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Chiesa e Cripta del Santo Sepolcro: Vergine della Pietà in Cagliari

A Cagliari, la Chiesa e cripta del Santo Sepolcro, sotto la Parrocchia di S.Eulalia (Vico del Collegio n.2 – tel.070/663724), si trova che va alla destra di Via Dottori sulla quale si affaccia l’omonima piazza del Santo Sepolcro. Ecco la sua storia: “Il primo marzo è ricorso l’anniversario della collocazione del simulacro della Vergine della Pietà nella medesima Chiesa (1686).
E’ molto venerata nella città cagliaritana quest’antichissima chiesa che trae le sue origini da tempi anteriori al Trecento, dato che essa era dei Templari, sciolti da Clemente V nel 1312. Dell’antico rimane l’architettura gotica del presbiterio e della parte che sta dietro l’altare maggiore.
La Chiesa passò dopo due secoli all’Arciconfraternità nota comunemente sotto il nome del Santo Sepolcro, alla quale in un tempo ancora successivo, il Vicerè Don Antonio Lopez De Ayala, Conte di Fuensalida, donò il Cappellone, o Cappella della Beata Vergine della Pietà.
Come avvenne la scoperta
Vi si venera infatti il simulacro della Madonna recante sulle ginocchia il Cristo morto. Tale simulacro ha una singolare storia. E’ noto che lungo le scalette che recano da Via Manno al Santo Sepolcro, al posto dove ora trovasi la scuola, era l’Ospedale Sant’Antonio. Intorno al 1600 vi si trovava ricoverato un ragazzo sordomuto. Questi un giorno giocando nell’atrio prese a foracchiare per terra con un bastoncello ed ad un tratto il bastoncello venne inghiottito da una cavità ivi esistente.
Fu scoperta una cavernetta, che racchiudeva il simulacro, chissà mai quanto antico, della Vergine della Pietà. In città se ne fece gran rumore, che richiamò l’attenzione del Municipio e dello stesso Vicerè, il quale anzi colse occasione per raccomandare alla Madonna la propria figliola ammalata cronica, abbandonata dai medici. È fece voto di erigere una cappella a guarigione ottenuta.
Il miracolo
La guarigione venne, Don Antonio Lopez mantenne la promessa, e la mantenne bisogna dirlo, da Vicerè, non potendo dire re. Costruì, sveltamente, il Cappellone che si può ammirare a lato della Chiesa del Santo Sepolcro, ed il primo marzo 1686 vi collocò solennemente il vetusto simulacro. Da allora i cagliaritani lo venerano con molta devozione”.
La Settimana del Sordomuto nell’articolo del 19 marzo 1955 cita il seguente paragrafo: “Quest’anno (1955, n.d.r.) la Chiesa, Arciconfraternita vagante, ha voluto riprendere la celebrazione dell’anniversario ad onore della Madonna, a ricordo e in suffragio del pio Vicerè. Sono state così celebrate delle Sante Messe, alle quali non sono mancati i Silenziosi della città, che anche nei pomeriggi hanno assistito ai panegirici e alla benedizione Eucaristia finale”.

Visita alla Chiesa e Cripta del Santo Sepolcro
Orario: Tutti i giorni 9,00/13,00 – 17,00/20,00. Le visite non sono permesse durante i riti religiosi. Ingresso: Libero tel: 070 655135
La chiesa del Santo Sepolcro si trova nella parte alta del quartiere di Marina, a ridosso della scalinata di Sant’Antonio. La sua storia è strettamente legata a quella della Confraternita dell’Orazione e della Morte (o del Santo Sepolcro), che curava la sepoltura dei poveri abbandonati, e che vi ebbe probabilmente la sua prima sede nell’area attualmente occupata dalla cappella sotterranea recentemente ripulita e recuperata. La intitolazione è da mettere in relazione con la grande suggestione esercitata nel corso dei secoli dal Santo Sepolcro di Cristo di Gerusalemme. La sua fisionomia attuale appare come il risultato di diversi interventi costruttivi a partire dalla seconda metà del Cinquecento fino ai primi anni del secolo attuale, quando fu abbandonato il cimitero che le stava accanto per realizzare la Piazza S. Sepolcro. Dall’esterno appare come un corpo sviluppato parallelamente alla piazza che conserva, ad occidente, una facciata dal terminale piano in cui si aprono un portale ad arco e una finestra circolare. L’interno è a navata unica, con presbiterio coperto da volta a crociera costolonata e gemmata, e cappelle laterali, secondo un impianto tardogotico; la copertura, più tarda, è invece voltata a botte. Alla fase barocca si deve la grande Cappella della Pietà, a pianta centrale ottagonale coperta da una cupola, che fu costruita nel 1686 dal Viceré Lopez de Ayala, e nella quale si trova uno splendido retablo ligneo intagliato e policromato che ospita una antica immagine della Vergine in pietà. Alle spalle dell’altare recenti lavori nella sacrestia hanno evidenziato preesistenze archeologiche di notevole interesse, attualmente in fase di studio, tra cui una vasca circolare munita di tre gradini, quasi completamente scavata nella roccia. Fonte: www.comune.cagliari.it

 

La cripta del Santo Sepolcro, aperta al pubblico da circa due anni, è una camera funeraria utilizzata fino alla metà dell’ Ottocento, e successivamente riempita di terra…
La cripta del Santo Sepolcro, aperta al pubblico da circa due anni, è una camera funeraria utilizzata fino alla metà dell’Ottocento, e successivamente riempita di terra.
Della cripta se ne perse completamente memoria, fino al 1995, allorchè venne casualmente alla luce durante alcuni lavori di restauro al pavimento tardo-ottocentesco della chiesa.
Al suo intorno fu ritrovato un antico altare per le funzioni religiose, affreschi, due ambienti adibiti ad ossario e numerose bare in legno, di cui alcune integre.
Alla cripta si accedeva mediante una ripida scalinata a doppia rampa, originariamente chiusa da una botola in legno nel pavimento della chiesa.
La cripta, in parte scavata nella roccia ed in parte costruita in muratura, risale alla fine del 1600, ed ha pianta quadrangolare con zona presbiteriale quadrata.
Sulle pareti laterali della cripta è rappresentata una fitta sequenza di drappeggi funerari bianchi su sfondo nero, mentre sulla volta del presbiterio è raffigurato in tempera a carbone un baldacchino nero.
Al centro della volta è presente una immagine della morte di grandi dimensioni, raffigurata nell’iconografia tradizionale come uno scheletro con la corona ed un mantello di ermellino, una lunga falce nella mano destra, ed una clessidra alata nella sinistra. Sulla falce campeggia l’iscrizione nemini parco, cioè “non risparmio nessuno”.
Dal corpo principale della cripta si accede ad un ambiente di minori dimensioni sulla sinistra, con stucchi alle pareti in altorilievo, in forma di teschi coronati e tibie incrociate.
Anche in questo ambiente le superfici laterali sono decorate da una fitta sequenza di bande verticali bianche, dipinte a risparmio su un fondo nero, che creano l’illusione di un tendaggio funerario.
Probabilmente confratelli e consorelle della Confraternita del Santo Sepolcro erano sepolti in ambienti distinti.
La confraternita era stata fondata nel 1564 ed era nata con lo scopo umanitario di dare pietosa sepoltura alle persone sole o prive di mezzi di sussistenza.

Fonte: www.provincia.cagliari.it