «Dichiarazione di Madrid sulla non discriminazione» del 2002, alla  «Conferenza di Salonicco»  del 2003 sulle pari opportunità dei disabili nel mondo del lavoro e ai documenti e dichiarazioni nazionali ed internazionali tendenti a garantire l’attuazione dei diritti delle persone con minorazioni uditive.

nw443 (2008-2012)


Il Presidente Nazionale dell’ENS ha raccomandato nel suo annuale messaggio a tutte le Donne Sorde Italiane con il seguente brano:

Vorrei che questa giornata ci rendesse più forti e orgogliose della nostra identità per guardare avanti;
Vorrei che il sapere e la cultura ci contagiassero di più per rafforzare la consapevolezza del nostro essere;
Vorrei che le donne sorde si contassero di più nei ruoli di Dirigenti per essere loro stesse protagoniste delle scelte del cammino intrapreso;
Vorrei che fossimo più visibili dentro l’ENS e fuori dall’essere solo stereotipi


Newsletter della Storia dei Sordi n. 443  dell’ 8 marzo 2008

storia-dei-sordi-di-franco-zatini