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1903 – Istituto Madonna della Bomba per Ciechi e Sordomuti in Piacenza

Cento anni fa Mons. FRANCESCO TORTA era alla vigilia di dare vita alla sua più importante creatura benefica: nel 1903 avrebbe avviato ufficialmente la Casa di Provvidenza per i sordomuti, il primo anello di una lunga catena di carità. Tutto si sarebbe sviluppato all’ombra del tempietto che lo stesso sacerdote aveva voluto sul Facsal per proteggere un’immagine mariana che si era salvata da una bomba durante la battaglia del 1746 tra franco-spagnoli e austro-tedeschi. Per questo il popolo la riteneva miracolosa. TORTA era un giovane intenzionato ad essere prete, ma il servizio militare disturbava i suoi progetti. Desiderò, e alla fine ottenne, di poter evitare la divisa. Poté così terminare gli studi come alunno esterno del Seminario e fu ordinato sacerdote nel 1886. Nel 1894, quando aveva l’incarico di prevosto di Santa Brigida, mantenne la promessa fatta: con l’approvazione e un piccolo contributo del Vescovo SCALABRINI e con le offerte soprattutto di gente del popolo, tra cui le bottonaie, portò a termine in pochi mesi il voto di erigere alla Madre di Dio un tempietto che proteggesse la sua immagine da tempo venerata sul Facsal. Un avvenimento che non passò inosservato nella Piacenza di fine Ottocento. Il giornale cattolico “L’Amico del Popolo”, qualche giorno prima della consacrazione fatta dallo SCALABRINI, il 12 agosto 1894, così scriveva: “L’elegante edificio, che misura circa undici metri di altezza e cinque di larghezza, è di stile gotico. Quanti ebbero il piacere di vederlo, tra i quali alcuni competenti in materia, lo dissero un lavoro perfettamente riuscito. Ne sia lode al chiarissimo Ing. PERREAU che ne dava il disegno e all’egregio amico nostro, prevosto Torta, che fattosi iniziatore dell’opera, ne diresse pure con affettuosa cura l’esecuzione. Il riuscitissimo restauro della Madonna fu fatto dal bravo pittore, il giovane sig. SIDOLI. Il tempietto è uno degli esempi più significativi di neogotico cittadino. Con l’inaugurazione, a ricordo, fu murata all’interno una lapide il cui testo, il seguente, fu dettato dallo storico GIUSEPPE NASALLI ROCCA, non nuovo a simili incarichi: “O Maria, innanzi all’immagine tua, in cui durante la guerra del MDCCXLVI innocuo si infisse proiettile nemico, innalzò questo sacello il prevosto FRANCESCO TORTA, coadiuvato da molti devoti, fiducioso che tu Patrona dei piacentini, già loro difesa, sarai ad essi futuro presidio – MDCCCXCIV”.


Il tempietto fu come la prima pietra di quel vasto edificio che sono le opere assistenziali di Mons. TORTA di cui la prima fu la Casa di Provvidenza per sordomuti [12 novembre 1903]; seguirono  l’Istituto per cieche [8 dicembre 1911] a cui si aggiunsero i ciechi nel 1935.

Il 19 marzo 1921 volle le Suore della Provvidenza per l’Infanzia la cui Congregazione fu approvata dal Vescovo MENZANI il 12 maggio 1927. Subito l’istituzione mise radici anche in altre città: nel 1924 a Parma, nel 1928 a Casteggio di Pavia, nel 1936 a Marina di Massa e nel 1938 Roma.

Nel cinquantesimo di fondazione queste religiose affrontarono, inoltre, la strada della missione in Etiopia dove sono tuttora con diverse case. Torta si spense la notte del 15 aprile, il venerdì santo del 1949, a 85 anni, meritando la qualifica di “piccolo don Bosco piacentino”. La sua salma, sepolta nel cimitero urbano, fu traslata nel sacello del Facsal il 22 ottobre 1959; il 30 aprile 1964, la Diocesi diede inizio al processo di beatificazione i cui atti sono ora all’esame della Congregazione dei Santi a Roma.

A lui subentrò un altro grande della carità, Mons. SERAFINO DALLAVALLE. Di Torta ha scritto uno dei suoi più qualificati biografi, don FRANCO MOLINARI. “Il Servo di Dio, pur non avendo scritto alcun trattato di ascetica e pur non distinguendosi per originalità di impostazioni peregrine, presenta una personalità spirituale ricca di note caratteristiche. Per quanto egli sia stato definito dai contemporanei ‘Apostolo della carità’, Tesoriere della Provvidenza’, ‘Padre dei ciechi e dei sordomuti’, in realtà egli fu prima di tutto sacerdote docile alle indicazioni pastorali del suo Presule e fedele esecutore delle sue direttive. Parroco per una trentina d’anni, assiduo al confessionale, predicatore efficace, non rinunciò alla cura d’anime, se non per attendere all’assistenza dell’infanzia minorata”.

Nel 1986 l’Istituto Sordomute “Scalabrini”, fondato nel 1880 da S.E. Mons. GIOVANBATTISTA SCALABRINI, Vescovo di Piacenza, e l’Opera Pia “Madonna della Bomba” si fondono nell’Opera Pia “Madonna della Bomba – Scalabrini”.

Il Centro Audiofonetico Scalabrini, sorto nel 1977 a sostegno delle persone affette da sordità, per passare poi alla loro riabilitazione, e a quella di pazienti afasici da varie patologie e al trattamento logopedico dei disturbi del linguaggio nei minori, viene trasferito nei locali dell’Istituto di Viale Pubblico Passeggio.

Dal 1956 al 1982 l’Istituto ospita nei suoi locali i corsi nazionali per centralinisti ciechi.

Negli anni 60 si esaurisce la richiesta di accogliere in Istituto persone con disturbi dell’udito e la scuola si apre all’integrazione verso soggetti altrimenti svantaggiati. Gia nel 1962 don SERAFINO DALLAVALLE sposta l’obiettivo verso altri tipi di problemi, seguendo intelligentemente l’evoluzione della richiesta sociale e nel 1969 presenta un Progetto alla Regione Emilia-Romagna per la trasformazione dell’Istituto per sordomuti e ciechi in Istituto Medico Pedagogico, adatto ad accogliere una fascia di soggetti denominati, secondo la terminologia allora in uso, “insufficienti mentali”. La proposta non è mai stata riconosciuta; ma ciò non ha impedito la creazione di una scuola interna “speciale” riconosciuta dallo Stato, scuola che accoglieva in modo prevalente ragazzi con problemi di assistenza.
In seguito si è avviato un Progetto innovativo: il “Centro Terapeutico Diurno” la cui funzionalità a servizio del territorio era basata sull’integrazione con le strutture pubbliche dell’assistenza psichiatrica, medica e scolastica, e sull’azione di operatori qualificati.
Nel 1983, grazie all’intervento di alcune famiglie di minori portatori di handicap che già nel 1982 si erano costituite in Associazione di Solidarietà Familiare [AS.SO.FA.], viene stipulata tra detta Associazione e l’USL una convenzione e nei locali avuti in comodato gratuito dall’Istituto inizia il suo servizio che continua tuttora, sotto l’organizzazione della “Cooperativa AS.SO.FA.”.

Quasi in contemporanea, per i minori con handicap meno grave, promossa dalla Caritas, dall’Istituto Madonna della Bomba, dall’AIAS e dalla CISL, nasce la Cooperativa “Il Germoglio” per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, che sviluppa sul terreno di proprietà dell’Istituto (podere “San Giuseppe”) un’azienda di floricoltura e ortaggi tuttora operante in via Bubba.
Nel 1991 la Casa di “Provvidenza per ciechi e sordomuti” si trasforma e si qualifica come Casa Albergo (o Casa di Riposo). Tale trasformazione, aprendo a tutti gli anziani la possibilità di ingresso (con priorità  per i non vedenti), garantisce alle ospiti storiche accolte in Istituto in giovane età la loro permanenza.
Dal 1995 l’Opera Pia assume personalità giuridica di diritto privato nella forma della Fondazione mantenendo la denominazione di “Istituto Madonna della Bomba – Scalabrini” (Decreto del Presidente della Giunta Regionale n° 158 del 8.03.1995).
Nel 2005 l’Istituto aggiunge un importante e nuovo servizio: il “Il Dopo di Noi”, struttura di n° 15 miniappartamenti, con domotica altamente specializzata, destinati alla residenza di portatori di handicap grave a cui manca il sostegno dei familiari.
Nel 2006 s’inaugura e s’avvia ancora un “Reparto Protetto” di 25 posti per garantire assistenza adeguata e qualificata ai propri ospiti che con l’età hanno perso l’autosufficienza. Il “Reparto Protetto” è aperto anche al territorio con modalità assistenziali in linea con le direttive regionali del settore e con le prescritte autorizzazioni comunali.
Nel 2007 la gamma dei servizi viene ampliata con l’apertura di un Centro di Socializzazione, denominato comunemente Facsal, servizio diurno che consente la frequenza di circa 70 anziani a rischio di emarginazione e solitudine per lo svolgimento di diverse attività di tipo ricreativo e culturale.

Un nuovo testo di Statuto, inoltre, veniva adottato e definitivamente approvato con una deliberazione del Direttore Generale agli Affari Istituzionali e Legislativi della Regione Emilia Romagna nell’ottobre 2009, e sottoposto a nuova revisione, oggi, per adeguarlo alla normativa legislativa sulle ONLUS. Dal Maggio 2010, infatti, la Madonna della Bomba ha assunto una nuova fisionomia legale denominandosi Fondazione Madonna della Bomba – Scalabrini onlus.
Nel settembre 2010 l’Istituto riceve l’autorizzazione per far partire anche un servizio per i più piccoli, “Il piccolo Nido”, un asilo che dispone di 16 posti rivolto alla fascia dai 12 ai 36 mesi anche per bambini con problemi di salute. È stato autorizzato nel 2010

In questi ultimi mesi, infine, è stato inaugurato un nuovo servizio di eccellenza per il sollievo degli anziani denominato appunto: “Servizio sollievo”, destinato ad avere diversi posti letto per anziani in lista di attesa che hanno comunque bisogno di accoglienza e assistenza.

PER SAPERE DI PIU’

Fondazione Madonna della Bomba – Scalabrini

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: storiadeisordi@gmail.com
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini