Iscriviti: Feed RSS

L’esperienza della prima laureata sorda a Verona

L’esperienza della prima laureata sorda a Verona:  Maria Clara Zanchetta

“Sono diventata sorda a 8 anni causa meningite epidermica; unico mio insegnante, sia per lettura labiale che per fonetica, è stato mio Padre, professore di lettere. Lui mi ha insegnato tutto con pazienza e tenacia, e sto parlando degli anni 1948 quando la sordità discutibile, per cui si può capire quanto abbia avuto da Lui e da tutta la mia famiglia; i miei non hanno mai voluto pensare a scuole per sordi che, oltretutto, a quel tempo erano poche, ma mi hanno sempre fatto sentire il loro appoggio, l’aiuto per darmi la sensazione di esser una persona allo stesso livello dei miei fratelli e poter essere inserita autonomamente nel mondo della scuola prima, e della vita poi.

Da loro ho imparato anche tre regole di vita alle quali non ho mai rinunciato:

– Rispetto verso Dio.
– Rispetto verso se stessi.
– Rispetto verso gli altri.

È difficile da raccontare le esperienze scolastiche di troppi anni fa ragazzi che vivono nell’era dei computer, degli aiuti dell’interpreti e con economici. Io non ho avuto queste agevolazioni: pochi mezzi a disposizione e niente aiuti esterni: Ho sempre frequentato le scuole normali cercando sempre di superare, possibilmente da sola o al limite con l’aiuto di mio Padre, tutte le difficoltà di comunicazione (usavo solo il metodo orale e lettura labiale). Ho studiato molto più degli altri e ho letto molto e di tutto, cosi da arricchire il mio vocabolario linguistico. Gli insegnanti mi hanno sempre trattata alla stregua degli udenti. Quindi dovevo esser sempre attenta alle spiegazioni senza distrarmi. Le tappe scolastiche sono state come per i cosiddetti udenti tappe “obbligate”: scuola media, liceo e poi università facoltà di ARCHITETTURA.

Per questa, l’inserimento è stato molto più complicato, però ci sono riuscita da sola anche se sono stati anni duri; la facoltà di architettura 32 esami più la laurea a differenza di ora che gli esami sono divisi in due parti per due tipi di specializzazione: civile o urbanistica. Sono riuscita anche perché non ho mai “strumentalizzato” la mia sordità profonda e ho parlato della mia situazione solo in caso di vera necessità.

Superato il biennio universitario, un professore collega di mio padre, il prof. Dal Cero, ha parlato di me ad Antonio Magarotto che, data l’unicità del caso, ha avuto conoscermi e poi mi ha chiesto di diventare insegnante nella scuola superiore per sordi di Padova; sono poi andata ad insegnare all’Istituto Magarotto di Roma per 5 anni e infine sono ritornata a Padova dove ho insegnato ininterrottamente fino al momento di andare in pensione, nella scuola media e Superiore per Geometri nella quale ho avuto classi con sordi assieme a udenti.

Mi sono laureata nel 1970 con 102/110 e ero anche già sposata e madre di 2 figli.

La mia vita si è svolta tra l’università a Venezia, a Padova dove insegnavo e a Verona dove avevo la famiglia. Ho insegnato con colleghi udenti senza sentire diversità anzi nel mio ruolo ero come una via di comunicazione tra udenti e ragazzi sordi; negli ultimi anni di insegnamento nelle classi con ragazzi sordi+udenti ho cercato di insegnare loro l’importanza, ai fini di un reciproco arricchimento, di uno scambio costante  delle esperienze acquisite singolarmente nella scuola il mio insegnamento si è basato su un bilinguismo serio, che permette la lettura di qualsiasi testo, giornale o altro senza cadere in equivoci.

La Medaglia ha nel “recto” il simbolo della Repubblica
nel “verso” una corona di quercia racchiudente la leggenda
“Ai benemeriti della cultura”.

Le soddisfazioni avute sono state molto gratificanti: oltre aver avuto la soddisfazione di alunni preparati molto seriamente, ho avuto dal Presidente della Repubblica la medaglia d’argento relativa a diploma di Benemerenza della scuola, Cultura e Arte (dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga il 2 giugno 1988, n.d.r.) e un medaglia del Sindaco di Padova, consegnatami dal Provveditore degli Studi.”

Il testo pubblicato sul volume “1921-2011 – 90 anni di storia dei sordi di Verona” a cura di M. Mulatti e M.C. Zanchetta (pp.130, con ricche illustrazioni a cura di Tino Boaretti, edito nel 2011 da MP Quadro S.r.l.). nw163

È un grande onore di tutti i Sordi Italiani.