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20° anniversario dell’Indennità di Comunicazione (Newsletter della Storia dei Sordi n. 627 del 19 gennaio 2009)

20° anniversario dell’Indennità di comunicazione. Il 21 novembre 1988 il Governo di allora aveva promulgato la legge 508 che prevedeva, al solo titolo della minorazione, un’indennità di comunicazione ai sordi prelinguali, di lire 2.400.000 annue dal 1° gennaio 1989.

Col brindisi per l’inizio del 2009, i sordi italiani hanno fatto cin-cin anche al 20° anniversario della ricorrenza della prima indennità di comunicazione da loro percepita, dopo infinite lotte sociali, con il riconoscimento, finalmente delle difficoltà di relazione che assillano chi non ode dalla nascita o dalla prima infanzia, e con quell’indennizzo si è dato avvio a una modalità di libertà e indipendenza della categoria di silenziosi, un passo importante in tale direzione, poiché gli altri disabili sensoriali, i ciechi, già disponevano da anni di una più sostanziosa indennità, quella “di accompagnamento”, e la nostra era solo un terzo di quella a loro assegnata, pur se fra le due minorazioni le distinzioni non possono dirsi nette, poiché la cecità isola dalla visione delle cose, ma la sordità emargina dalle persone e quindi dalla società.

L’11 novembre 1988 si può ritenere una data storica, giacché erano finalmente riconosciute le implicite difficoltà contingenti, seppure non visibili e sempre sottovalutate, che incontravano in tutti gli ambiti sociali i minorati dell’udito, nella società della comunicazione prettamente verbale di quel tempo, ma che non è tanto cambiata neppure oggigiorno, nonostante le molteplici innovazioni tecnologiche ideate dall’uomo e che potrebbero essere applicate per rendere un buon servizio a chi non ode.

Nell’editoriale della “Settimana del Sordo”del novembre 1988, con cui si dava l’annuncio di quella importante “ vittoria morale e culturale” ottenuta dall’ENS, si ringraziavano i deputati e senatori che negli anni precedenti avevano presentato i disegni e le proposte di legge, impegnandosi per l’ottenimento del beneficio di comunicazione a favore dei sordi. Nel contempo, in quell’editoriale, si era voluto ricordare pubblicamente l’impegno dei presidenti dell’Ente Nazionale Sordi che in tutti quegli anni si erano battuti con caparbietà per avere la specifica provvidenza.

Oggi il Direttivo ENS, guidato con molta oculatezza da Ida Collu, con la quale si sono ottenute molte ulteriori conquiste e contribuito quanto mai in passato all’emancipazione e all’integrazione dei sordi sia per conseguimenti politici, sia per la crescita culturale dei sordi non solo per quanto riguarda la scolarizzazione, ma anche per l’affermarsi della dignità della Lingua Italiana dei Segni quale vero simbolo e patrimonio dei sordi, costata l’opportunità di riportare all’attenzione dell’intero Parlamento, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, il tema dell’equiparazione dell’indennità di comunicazione, poiché se l’attuale XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sta affrontando la questione della disparità in materia di pensioni e indennità a favore degli invalidi civili totalmente inabili, è necessario che riconsideri la sordità pre-linguale, cioè acquisita in età evolutiva, come predisponente di enormi difficoltà nell’apprendimento e nel mantenimento del linguaggio parlato, superabili al prezzo di enormi sacrifici individuali, famigliari ed economici, senza tralasciare le implicazioni negative sulla frequenza e apprendimento scolastico, la formazione professionale e l’integrazione lavorativa dei soggetti con sordità profonda, per cui l’ENS ha richiesto ancora una volta di equiparare l’assegno di comunicazione dei sordi con quello dei ciechi.

Tutti i sordi, anche quelli delle ultime generazioni, devono essere consapevoli delle molte difficoltà superate in passato per arrivare all’indennità sancita dalla legge 508/88, che rappresenta un atto di solidarietà e di riconoscimento del lavoro e delle impostazioni terapeutiche e sociali che l’ENS ha continuato a proclamare dal 1932 in poi.

Ora, vent’anni dopo l’adozione della legge 508, pur avendo ottenuto piccoli miglioramenti nell’importo che tutti i sordi prelinguali possono percepire, c’è il dispiacere che alcuni di essi sono scontenti di non avere avuto più sostanziali incrementi dell’indennità – passata comunque dalle iniziali lire 200.000 del 1999 alle attuali, seppure ancora misere, euro 236,15 – ignorando che sono stati inoltre ben potenziate altre agevolazioni, come le divenute quasi nulle partite IVA, e benefici di ampio respiro che consentono esborsi irrisori per acquisti di notevole utilità.

Soprattutto dispiace che molte famiglie di bambini sordi, che pure grazie alla determinazione dei sordi adulti fondatori e sostenitori della loro associazione sindacale, l’Ente Nazionale Sordi, sono gratificate dagli stessi giovamenti per i loro bambini e ragazzi, ancora guardano con sospetto e poca considerazione i sordi adulti, mentre dovrebbero collaborare attivamente con l’associazione ENS che dal 1932 ha potuto elevare i minorati dell’udito da sordi a cittadini e da cittadini a protagonisti e che, è bene rammentare, il nostro vivere, oggi, è la nostra forza di fare.

nw627 – 19 gennaio 2009


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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini