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Bloccato il collocamento obbligatorio dei disabili… (Newsletter della Storia dei Sordi n.750 del 3 dicembre 2009)

L’opposizione aveva chiesto al governo maggior chiarezza sulla norma del decreto anticrisi di Tremonti che di fatto mette uno stop al collocamento obbligatorio delle persone disabili nella Pubblica amministrazione. Ma alla Camera viene dichiarato inammissibile sia l’emendamento che l’ordine del giorno. Il Pd: “Sconcerto per la decisione della Camera”

ROMA – Un “no” che mette fine a settimane di dibattito parlamentare sul blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, anche per le “categorie speciali”. La Camera dei Deputati, infatti, ha dichiarato inammissibile sia l’emendamento che l’ordine del giorno – a firma dei deputati del Partito Democratico, Amalia Schirru, Ileana Argentin, Maria Grazia Gatti e Marianna Madia – volto a garantire la “corretta” attuazione della legge 68 del 1999, sul collocamento obbligatorio degli invalidi.
L’emendamento, frutto anche di un dibattito in sede di commissione Lavoro, aveva lo scopo di chiarire fin dove era ammissibile il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, blocco previsto nel decreto anticrisi di Tremonti ed esteso anche alle categorie “speciali” di lavoratori, compresi quelli con disabilità. Lo stesso ordine del giorno, ugualmente non ammesso, chiedeva invece al governo di specificare che i lavoratori disabili non rientrassero in quel limite.
Nello specifico, settimane addietro aveva fatto discutere la formulazione – definita dall’opposizione “ambigua” – del comma 7 all’art. 17 del decreto. Secondo quest’ultima, infatti, la norma lasciava spazio ad interpretazioni che impedivano di fatto il collocamento dei disabili, laddove veniva richiesto alle amministrazioni pubbliche di sottostare a precisi obiettivi di risparmio di spesa a decorrere dal 2009. Il comma 7 recitava, e recita oggi vista l’inammissibilità dell’emendamento, che “le amministrazioni e gli enti interessati dall’attuazione del comma 3 del presente articolo non possono procedere a nuove assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato, ivi comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale”.
“Si tratta di un provvedimento – ha dichiarato la deputata Amalia Schirru – che non solo aumenta le difficoltà della Pubblica amministrazione nell’erogazione dei servizi da offrire ai cittadini, ma produce nuova disoccupazione e discriminazione, incentivando le imprese a venire meno ad un fondamentale dovere e mettendo le Pubbliche amministrazioni in una situazione di illegalità ed irregolarità perché non applicano una legge dello Stato, la 68 del ’99, che favorisce l’inserimento lavorativo di tante persone con disabilità”. “Il decreto, infatti, compromette – ha chiosato la deputata – la prospettiva di una piena integrazione sociale. Pertanto, chiediamo al governo di specificare, attraverso circolari alle Pubbliche amministrazioni, che le restrizioni contenute nel decreto anticrisi non si applicano al collocamento dei portatori di handicap”.
E sconcerto è stato espresso anche dai consiglieri del Partito Democratico della Regione Lazio che avevano, per primi, sollevato il dubbio. “Gravissimo – ha dichiarato Augusto Battaglia, vicepresidente della commissione Lavoro e Politiche sociali della Pisana – il fatto che il governo non abbia avuto la sensibilità, durante il dibattito alla Camera sul cosiddetto decreto anticrisi, di specificare il campo di attuazione delle norme che, di fatto, stanno già bloccando in tutto il Paese il collocamento delle persone disabili nelle Pubbliche amministrazioni. Era questa, infatti, la richiesta contenuta nell’ordine del giorno, presentato in aula dalle deputate Madia, Schirru, Argentin e Gatti, ritenuto non ammissibile. Il silenzio persistente del governo – ha proseguito – conferma le nostre preoccupazioni: dopo l’abolizione del certificato di ottemperanza, l’assoluta mancanza di controlli da parte degli uffici periferici del ministero del Lavoro, ora le norme inserite nel decreto Tremonti pongono una pietra tombale sull’applicazione della legge 68/99 a livello nazionale”. “Si tratta di un episodio di discriminazione di gravità inaudita, compiuto – ha voluto sottolineare il consigliere regionale – peraltro alla vigilia della Conferenza Nazionale sulle Disabilità che si terrà venerdì e sabato prossimi a Torino”.
Fonte: superabile.it (6 ottobre 2009)

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Newsletter della Storia dei Sordi n.750 del 3 dicembre 2009