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Dall’Istituto Professionale ENS all’I.P.S.I.A. “Antonio Magarotto”: Scuola e Società

In un libro postumo i ricordi e le esperienze di Augusto Munaron

«Dall’Istituto Professionale ENS all’IPSIA “A. Magarotto”: Scuola e Società», agile volumetto di 186 pagine in formato tradizionale (17×24) a cura di Augusto Munaron, è stato pubblicato postumo poiché l’autore è scomparso il 28 giugno 2008, ma il Consiglio Regionale ENS del Piemonte, di cui Augusto Munaron è stato per anni uno stretto collaboratore, ha voluto realizzare il «Sogno» dello stesso Augusto Munaron, dando alle stampe il libro da lui curato con sommo scrupolo, ma che poi aveva era stato riposto in un cassetto, ritrovato infine da alcuni suoi amici ed ex-allievi e da questi dato alle stampe e presentato in forma pubblica sabato 21 novembre 2009 nella stessa scuola che l’Educatore, in seguito Direttore, Munaron aveva tanto amato e ottimamente diretto.

Nella presentazione del suo libro – in questo coadiuvato nella prefazione al volume dai suoi ex allievi e diretti collaboratori, Giovanni Gamba, Giovanni Zoppi e Agostino Randazzo – l’autore dichiara di voler «… evidenziare le fatiche incontrate dai Dirigenti ENS, le lotte con le Istituzioni, l’apporto dei politici, le difficoltà logistiche incontrate, la costanza, la ferrea volontà del minorato nella conquista di un traguardo così importante sul piano sociale …», e nelle quattro parti in cui è suddiviso quello che appare come un romanzo storiografico, Munaron narra le origini di quell’Istituto, che sorse su donazione del terreno da parte del Comune di Torino, e poi rammenta l’inaugurazione della prima scuola di meccanica, nel 1956, come Istituto Professionale dell’ENS, operante nella «Casa del Sordomuto». I tempi erano assai diversi da oggi, Munaron descrive i vari stadi dal primo Consiglio di Classe dove lui, giovane insegnante, si occupava di materie letterarie e quel primo anno fu assai difficile per la nuova scuola, «… ma si procedette con tanta buona volontà da parte di tutto il Corpo Insegnante …», per cui l’esperimento ebbe esiti positivi.

La prima parte del libro, «Istituto Professionale ENS Torino», suddivisa in dodici capitoli, spazia dalle origini storiche della scuola torinese, al percorso professionale dell’Istituto, alle caratteristiche e schema evolutivo dell’organizzazione, dall’Istituto ENS all’IPSIA, col profilo del promotore, Antonio Magarotto, e del fondatore dell’istituzione torinese, Giuseppe Granaglia, passando per le cariche dirigenziali dei sordi all’ENS Provinciale di Torino, ai supporti istituzionali e ai dati statistici locali.

La seconda parte, «Attività degli Istituti e del Convitto di Torino», tre capitolati, narra delle attività didattiche, di quelle proprie del Convitto e dell’attivismo culturale, dove si rammenta il valido aiuto fornito dalla FIAT, e la collaborazione diretta con la Fabbrica Italiana Automobili Torino, fortemente voluta dall’ENS per dimostrare che il sordo poteva egregiamente apprendere il mestiere e lavorare in parità con l’udente, e quindi con l’assunzione diretta da parte della FIAT dei primi studenti operai in possesso della qualifica di Tecnico delle Industrie Meccaniche (TIM). mentre per ricordare le attività culturali, sempre in primo piano nel capoluogo piemontese, Munaron ha citato i vari bollettini, i giornalini, i notiziari, dove venivano trattati i più svariati argomenti di cultura, di arte e di vita vissuta nella Casa del Sordomuto.

La terza parte, «Scuola e Società», raccolta in quattro ampi capitoli, tratta appunto di Scuola e Società, dalle esperienze dirette dell’autore che, giunto nel 1956 a Torino, aveva inizialmente operato in qualità di educatore di sordi nella scuola, nel convitto, e pure nel sociale presso l’ENS torinese, e poi anche presso l’Opera Pia Donnino, aperta nel 1964 a Novara per le ragazze sorde, mentre dal 1° settembre 1978 furono statalizzate le Istituzioni scolastiche. Fu così che a Torino, poco dopo, due neo-pensionati, lo stesso Munaron e un ex-impiegato, entrano negli uffici dell’ENS, da poco privati del personale parastatale passato in altre strutture per dare collaborazione ai sordi, e si consolida un’amicizia che già c’era anche prima.

Nella quarta parte dell’interessante volume, «Materiali e documenti di repertorio», suddiviso in nove rapide sezioni, il professor Munaron spazia in memorie fotografiche degli scatti in bianco e nero ai ragazzi, ai piccoli progetti elaborati un tempo nell’attrezzata officina dell’Istituto, ai documenti conservati, alle lettere scritte e ricevute, alle attività sportive praticate al Campus, ai tanti ricordi del tempo andato e anche delle nozioni di dattilologia e di «Come insegnare il linguaggio dei gesti» ed esempi di costruzione di una frase a gesti, oggi diremmo più precisamente «a segni», e l’ultimo ricordo, quello del giornalino scolastico «Il Morsetto», nato nell’anno scolastico 1965-66 per iniziativa di alcuni studenti dell’IPSIA, per divulgare le notizie interne di vario ordine e dialogare pure con la Direzione dell’Istituto, col Corpo Insegnante e col Personale ausiliario in una disanima di problematiche di ordine tecnico, quale questa cortese richiesta: «Nella nostra Scuola non vi è un reparto di fucina vero e proprio. Saremmo grati ai nostri Insegnanti se potessero accompagnarci, almeno noi studenti dell’ultimo anno di qualifica, a visitare un’officina dove è in opera un reparto di fucina… e di trattamenti termici», lettera firmata e presumibilmente richiesta accolta.

Il libro, da leggere per apprezzare compiutamente il sapiente romanzo storiografico, si chiude con un’appendice dei Congressi, Convegni, Conferente, Corsi, Atti, Relazioni, Collaborazioni, elencate sinteticamente in quattro pagine, e con il prospetto di alcune iniziative da realizzare nell’immediato futuro, un futuro che ora non lo vedrà più fra i protagonisti, ma il suo libro ne tratta i presupposti.

Marco Luè

Autore: Augusto Munaron (a cura di)
Titolo: Dall’Istituto Professionale ENS all’I.P.S.I.A. “Antonio Magarotto”: Scuola e Società.
Torino, 2009, Tip. Litografia Agv, pp.188.

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