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Terza Conferenza Nazionale sulla Disabilita’ (Newsletter della Storia dei Sordi n. 730 del 21 ottobre 2009)

Terza Conferenza Nazionale sulla Disabilita’

Cari amici,
sono appena rientrato da Torino dove nei giorni 2 e 3 ottobre si e’ tenuta la Terza Conferenza Nazionale sulla Disabilita’. La prima ha avuto luogo a Roma, la seconda a Bari dove ho avuto l’onore di tenere una relazione nella mia qualita’ di Presidente della Fand. Questa volta sono stato invitato nella mia veste di Presidente del Forum Italiano sulla Disabilita’ (FID); ho preso la parola subito dopo la lectio magistralis tenuta dalla professoressa Maria Rita Saulle e dopo alcuni interventi riservati alla realta’ europea. Ecco alcuni spunti del mio intervento.

Dopo aver presentato il Fid, le sue origini, le sue finalita’, la sua breve storia, ho accennato al Convegno di Roma del 17 settembre sui contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili. Pur sottolineando l’importanza dell’evento, perche’ per la prima volta i disabili italiani sedevano allo stesso tavolo, non ho potuto fare a meno di evidenziare l’esiguita’ del numero di partecipanti e l’assoluta mancanza di dibattito che ha vanificato il tentativo di arrivare alla Conferenza di Torino con un punto di vista condiviso del Fid.

Ho sostenuto, quindi, la necessita’ che il Fid accettasse la sfida di dare il proprio contributo alla promozione della cultura dei diritti dei disabili; compito di per se’ difficile, ma reso ancora piu’ arduo dall’imperversare della crisi finanziaria, economica, morale e sociale che attraversa il nostro Paese. Ma la difficolta’ del compito non puo’ costituire un alibi per arrendersi o, peggio, rinunciare: piu’ grande e’ l’impresa da compiere, piu’ grande deve essere l’impegno.

Ho indicato, quindi, i diritti da promuovere, da rivendicare, da rendere esigibili, che trovano la loro massima espressione nei contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili approvata nel 2006. Ho presentato, quindi, la Convenzione come un traguardo storico, la vera novita’ di questo inizio secolo in materia di diritti dei disabili; un enorme successo del movimento internazionale dei disabili, una minoranza del 10% che si impone all’attenzione del 90% della popolazione nel mondo, che sconfigge la proverbiale pigrizia della burocrazia: mai trattato internazionale e’ stato approvato in cosi’ breve tempo, mai trattato internazionale e’ stato cosi’ universale e cosi’ planetario. L’approvazione della Convenzione ha costituito il punto d’arrivo di un lungo percorso a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948; di un tale percorso ho sottolineato due date: il 1981 e il 2001; la prima data coincide con l’Anno Internazionale del disabile che ebbe come risultato la elaborazione di un piano d’azione mondiale seguito dal decennio del disabile, la seconda data coincide con la costituzione del Comitato ad hoc che avrebbe elaborato i contenuti della Convenzione. Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, Agenzia dell’ONU, dava alla luce la nuova classificazione internazionale della disabilita’, compiendo una vera e propria rivoluzione copernicana, perche’ spostava l’attenzione dalla persona disabile alla societa’ incapace di costruire un ambiente a misura della disabilita’.

La Convenzione come punto di arrivo ma anche come punto di partenza: senza una adeguata promozione essa rischia di rimanere una bella pagina di principi astratti. Di qui la necessita’ che la Conferenza invii un messaggio forte e chiaro: il riscatto dei disabili non puo’ venire che dai disabili; alla societa’ non chiediamo pieta’, ma riconoscimento dei diritti, al mondo politico “niente su di noi senza di noi”. L’Osservatorio sulla disabilita’ previsto dalla legge di ratifica della Convenzione da parte del nostro Parlamento, e’ il luogo ideale per un confronto sereno ma determinato con il governo. Una straordinaria occasione per verificare se il piano d’azione che dovra’ essere elaborato dall’Osservatorio corrisponda o meno ai contenuti del Libro Bianco che mette al centro delle politiche sociali la persona titolare dei diritti e dei doveri e la famiglia considerata una grande risorsa.

Nel chiudere il mio intervento non ho potuto fare a meno di segnalare che le indicazioni che venivano dal Governo in questo periodo erano decisamente di segno opposto alla cultura e alla filosofia del Libro Bianco. Tra gli applausi dell’assemblea ho ricordato i tagli pesantissimi al Fondo nazionale delle politiche sociali e al Fondo di non autosufficienza, nonche’ il blocco delle assunzioni dei disabili nel settore pubblico e i facili esoneri concessi alle imprese private relativi alla assunzione dei disabili. In un altro momento del dibattito assembleare ho avuto modo di fare riferimento al Servizio Civile Volontario il cui budget e’ assolutamente insufficiente a far fronte alle necessita’ dell’utenza. Ho avuto anche modo di accennare alla disinformazione che viene fatta su alcuni giornali relativamente all’assegnazione dei progetti che andrebbero prevalentemente al Sud, senza spiegare che al Sud il numero dei ciechi e’ maggiore a causa della storica mancanza di prevenzione e che il numero dei volontari e’ piu’ alto perche’ ci sono piu’ disoccupati.

I lavori della Conferenza si sono articolati in sette gruppi che hanno elaborato altrettanti documenti; si sono conclusi con una Tavola rotonda alla quale hanno partecipato Fand e Fish. Pietro Barbieri ha posto l’accento sul concetto di segregazione che ancora oggi affligge i disabili a scuola, nella formazione professionale, al lavoro, nell’ambiente, nell’informazione, nella cultura, nella fruizione del tempo libero, sostenendo l’assoluta necessita’ di processi inclusivi; Giovanni Pagano si e’ soffermato soprattutto sull’importanza del lavoro per i disabili, ha dichiarato la disponibilita’ della Fand a collaborare con il governo, ma ha anche avvertito che nell’ipotesi che l’attuale stato di fatto dovesse permanere, la Fand non esiterebbe a mobilitarsi e a scendere in piazza.

Un intervento in video del Ministro Maurizio Sacconi e’ stato molto contestato dalla sala; il sottosegretario Eugenia Roccella, nel concludere i lavori, ha garantito che niente sara’ deciso sui disabili senza i disabili ed ha annunciato che a breve il Ministro Sacconi incontrera’ Fand e Fish per un primo esame dei risultati della Conferenza.

Il vero, grande assente della Conferenza e’ stato il tema delle risorse, senza le quali nessuna politica sociale e’ possibile

Nella speranza di avervi fatto cosa gradita,Vi saluto cordialmente.

Tommaso Daniele, Presidente Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. – Fonte: uic.it

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 730 del 21 ottobre 2009