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Giorgio Regoli, atleta Sordo, premiato con il “Pegaso per lo Sport 2009” (Newsletter della Storia dei Sordi n. 653 del 24 febbraio 2009)

Lunedì 23 febbraio 2009 Giorgio Regoli, atleta Sordo, è stato premiato dalla Regione Toscana, nel “Salone Brunelleschi” dell’Istituto degl’Innocenti, a Firenze, con il “Pegaso per lo Sport 2009”, un premio particolare assegnato agli atleti che un’apposita Commissione ha segnalato essersi distinti in modo particolare.

Tra i premiati – accanto a Luca Agamennoni, medaglia d’oro a Pechino, e Luca Prandelli, tecnico della Fiorentina – ci sono “sportivi di gran razza” e tra questi vi è anche un Sordo, Giorgio Regoli, tesserato oltre che all’ENS e alla FSSI, pure al Tiro a Segno di Siena. Egli è stato premiato «…per un riconoscimento dei risultati conseguiti in ambito sportivo …».

Complimenti a Giorgio Regoli, oltre che dall’ambiente sportivo silenzioso, da parte della Presidente ENS Comm. Ida Collu, a nome dei Sordi Italiani.

Regoli ai Giochi Olimpici di Melbourne 2005


Ecco di seguito quali sono quei risultati che contraddistinguono il tiratore Sordo, e ora istruttore, di Siena:

Giorgio Regoli, nato ad Asciano, a pochi chilometri da Siena, il 6 aprile 1944, ha praticato tiro a segno per ben quaranta anni, prima come atleta, e oggi anche da allenatore dei ragazzi udenti che prendono parte ai Giochi della Gioventù.

Egli aveva iniziato l’attività di tiro fin dall’adolescenza, ma ha scoperto lo sport “silenzioso” intorno agli anni Settanta quando, proseguendo a gareggiare principalmente in gare della UITS (Unione Italiana Tiro a Segno), si è pure affiliato alla Federazione Sport Silenziosi Italiani (FSSI) tramite la Sezione ENS della sua provincia, e con la Federazione sportiva dei “silenziosi” è stato selezionato per indossare la casacca azzurra e ha così preso avvio, dai XII Giochi Estivi “Silenziosi” di Malmoe (Svezia) 1973 la sua ascesa sportiva anche in campo internazionale.

Il suo esordio con i “silenziosi” è avvenuto nel periodo dove, in campo nazionale e internazionale del tiro a segno, nella carabina spadroneggiavano due «mostri sacri» del calibro di Giovanni Calissano, di Milano – il quale è l’atleta più medagliato di ogni tempo e fra tutti gli sport ai Giochi “Silenziosi, vantando 19 medaglie d’oro, 14 d’argento e 5 di bronzo – e Antonio Endrizzi, di Trento, oltre ad altri “outsider di gran valore, per cui Regoli si era dovuto accontentare di fare da comparsa e salire, nell’individuale, sul terzo gradino del podio, ma pure componente della fantastica squadra azzurra di tiratori di quegli anni memorabili, insieme, oltre ai due mostri sacri sopra citati, all’altoatesino Franz Kossler.

Fu ai XII Giochi Internazionali di Malmoe 1973 che Regoli ottenne la sua prima medaglia olimpica, quella di bronzo (l’oro fu appannaggio di un altro “outsider” italiano, Fausto Di Sapio, di Foggia, e poi ai XIV Giochi di Colonia, Germania, nel 1981, il suo bottino è stato di un oro a squadra, un argento individuale e un bronzo ancora a squadra, mentre a Los Angeles 1985 la squadra azzurra comprendente Regoli ottenne un argento nel tiro “C 10” e un bronzo nel tiro tre posizioni (in piedi, in ginocchio e a terra). L’elenco di medaglie ai Deaflympic si chiude con un bronzo a squadra conquistato a Roma nel 2001.

Più consistente è il bottino ottenuto dal tiratore senese ai campionati europei silenziosi EDSO:, dove fra il 1976 e il 1991 ha conquistato 4 medaglie d’oro, di cui una individuale, 5 d’argento, di cui tre individuali, e 4 di bronzo, tutte individuali.

Regoli è  l’ultimo campione della “vecchia guardia” ancora in attività, ma con un obiettivo differenziato, quello di insegnare la disciplina del tiro a segno alle nuove generazioni di futuri campioni, per rispolverare i grandi e meritati allori di un passato che, oggi può apparire fantascienza, ma eravamo i veri maestri del tiro a segno, e Giorgio Regoli era ed è un esempio da imitare.

Fonte: ens

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 653 del 24  febbraio 2009