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I bambini sordi del mondo nel rapporto dell’Unicef 2013

Di recente é stato presentato al mondo la condizione dell’infanzia nel mondo 2013. Questo rapporto dell’Unicef é avente per il titolo “Bambini e disabilità. Riportiamo la pagina che riguarda la sordità: “Per i giovani sordi, il linguaggio è fondamentale”, scritta da “Krishneer Sen, giovane attivista sordo di Suva, nelle Isole Figi e vincitore della borsa di studio
World Deaf Leadership, studia tecnologia dell’informazione presso la Gallaudet University negli Stati Uniti. Nel 2012, ha lavorato come stagista per l’UNICEF Figi”

Per i giovani sordi , il linguaggio é fondamentale
L’accesso all’informazione e ai mezzi di comunicazione è essenziale per chiunque voglia realizzare i propri diritti di cittadino. Senza metodi per raccogliere informazioni, esprimere opinioni e formulare richieste è impossibile ottenere un’istruzione, trovare un lavoro o partecipare alle questioni civiche.
Nel mio paese, le Isole Figi, la mancanza di accesso alle informazioni e ai mezzi di comunicazione rappresenta il problema principale per i bambini sordi. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) che sto studiando all’università aiutano i sordi di tutto il mondo, creando opportunità che semplicemente non sarebbero state possibili una generazione fa. Laddove è disponibile, la ICT offre ai sordi la possibilità di comunicare e di mettersi in collegamento con gli amici, ne riduce l’isolamento e apre dei canali per la loro partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale.

Coloro che non hanno accesso a questa tecnologia – perché vivono in zone rurali, sono poveri o non abbastanza istruiti, oppure non dispongono di apparecchi adeguatamente personalizzati – subiscono frustrazione ed esclusione.

I non udenti delle Isole Figi come me hanno un accesso limitato ai media, ai servizi d’emergenza e persino alle semplici conversazioni telefoniche. In mancanza di tecnologie come i telefoni con sottotitoli, dobbiamo contare su persone udenti che facciano da interpreti, oppure ricorrere agli SMS. Questa situazione non cambierà finché la politica sulla ICT e sui media per le persone con disabilità non diverrà una priorità a livello governativo.

I non udenti possono avere successo e contribuire alla società proprio come chi è in grado di udire. Lo sviluppo delle loro capacità comincia con l’istruzione e con il linguaggio. Dato che i bambini sordi crescono in un mondo di udenti, un’istruzione di qualità dev’essere necessariamente bilingue. Nelle Isole Figi, ai bambini non udenti si dovrebbe insegnare, fin dalla nascita, la lingua dei segni nella lingua locale, oltre che nelle lingue comunemente insegnate ai bambini udenti delle Figi (l’inglese e l’indù). L’istruzione bilingue aiuta i bambini non udenti a sviluppare la propria capacità comunicativa usando i linguaggi degli udenti, perché quelli in grado di comunicare in modo efficace con la lingua dei segni troveranno più facile imparare altre lingue come l’inglese. Sono convinto che il bilinguismo darà ai bambini privi dell’udito quel migliore accesso all’istruzione di cui hanno bisogno per poter essere cittadini come tutti.

Da bambino guardavo i cartoni animati che la tv del mio paese mandava in onda senza sottotitoli né interpreti della lingua dei segni. La mia famiglia, tra l’altro, non conosceva bene la lingua dei segni. In seguito, mi sono reso conto che, se avevo difficoltà con l’inglese, era perché a casa non mi era stato insegnato usando soltanto i gesti. I genitori svolgono un ruolo importante nell’agevolare la capacità dei bambini non udenti di comunicare e di accedere alle informazioni; devono prendere l’iniziativa e usare la lingua dei segni per comunicare nella loro vita di tutti i giorni, a scuola come a casa.

Dobbiamo rendere i media più accessibili ai bambini non udenti sottotitolando o traducendo nella lingua dei segni i programmi televisivi, nonché ideando programmi per bambini che adottino questo linguaggio. Abbiamo bisogno di un ambiente privo di barriere comunicative. Mi piacerebbe che la lingua dei segni delle Figi venisse adottata in vari tipi di programma, dalle notizie ai cartoni animati. In aggiunta alla televisione, i social media possono fornire strumenti potenti per migliorare la conoscenza sulle Figi e sugli affari internazionali, facendo sì che tutti, comprese le persone con disabilità, abbiano accesso a informazioni sulla situazione politica e possano dare un voto informato in occasione di elezioni. Mettere la ICT a disposizione dei bambini sordi può facilitarne lo sviluppo sociale ed emozionale, inserirli in scuole tradizionali e prepararli a un impiego futuro. Io ho seguito lezioni base di informatica presso una scuola speciale e questo ha cambiato in meglio la mia vita. È stato attraverso Internet, infatti, che sono venuto a conoscenza della Gallaudet University, dove ora
studio.

Oltre a migliorare l’istruzione, la ICT consente ai sordi e ad altri giovani di conoscere i propri diritti e di unirsi per impegnarsi a realizzarli.

Facilitando l’attivismo, l’ICT può aiutarci ad aumentare la visibilità delle persone con disabilità all’interno della società nel suo complesso, consentendo loro di parteciparvi attivamente.

Il mio sogno è quello di vedere i non udenti comunicare liberamente con gli udenti attraverso l’uso di ausili tecnologici. Per quando mi sarò laureato ho intenzione di avviare un progetto finalizzato a portare nelle Isole Figi tecnologie che possano facilitare la comunicazione tra udenti e non udenti, usando sia interpreti della lingua dei segni sia videoconferenze.

Lavorerò con l’Associazione per i non udenti delle Isole Figi, di cui faccio parte da molti anni, per sostenere i diritti umani, le opportunità e l’uguaglianza.

Per far sì che il governo consideri prioritarie le necessità dei non udenti, siamo noi stessi a doverci patrocinare.

Per facilitare l’attivismo tra i non udenti, dobbiamo educare i bambini sordi a usare sia la lingua dei segni sia le lingue delle comunità udenti in cui vivono, nonché lavorare per ampliare il loro accesso a tecnologie attraverso cui possano trovare informazioni e comunicare con gli altri, udenti e non.

Krishneer Sen – nw076 – 30 maggio 2013

“Dobbiamo rendere i media più accessibili ai bambini non udenti ideando, sottotitolando o traducendo nella lingua dei segni i programmi televisivi.”

PER SAPERE DI PIU’

Unicef Italia

Visualizza il rapporto Unicef su “Bambini e disabilità”

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