Iscriviti: Feed RSS

Francesco Rubino, trent’anni che non c’è più! (Newsletter della Storia dei Sordi n. 719 del 25 settembre 2009)

Francesco Rubino, trent’anni che non c’è più!. Il 27 settembre 2009 ricorre il 30° anniversario dalla dipartita di Francesco Rubino.
Egli nacque a San Remo il 16 agosto 1907 ed è morto quel giorno di trenta anni fa a Vignale (Novara), dove ivi aveva trasferito la residenza dal 1965, presso l’Istituto per sorde «Donnino», diretto al tempo dalla sua seconda moglie (sposata in seconde nozze, dopo essere rimasto vedovo di Mirella Canali, morta nel 19Francesco Rubino50, a 35 anni) Giannina Barbareschi, ma che idealmente aveva continuato a risiedere, come in precedenza, a Milano, districandosi fra la Società Sportiva Silenziosa e l’Associazione Benefica-Cardano, con frequenti escursioni alla Sede Centrale ENS di Roma, dove diceva che l’aria della Capitale era un toccasana per la sua asma cronica.

Per tutti i sordi non più giovanissimi, cioè coloro che lo conobbero di persona o che semplicemente ebbero la fortuna di ascoltare qualche suo discorso, è difficile rendersi conto che siano già trascorsi tre decenni dalla scomparsa – si fa per dire: idealmente è ancora presente – Francesco, Checco per gli intimi, Rubino.

Francesco RubinoEra il 1957, avevo 16 anni, quando io ebbi i primi contatti con i sordi e con l’ENS, e m’imbattei in quel signore allora cinquantenne, Francesco Rubino, che accattivò all’istante la mia simpatia per il suo modo lampante e cortese di esprimersi, e perché, a sua volta, dimostrasse interesse per la mia persona, pur se ci eravamo solo reciprocamente presentati. Mi elencò i pregi della veterana “Associazione Benefica-Cardano”, che allora svolgeva il compito di patronato per i lavoratori sordomuti, e mi convinse di punto in bianco a farmi socio della stessa; poi, quando seppe che praticavo lo sport della lotta greco-romana, mi elencò meriti e pregi della Società Sportiva Silenziosa, e sui due piedi fui socio pure di quella, e quando ebbe sentore che amavo leggere e scrivere, mi ritrovai impegolato nel ruolo di aiuto-segretario della stessa società sportiva nella quale, subito tesserato come atleta, divenni aspirante tuttofare nella segreteria della stessa.

In ricordo di Rubino, è arduo scrivere un articolo, per raccontare di lui è più agevole cimentarsi in un romanzo sulla sua vita assai intensa. Bastava scambiare un saluto con lui, per avere nozioni da riferire.

Infatti nel 1999, ricorrendo il ventennale della scomparsa di Rubino, il suo «allievo prediletto», Manlio Marcioni, ha dato alle stampe «Francesco Rubino, una vita per lo sport silenzioso» dove, però, oltre all’encomiabile impegno sportivo di Francesco, il suo pressoché coetaneo e grande amico, Vittorio Ieralla, scriveva che «… nonostante il suo quasi assillante impegno per lo sport, aveva sommamente a cuore i problemi umani, sociali e culturali dei sordi … Si è sempre battuto per la giusta valutazione della mimica e del linguaggio gestuale … Per i sordi italiani Francesco Rubino si pone come uno dei grandi poli di attrazione e di riferimento del movimento sociale …» e descrive che il suo funerale, lunedì 1° ottobre 1979 «… è stato un vero plebiscito di dolore e di affetto da parte dei sordi provenienti da ogni parte» mentre, anni dopo, Ida Collu, da poco alla guida dell’ENS nazionale, ha rammentato «… quella sua originale maniera di vedere le cose e di coglierne la problematicità, per quel suo straordinario modo di tradurre in mimica gestuale i fatti e i problemi che ci coinvolgono, trovando sempre le parole adatte a ogni momento, e ogni volta era come una ventata di incoraggiamento».

Francesco Rubino era divenuto sordo a quattro anni, in conseguenza di una scarlattina trascurata o male curata, fu poi educato in diversi istituti per sordi, a Napoli, a Genova, a Palermo, infine a Milano, e grazie alla sua innata curiosità, assorbì e fece propria la cultura “silenziosa” da lui raccolta durante quel peregrinare, lui infante, attraverso tutta la Penisola.

Dopo la scuola dell’obbligo, si diplomò maestro d’arte a Monza e quindi esercitò la professione di valente progettista tessile, mentre nel tempo libero già aveva iniziato a frequentare l’Associazione «Cardano» di Milano, dove succedette a Enrico Prestini, quando questi morì nel 1941, alla presidenza della stessa. Fu al contempo fondatore e redattore, con Edgardo Carli, della testata «Riscossa» e poi di «Rinascita», i primi giornali dell’ENS.

 Fu uno dei dieci componenti della «Commissione Nazionale» per i Congressi di Roma e di Milano (1946) per la riorganizzazione dell’ENS, poi avvenuta nel 1950. E’ stato presidente della Sezione milanese dell’Ente Nazionale Sordomuti fino al 1957, e in quel ruolo promosse nel 1954 l’unificazione delle due associazioni “Benefica” e “Cardano”. Fu pure presidente nazionale della Federazione Sport Silenziosi d’Italia dal 1949 e (quest’altra carica dal 1959) vice presidente nazionale dell’ENS, ambedue gli incarichi ricoperti fino all’ultimo istante della sua vita.  E dal 1957, dopo la magistrale organizzazione, sotto la sua supervisione degli VIII Giochi Internazionali di Milano, fino al 1973, ha ricoperto con competenza e ammirazione internazionale la carica di vice-presidente del Comitè International Sport des Sourd (CISS).

Nel 1971 fu pubblicato «Gestuno, International Sign Language of the Deaf», un’opera internazionale sul linguaggio universale dei sordi, alla quale Rubino aveva collaborato  come presidente della Commissione, composta, oltre che da lui, dal britannico Allan B. Hayhurst, dal sovietico Josif Guejlman e da Willard J. Madsen. Gestuno fu tradotto in diverse lingue del mondo.

Un altro celebre libro di Francesco Rubino, questo composto interamente da lui solo per i sordi sportivi italiani, è «F.S.S.I., 1924-1971», dove sono raccolti tutti i dati e tutti i nomi degli sportivi sordi italiani di quel periodo fulgente dello sport silenzioso italiano, un prezioso volume che, fino a oggi, nessuno ha aggiornato con i dati degli anni successivi.

Il 24 aprile 1980, pochi mesi dopo la scomparsa dell’illustre e stimato personaggio, si costituì a Milano la «Fondazione Nazionale Francesco Rubino», con atto n. 09445, registrato presso il Notaio Nicola Maienza, alla presenza di due testimoni, il dott. Giancarlo Massironi e la signora Mariangela Vallini. La nuova Fondazione è sotto l’egida dell’Ente Nazionale Sordi e della Federazione Sport Silenziosi Italia, e riconosciuta ufficialmente dal CONI.

Gli scopi della Fondazione sono di premiare annualmente le personalità sorde che si sono distinte nello sport e coloro, anche udenti, che hanno dato un notevole apporto allo sport dei silenziosi in Italia e nel mondo.

La Fondazione è stata voluta dalla vedova del comm. Rubino, Gianna Barbareschi, e dal figlio dello scomparso, Giovanni, per onorare degnamente la memoria del loro congiunto, che al momento della dipartita era Presidente Onorario della Federazione Sport Silenziosi d’Italia, FSSI, e Vice Presidente effettivo del Comitè International Sport des Sourds, CISS.

La Fondazione Rubino è stata presieduta, dal 24 maggio 1980 al 28 maggio 2009, dal com. Manlio Marcioni, che per 29 anni ha profuso il massimo impegno per ossequiare la volontà e gli intenti del suo Maestro, e ora che anche Mario è assiso all’eremo degli Eroi è necessario che il testimone sia raccolto e condotto ancora da altro autorevole e capace personaggio che sappia preservare la grande umanità e perseveranza di Francesco Rubino, autentico Cavaliere dell’ideale sportivo.
nw719 (2009)

PER SAPERE DI PIU’
Francesco Rubino di Manlio Marcioni

 


Newsletter della Storia dei Sordi n. 719 del 25 settembre 2009

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini