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San Luca e il suo vangelo su “sordomuto”

San Luca (I sec) evangelista e autore degli Atti degli apostoli. Protettore degli artisti, pittori e medici.

 Figlio di pagani, Luca è compagno e collaboratore di san Paolo, che lo chiama «il caro medico», è soprattutto l’autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli. Al suo Vangelo racconta la nascita e l’infanzia di Gesù ed salta la figura di Maria, la «serva del Signore, benedetta fra tutte le donne». Dopo racconta la predicazione di Gesù, mettendo in risalto la sua predilezione per i piccoli e i poveri.

Il vangelo di Luca ha per tema fondamentale l’ammissione di tutti i popoli alla salvezza (3,6; 7,1-9; 13,28-30) e la partecipazione al Regno di tutte le categorie di persone che la Legge antica escludeva dal culto: i poveri, i peccatori, i deboli, le donne, i pagani, i sordi (Lc 5,29-32; 7,36-50; 8,1-3;10,21-22).

Invocato come patrono degli artisti. La Chiesa celebra la sua festa il 18 ottobre.

San Luca ci dice che in Gesù si sono avverate le profezie di Isaia. Leggiamo nel suo vangelo (7,19-23): “In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia»”.

San Luca evangelista I sec.

Luca ci parla pure di un demonio muto scacciato da Gesù (11,14-15) (S.Matteo lo dice indemoniato cieco e muto) e racconta anche l’episodio dell’epilettico indemoniato (9,37-43).

È Luca che ci narra ancora l’episodio di Zaccaria (Lc 1,5-22; 1,59-79), reso sordo e muto per la poca fiducia in Dio, che gli faceva annunziare la nascita di un figlio:

“…quando uscì egli non poteva parlare loro: sicché essi compresero che aveva avuto una visione nel santuario: egli faceva dei segni e rimase muto” (Lc. 1, 22).Ormai i giorni del Messia salvatore erano arrivati e Zaccaria fu il primo a beneficiarne.  Infatti, nato che fu il precursore, gli si volle dare il nome: “E facevano cenni al padre per sapere come dovesse essere chiamato. Ed egli, chiesta una tavoletta, vi scrisse: «Il suo nome é Giovanni». E tutti restarono meravigliati. In quel momento si aprì la bocca di Zaccaria e la sua lingua si sciolse ed egli parlava e benediceva il Signore”(Lc. 1, 62 ss).

Vincenzo Di Blasio

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