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La matita di zucchero. Antonio Rubino

Antonio Rubino, fratello di Francesco. Francesco Rubino è noto ai sordi di tutta Italia come il fautore dello Sport fra i sordi, e di Francesco sono note pure la passione e la perizia per l’Arte (fondò a Milano la Famiglia Artistica Silenziosa), ma pochissimi sono a conoscenza del fatto che l’avvocato Antonio Rubino, stretto congiunto di Francesco, fu rinomato fumettista.

Da «La matita di Zucchero», libro dedicato all’opera incompiuta di Michele Rubino, figlio di Antonio,  pubblicato nel 1978 da Cappelli Editore, si rileva che Antonio Rubino, nato a Sanremo il 15 maggio 1880, così si era ironicamente autodefinito nel 1957: «Se io sono poeta e pittore non ne ho alcuna colpa e non ne ho merito alcuno: sono nato così, non so neanch’io perché. Non ho fatto altro, durante i miei 77 anni di vita, che seguire la mia sorte.

Il mio motto è stato sempre questo: “Sequor naturam meam”». E fu appunto seguendo la sua natura, che a 17 anni Antonio Rubino scrisse tre poemi grotteschi dai titoli altisonanti – ma anche imprecisabili: «L’anabignombasi», «Le galluppotorancicchegrafeidi» e il «Poema baroko», questo in ben tremila terzine.

Poi cominciò a scrivere versi seri. Iscritto alla Facoltà di legge all’Università di Torino, fondò un giornalino umoristico universitario, L’arma di perfezione, illustrando con parodie tutto quello che al tempo era di moda. Nacque in tal modo la sua pittura, e si accorse illustrando con simboli le sue poesie burlesche o serie, che senza ricorrere all’alfabeto poteva comunicare ad altri il suo pensiero. Ha messo in versi anche argomenti giuridici quali «La Tutela», «L’Usucapione», «La personalità giuridica del feto»,  «Il Processo Accusatorio ed Inquisitorio» e i suoi esaminatori, al momento dell’esame, dissero: «Ecco quello che mette in versi la materia…», e lo promossero con punti 105 su 110, ma la sua carriera giuridica si sbilanciò in percorso letterario, e questo a sua volta si confuse con un curricolo artistico. Divenne quindi giornalista per ragazzi e Copertina: La matita di Zucchero Antonio Rubino del «Corriere dei Piccoli», diventando in breve tempo uno dei più prolifici e importanti autori di quel popolarissimo settimanale per cui creò numerosi personaggi, da Quadratino a Viperetta, da Pino e Pina a Lola e Lalla. Durante la Prima guerra mondiale collabora assiduamente a “La Tradotta”, una rivista destinata ai soldati, per la quale ha tra l’altro dato vita al caporale C.Piglio, sempre pronto a elargire consigli non richiesti a chiunque gli capiti a tiro, e all’eroico Muscolo Mattia. Nel 1927 passa al “Balilla”, disegnando le favole di Esopo, due anni dopo fonda e dirige “Mondo Bambino” e nel 1931 inizia una lunga collaborazione con la Mondadori, assumendo la direzione di “Topolino” dal 1935 al 1940.

In seguito si dedica all’animazione, occupandosi tra l’altro de Il paese dei ranocchi e di Crescendo rossiniano, e alla pittura. Nel 1955 riprende a collaborare al “Corriere dei Piccoli”, ma il suo affascinante e personalissimo stile liberty non incontra più il favore del pubblico e nel 1959 si ritira definitivamente. Antonio Rubino è morto a Baiardo (Imperia) il primo luglio 1964.

Tra le storie più conosciute di Rubino si ricordano: Il collegio delle delizie  Pierino e l’odiato burattino Lalla e Lola Quadratino Le favole di Esopo, Viperetta, Tic e Tac .

Titolo: La matita di zucchero ANTONIO RUBINO
a cura di Paola Pallottino
introduzione di Bernardino Zapponi
conversazone con Federico Fellini
Cappelli Editore
rc130

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