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Don Balestra, il prete-archeologo e il litigio su Sant’Abbondio (Newsletter della Storia dei Sordi n. 471 del 15 aprile 2008)

Don Balestra, il prete-archeologo e il litigio su Sant’Abbondio.   A don Serafino Balestra è intitolata la viuzza, di tangibile atmosfera medievale che un tempo era vicolo con un’unica uscita nelle mura, a sinistra, come dimostra un antico cancello d’epoca, e che ora mette in comunicazione piazza Medaglie d’Oro con la torre di San Vitale. I due archi non sono coevi con le mura, ma degli anni Trenta, realizzati per le manovre dell’allora linea del tram.
Il nome originario era Contrada Lucinorum, della nobile famiglia Lucini. Omonimo il palazzo con i tre lucci sopra il portone, oggi sede delle associazioni d’arma. Poi divenne Contrada delle Orfanelle, dall’istituto fondato nel 1691 e con tanto di ruota per i cosiddetti esposti, cioè i neonati abbandonati.
Don Serafino ha il merito di aver fatto restaurare buona parte della basilica di Sant’Abbondio. Una targa nell’annesso chiostro rimesso a nuovo lo ricorda. Aveva studiato proprio qui ed era diventato filantropo, chiamato anche l’apostolo della parola per la sua azione a favore dei sordomuti. La storia lo menziona per la scoperta della Chiesa Apostolorum, cioè dei SS. Pietro e Paolo, per lui del V secolo (oggi si fa risalire al IV), su cui sorge appunto Sant’Abbondio.
Ma, a parte i meriti, don Balestra ha nel suo curriculum anche un curioso aneddoto: un furioso litigio, durato ben due anni (1863-1865), con il famoso archeologo e rivale Vincenzo Barelli (1807-1890), proprio su alcuni affreschi del millenario edificio. Ne riferisce lo storico dell’arte Alberto Rovi, che imputa a don Serafino l’intenzione di eliminarli, mentre il Barelli è convinto della necessità di conservarli. Il sito più al centro della disputa è l’abside. Fatto sta, precisa Rovi, che i ‘restauri’ cancellarono buona parte degli affreschi.
Autore: Franco Bartolini – Fonte: corrieredicomo.it  – nw471

INFO:

Istituto Sordomuti di Como

Balestra Serafino


Newsletter della Storia dei Sordi n. 471 del  15 aprile 2008