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Giornata Mondiale della Vista (Newsletter della Storia dei Sordi n. 721 del 30 settembre 2009)

Sono numerose le iniziative in programma in occasione della Giornata Mondiale della Vista, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In diverse città italiane, ad esempio, è possibile effettuare controlli oculistici gratuiti. L’edizione odierna è dedicata alla disabilità visiva femminile che interessa oltre 175 milioni di donne. Benedetta Capelli ha intervistato Giusy Laganà, responsabile comunicazione e raccolta fondi di Cbm Italia, Missioni Cristiane per i Ciechi nel Mondo:

R. – Sono circa 37 milioni le persone cieche nel mondo e a queste se ne devono aggiungere altre 8 milioni che sono cieche a causa di problemi refrattivi. Si tratta di quelle persone che, da piccoli e da grandi, non hanno ricevuto un paio di occhiali e quindi non hanno potuto correggere quelle patologie che li hanno portati poco a poco alla cecità. Sono 164 milioni le persone che hanno problemi visivi. Ogni cinque secondi una persona diventa cieca, ogni minuto tocca ad un bambino.

D. – Cosa si può fare per contribuire a ridurre la cecità, in particolare cosa possono fare le donne?

R. – Nei Paesi sviluppati bisogna soprattutto fare prevenzione all’interno della propria famiglia, all’interno del proprio nucleo di amici. Pensiamo ad una madre che può portare i propri figli prima che inizi la scuola a fare delle visite oculistiche, per capire e prevenire eventuali patologie. Nei Paesi in via di sviluppo aiutare – e il Cbm questo lo fa da 100 anni – le donne ad essere sensibilizzate, ad informarle, a far capire loro che è veramente importante. Da oggi fino al 25 ottobre si può aiutare il Cbm con un sms, al 48582 e con un euro si dona una dose di vitamina A. Una dose di vitamina A salva un bambino dalla vitaminosi A e dal diventare cieco. Quindi, gli si ridà la vista e la vita.

D. – Quale messaggio si può lanciare in occasione di questa Giornata?

R. – Che la cecità è prevenibile e curabile, che tanto si può fare aiutando le persone che hanno questi problemi visivi nei Paesi in via di sviluppo, aiutarli perché la cooperazione e lo sviluppo va fatta in questi Paesi e il Cbm lo fa. Aiutare il Cbm, aiutare l’Organizzazione Mondiale della Sanità a combattere la cecità vuol dire che prevenire e curare può aiutare queste persone e le loro comunità a ritrovare la dignità e la reintegrazione all’interno del contesto sociale a cui appartengono.

nw721


Newsletter della Storia dei Sordi n. 721 del 30 settembre 2009