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I segni raccontano. La Lingua dei Segni Italiana tra esperienze, strumenti e metodologie

L’ENS è lieto di annunciare che è in libreria il volume “I segni raccontano. La Lingua dei Segni Italiana tra esperienze, strumenti e metodologie” (a cura di C. Bagnara, S. Fontana, E. Tomasuolo e A. Zuccalà, Franco Angeli, pagg. 288), disponibile anche in formato elettronicoe-book.

Dopo I segni parlano (Angeli, 2008), incentrato su questioni di interesse primariamente linguistico, l’ENS promuove un nuovo volume, nato da una selezione e rimodulazione delle ricerche, esperienze, proposte e sperimentazioni presentate in occasione del 3° Convegno sulla Lingua dei Segni Italiana (Verona 9-11 marzo 2007).

Un libro che racconta una lingua parte della vita di molte persone sorde e udenti e si propone come strumento di lavoro per chi si occupa a diverso titolo di sordità, lingua dei segni e comunicazione, dipanandosi intorno a quattro tematiche: i profili professionali in evoluzione; la LIS come risorsa; le esperienze di bilinguismo e integrazione; i diritti, i servizi e l’accessibilità.

I numerosi contributi dimostrano come la LIS non sia solo la lingua “delle persone sorde”, ma rappresenti una dimensione preziosa in contesti complessi e diversificati: comunicazione, supporto didattico, risorsa per l’integrazione e per l’accessibilità, strumento di lavoro per molteplici professionalità.

I segni raccontano i modi, le forme e gli spazi d’uso e d’espressione di una delle tante lingue segnate esistenti al mondo, veicolata sul canale visivo-gestuale e su cui esiste ormai una considerevole letteratura ma che fatica a trovare un proprio riconoscimento, non solo giuridico ma nello stesso immaginario collettivo. Questo sia in virtù dell’inferiorità di status che il gesto ha assunto rispetto alla parola nel sistema concettuale occidentale, sia perché non viene “trattata” da lingua ma come oggetto rispetto al quale assumere posizioni pro o contro.

Le lingue dei segni infatti pagano da un lato le conseguenze di quella negazione e repressione del corpo e della gestualità che nella filosofia occidentale ha assegnato un ruolo di supremazia indiscussa alla voce/parola/scrittura; dall’altro la loro rappresentazione viene prevalentemente costruita non in quanto lingua ma come scelta pedagogica, all’interno di un sistema concettuale fortemente dualista.

L’obbiettivo che ci si pone è quello di raccontare la LIS al di fuori di queste dicotomie e di illustrare come con prospettive ed in contesti assai differenti fra di loro, la LIS è dimensione quotidiana della vita di molte persone sorde e udenti. attraverso esperienze, progetti, riflessioni, percorsi.

I CURATORI
Caterina Bagnaracollabora da anni con l’ENS di Genova e con gli enti locali per favorire la divulgazione della Lingua dei Segni Italiana ed una corretta conoscenza delle tematiche relative alla sordità.
Sabina Fontana lavora presso la Sezione Provinciale ENS di Ragusa e insegna Linguistica Generale presso l’Università degli Studi di Catania. Si occupa di Linguistica della lingua dei segni e di Sociolinguistica.
Elena Tomasuolo, psicologa udente, lavora presso la Sezione Provinciale ENS di Roma come coordinatrice degli assistenti alla comunicazione; collabora da anni con l’ISTC del CNR di Roma dove svolge attività di ricerca sulla sordità, la valutazione del linguaggio e la teoria della mente.
Amir Zuccalà si occupa di Deaf Studies e degli aspetti socio-culturali della sordità, impegnato in attività di docenza e sensibilizzazione. Lavora nel campo della progettazione sociale, studi e formazione presso la Sede Centrale dell’Ente Nazionale Sordi. rc130

Fonte: ens.it

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