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Udire bene per sentirsi meglio (Newsletter della Storia dei Sordi n. 700 del 10 giugno 2009)

Udire bene per sentirsi meglio! Ne abbiamo parlato con il dott. Antonio R. De Caria, Audiologo del Centro Ricerche e Studi Amplifon.

Dei sette milioni di Italiani con problemi uditivi più di un terzo non ne è cosciente. oltre tre milioni non fanno nulla per ovviareal disturbo. Il Dottor De caria ci illustra come riconoscere i sintomi e trovare la giusta soluzione.

Le difficoltà di comunicazione determinate da una diminuzione della capacità uditiva, possono essere viste come un evento assai complesso che può essere causa di difficoltà nella vita di tutti i giorni tali da portare a un´alterazione della qualità della vita della persona. Una persona che sente poco, spesso tende a isolarsi spontaneamente dal gruppo familiare o dalla cerchia di amici e diminuisce nel tempo i momenti di socialità come andare al cinema o al bar. Del problema sordità abbiamo parlato con il dott. Antonio R. De Caria, Audiologo del Centro Ricerche e Studi Amplifon.

Dottor De Caria quante persone in Italia soffrono di problemi di udito?
«In Italia le persone con diminuzione dell´udito sono circa sei milioni, di questi circa settecentomila con età inferiore a tredici anni. Secondo alcune stime internazionali, nel mondo, 350 milioni di individui hanno problemi uditivi. Questo dato corrisponde al 7% circa della popolazione mondiale».

Com´è indicata la diminuzione dell´udito?
«La riduzione della capacità uditiva è detta ipoacusia, questo termine già da molto tempo ha sostituito il vecchio termine sordità. Infatti, per sordità ormai intendiamo la persona che ha perso totalmente la possibilità di sentire le voci e i suoni, mentre per ipoacusia, intendiamo la diminuzione più o meno grave della funzione uditiva».

Quali sono le cause?
«I disturbi della funzione uditiva possono essere causati da problemi che interessano l´orecchio esterno, l´orecchio medio o l´orecchio interno. Le alterazioni dell´orecchio esterno o medio portano a una difficoltà di trasmissione dei suoni. Un semplice tappo di cerume o un´infiammazione dell´orecchio medio, come l´otite, è spesso causa di ipoacusia trasmissiva. Altre volte l´ipoacusia trasmissiva è causata da vere e proprie patologie. In questi casi l´intervento chirurgico o l´utilizzo dell´apparecchio acustico dà la possibilità di sentire bene».

Quali sono le alterazioni dell´orecchio interno?
«E´ ormai risaputo che il rumore, gli stress emotivi e lavorativi, le abitudini alimentari e voluttuarie quali fumo e alcool, l´utilizzo eccessivo di farmaci, alcune malattie come il diabete, possono causare danni alle cellule dell´orecchio interno e al nervo acustico. L´alterazione della normale fisiologia dell´orecchio interno o il nervo acustico determina un´ipoacusia detta neurosensoriale. In questo caso la persona non solo si lamenta di un calo uditivo, ma ha anche difficoltà a comprendere il significato delle parole. Molto spesso questo tipo di ipoacusia colpisce la persona anziana ed è quindi legato all´età. Tuttavia ogni organismo invecchia in modo differente da un altro, sia per particolari caratteristiche di ordine genetico, sia per il modo di condurre la propria vita».

Ci sono sintomi che ci avvisano della diminuzione dell´udito?
«Normalmente la diminuzione uditiva progredisce lentamente negli anni e la persona non ha coscienza di quanto sta avvenendo. Si comincia ad avere consapevolezza del problema solo quando il calo dell´udito raggiunge livelli tali da determinare difficoltà a sentire la voce degli altri, la televisione o a sostenere una normale conversazione. Superati i cinquant´anni, il mio consiglio è di effettuare annualmente un controllo dell´udito. L´acufene, in rari casi, può comunque rappresentare il sintomo d´esordio di un problema uditivo».

Dottor De Caria che cosa è l´acufene?
«L´acufene è una sensazione sonora avvertita da un soggetto in uno o in entrambe le orecchie o, più in generale, al centro della testa senza che vi sia una sorgente esterna che la produca. L´acufene si può avvertire sottoforma di ronzio, tintinnio, scroscio, fischio o sibilo oppure può presentarsi come un suono più complesso che varia nel tempo. è importante sottolineare che l´acufene è solamente un sintomo quasi sempre associato a un deficit uditivo che spesso è la vera causa dell´insorgenza dell´acufene».

Quali aspetti caratterizzano gli acufeni?
«Generalmente gli acufeni vengono suddivisi in soggettivi, ovvero percepiti solo dal paziente, causati da un´attività anomala di una o più parti del sistema uditivo e acufeni obiettivi, rari, che possono essere uditi da un operatore esterno quale un parente o un medico, attribuibili a disfunzioni dell´articolazione temporomandibolare, rumori funzionali arteriosi o venosi, spasmi muscolari. Le cause più frequenti degli acufeni soggettivi sono i deficit uditivi, i processi patologici a carico dell´orecchio, l´esposizione al rumore, l´utilizzo indiscriminato di farmaci ototossici che possono colpire l´orecchio interno sia nella sua porzione uditiva che in quella destinata al mantenimento dell´equilibrio. Oltre alle caratteristiche uditive il fastidio procurato dall´acufene è molto spesso condizionato dalle condizioni psico-emotive del paziente, per questo il trattamento frequentemente prevede un “counselling” di sostegno associato alla terapia utilizzata».

Quale terapia utilizzare per gli acufeni?
«Gli approcci terapeutici oggi disponibili sono differenti, di solito multidisciplinari e ci fanno ottenere eccellenti risultati. è chiaro che la terapia si deve intraprendere solo dopo che la persona è stata ben inquadrata dal punto di vista diagnostico, in modo da personalizzare la cura poiché non esiste un´unica terapia utile per tutti. Per esempio, nelle persone con calo dell´udito e acufeni la correzione del deficit uditivo con gli apparecchi acustici molte volte da sola è risolutiva».

A tal proposito, che cosa deve fare una persona che sente poco?
«Innanzi tutto rivolgersi a un medico specialista che con una visita e un semplicissimo esame audiometrico, della durata di cinque minuti, valuta la capacità uditiva del soggetto e le soluzioni possibili».

Quali soluzioni?
«Le soluzioni per porre fine alle difficoltà uditive sono ormai molteplici. Dopo un´accurata diagnosi medica, nei casi in cui non si può intervenire chirurgicamente o con farmaci, il trattamento di successo è l´applicazione di apparecchi acustici che permettono di ripristinare la capacità uditiva anche nei casi di sordità gravi. L´applicazione e regolazione dell´apparecchio acustico è sempre estremamente personalizzata, seguendo quelle che sono le richieste della persona riguardo l´esigenze comunicative e di vita sociale».

Che cos´è un apparecchio acustico?
«Si tratta di un piccolissimo apparecchio elettronico che riceve, analizza e amplifica i suoni ambientali per poi riproporli con volume adeguato all´orecchio del soggetto ipoacusico. Attualmente l´apparecchio acustico non è più considerabile un semplice amplificatore di suoni ma, grazie alla tecnologia, è stato notevolmente perfezionato ed è divenuto un vero e proprio piccolissimo computer, che offre alla persona che sente poco un´amplificazione chiara, controllata e confortevole. Gli apparecchi acustici digitali di ultima generazione sono in grado di riconoscere il parlato dal rumore di fondo e quindi di esaltare il parlato riducendo il rumore, un sistema, pertanto, in grado di fornire una resa sonora di alta qualità molto simile a quella fisiologica. Questo tipo di apparecchi acustici possono essere così piccoli che si collocano interamente nel condotto uditivo.

Quindi non più apparecchi antiestetici?
«Ormai si può parlare di apparecchi acustici invisibili e, grazie alla recentissima tecnologia detta open, anche il soggetto che li indossa non si accorge di averli poiché l´orecchio è completamente libero».

Chi applica e regola l´apparecchio acustico?
«L´audioprotesista, la cui professionalità in Italia è regolata da un corso di laurea triennale, è il responsabile dell´applicazione e personalizzazione dell´apparecchio acustico. Un´appropriata collaborazione tra audioprotesista e medico specialista, per la valutazione del beneficio derivante dall´utilizzo degli apparecchi, garantisce alla persona ipoacusica di ottenere il massimo delle prestazioni uditive e di trovare le giuste soluzioni a quelle che sono le proprie esigenze comunicative».

Nei casi di sordità grave come si interviene?
«Gli apparecchi acustici di ultima generazione sono estremamente potenti e hanno la capacità di correggere sordità gravi. Nei casi in cui la persona ha una sordità totale o profonda si può ricorrere all´impianto cocleare, che è una protesi dell´orecchio interno. L´impianto cocleare è un dispositivo elettronico, che si applica chirurgicamente in anestesia generale, in grado di sostituire la funzione delle cellule ciliate cocleari e di trasformare il suono in potenziali elettrici che stimolano direttamente il nervo acustico, in modo da determinare sensazioni uditive a livello delle aree corticali».

Possiamo dire che con i nuovi apparecchi acustici la sordità è sconfitta?
Possiamo sicuramente dire che un enorme passo avanti è stato fatto. Questi nuovi apparecchi danno la possibilità di recuperare, nella maggior parte dei casi, in modo completo, una capacità che il soggetto in passato ha posseduto e che si è deteriorata a causa di processi di diversa natura. Il soggetto che non sente, tolto dal silenzio che lo ha indotto all´isolamento, riacquista sicurezza, fiducia in se stesso, maggiore autonomia e ritrova la forza e il desiderio di comunicare e di sentirsi parte integrante della società.

Prof. DE CARIA ANTONIO ROCCO
Medico Chirurgo Specialista in Audiologia, Specialista
in Idrologia Medica. Studio Medico  Via Bertolotti n. 8 – 46100 Mantova;
Tel. 334 9972274  e-mail:antonio.decaria@tiscali.it
Fonte: Medicina.it

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 700 del 10 giugno 2009