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Lingua dei segni, De Mauro: L’Italia riconosca la Convenzione al più presto (Newsletter della Storia dei Sordi n. 655 del 26 febbraio 2009)

Lingua dei segni, De Mauro: ”L’Italia riconosca la Convenzione al più presto.
L’appello di Tullio De Mauro al ”pigro” Parlamento italiano: ”Esistono migliaia e migliaia di utenti della Lis che meritano attenzione”. Intanto scompare dalle tabelle Miur la Lingua dei segni, ma cresce l’interesse delle università

ROMA – “In Italia è necessario prima di tutto ottenere la ratifica delle convenzioni sui diritti delle persone disabili, ma su certi temi il Parlamento è pigro”. È la considerazione di Tullio De Mauro, responsabile del Consorzio gioventù digitale sul riconoscimento della lingua dei segni (Lis) durante la presentazione ieri a Roma del primo volume redatto dall’Ens “I segni parlano. Prospettive di ricerca sulla Lingua dei Segni Italiana”. Secondo De Mauro, oggi la lingua dei segni non ha più l’ostacolo del riconoscimento dal punto di vista culturale e scientifico, ma manca quello del mondo politico.

“In Italia – ha spiegato De Mauro – esistono migliaia e migliaia di utenti della lingua dei segni che meritano tante attenzione quanto le altre lingue di minoranza. Non è facile se si pensa che il riconoscimento dei diritti linguistici all’uso e all’insegnamento delle lingue di minoranza era stato stabilito come principio costituzionale, dal 1948, e abbiamo dovuto aspettare il 1999, quindi più di 50 anni per avere una legge che rispettasse l’art. 6 della Costituzione”. La speranza, secondo il noto linguista, è che per la Lis i tempi siano diversi, ma bisogna fare i conti con i tempi di Montecitorio. “Il Parlamento italiano è un po’ pigro quando non ci sono degli interessi immediati in gioco – ha spiegato De Mauro -. Ci sono anche gli interessi della popolazione sorda, ma sono pochi e dispersi in tutt’Italia”.

La presentazione del testo sulla Lis, per De Mauro è un importante passo avanti nella ricerca. “Questo volume va preso non come un punto di arrivo ma come un punto di partenza per ulteriori studi. Il libro ha alle spalle il fatto che una lingua segnata è una lingua con la stessa potenza, la stessa capacità di significazione di una qualsiasi lingua parlata. L’analisi ora si va concentrando su aspetti che differenziano le lingue dei segni dalle lingue parlate e scritte con contributi di grande interesse”.

Cresce, intanto, l’interesse verso la Lis nelle università italiane, come spiega Virginia Volterra, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “La Lis è entrata in settori molto diversi. Dalla filosofia del linguaggio, alla psicologia, nelle scuole per interpreti e traduttori, nelle scienze della formazione, in logopedia e nelle facoltà di lingue. È un insegnamento che rientra in tante discipline diverse”. Nonostante ciò, al Miur, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sfugge l’inserimento della Lis nelle proprie tabelle. “Purtroppo – ha commentato Volterra – nelle ultime tabelle del Miur, nei due settori ai cui gli insegnamenti citati fanno riferimento, che sono glottologia e linguistica e didattica delle lingue moderne, non si fa mai accenno alla lingua dei segni. Da una parte c’è una battaglia per il riconoscimento della Lis e un interesse crescente, dall’altra la dicitura scompare dalle tabelle del Miur. Tanti passi avanti e uno importante indietro”. (Giovanni Augello)

(8 febbraio 2009 superabile,it)

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 655 del 26  febbraio 2009